Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo la nota del procuratore capo Paolo Auriemma sulla tragedia di Orte – Nella serata del 20 luglio 2016 i carabinieri del reparto operativo di Viterbo, in collaborazione coi militari della compagnia di Civita Castellana, accertavano la morte di una bambina di quattro mesi di nome Giulia Stavila.
La notizia perveniva dal padre della minore, l’ingegnere Ghenadie Stavila, moldavo ma residente stabilmente in Orte, e all’accesso dei militari dell’arma si verificava come causa della morte un possibile annegamento.
Gli indizi lasciano ipotizzare, al momento, una responsabilità della madre della bambina deceduta, Mariana Golovataia, moglie di Ghenadie Stavila.
La procura, informata dai militari, interveniva sul luogo dei fatti con il magistrato di turno, il dottor Franco Pacifici, che ascoltava, nella serata stessa, il padre della minore deceduta e successivamente, alla presenza dello psicologo nominato consulente, all’ospedale di Belcolle, dove era stato ricoverato, il figlio della coppia di cinque anni.
La signora Ghenadie Stavila, madre della bimba morta, soccorsa e ricoverata nello stesso nosocomio, veniva immediatamente sottoposta alle cure del caso, essendosi ipotizzata la possibilità di avvelenamento da assunzione da farmaci. Per tale motivo è stata trasferita, non in pericolo di vita, presso la rianimazione dove è tenuta in sedazione.
Gli accertamenti compiuti nella immediatezza hanno portato a verificare che Mariana Golovataia è stata sottoposta a cure psichiatriche anche in epoche recenti.
Le indagini stanno proseguendo, direttamente da parte del magistrato titolare e attraverso attività delegate ai Carabinieri di Viterbo, per accertare eventuali responsabilità e ricostruire compiutamente i fatti.
Paolo Auriemma
Il procuratore della repubblica
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