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Festival della parola, del pensiero e dei diritti - Pieno di pubblico nella sede di Unindustria per una giornata nel segno della difesa dello stato di diritto e della lotta alla Mafia - Domani gran finale del festival, alle ore 18 all'auditorium a Valle Faul, con Enrico Mentana, giornalista e direttore di Tg LA7 - VIDEO E FOTO
Viterbo – Nel segno della lotta alla Mafia, della difesa dello stato di diritto, dei diritti e nel ricordo del grande magistrato Giovanni Falcone, ieri si è consumata una giornata da non dimenticare grazie a Pietro Grasso. Una giornata da emozioni da brivido. Il racconto di Grasso dell’inchiesta per il delitto di Piersanti Mattarella, fratello del presidente della repubblica, il maxiprocesso, la strage di Capaci. Le battaglie e le critiche che venivano da personaggi del livello di Leonardo Sciascia. Che alla fine però apprezzò il maxiprocesso che vide Grasso giudice a latere. E che vide grande protagonista la sagacia, la tenacia e complessità investigativa di Giovanni Falcone. Un capolavoro che ha segnato la storia della lotta alla mafia in Italia e nel Mondo.
I pirati della bellezza – Pietro Grasso
E poi i ricordi personali di Grasso, con un Giovanni Falcone che scherza, fa battute, si autoinvita a cena per mangiare il suo piatto preferito. Un Giovanni Falcone che diventa fraterno e non è solo il magistrato che, insieme a Borsellino e gli uomini del pool, ha messo all’angolo la Mafia. Ha dato il vero primo colpo alla struttura di Cosa Nostra, anche attraverso un boss pentito del livello di Masino Buscetta. Il boss dei due mondi. Che si fidò di Falcone, che mise a nudo per la prima volta la struttura della Mafia. Insomma una grande giornata.
I pirati della bellezza – Pietro Grasso con l’accendini donato da Giovanni Falcone
E alla fine dell’incontro, emozione nell’emozione: Grasso ha mostrato un piccolo accendino Dunhill d’argento, che Falcone, che aveva smesso di fumare, aveva dato in “comodato d’uso” proprio a Grasso, pochi giorni prima della strage di Capaci.
“Se riinizio a fumare me lo devi ridare”, aveva detto con un sorriso Falcone dandolo a Grasso. Non c’è stato tempo di riiniziare a fumare.
I pirati della bellezza – Pietro Grasso
Grasso ieri sera ha tirato fuori dalla tasca l’accendino di Falcone, che, come ha spiegato, tiene sempre con sé e in piena efficienza, e lo ha acceso. E ogni partecipante alla serata non ha potuto non sentire un’emozione che è storia. La storia migliore di questa nazione.
Grasso dopo l’incontro è tornato a Roma con la scorta, prima ha visitato la sede di Tusciaweb e della casa editrice Galeotti. Nel corso della serata sono state vendute oltre cento copie del libro di Pietro Grasso Il mio amico Falcone. Libro scritto in collaborazione col giornalista viterbese Alessio Pasquini.
Una bella giornata. E non sono poi molte.
Ernie Souchak
I pirati della bellezza – Pietro Grasso con Daniele Camilli
I pirati della bellezza – Pietro Grasso
I pirati della bellezza – Pietro Grasso con Carlo Galeotti nella sede di Tusciaweb
I pirati della bellezza – Alessio Pasquini
I pirati della bellezza – Pietro Grasso con il questore Giancarlo Sant’Elia e il comandante dei carabinieri Massimo Friano
Il prossimo appuntamento dei Pirati della bellezza è con Enrico Mentana, domani sabato 29 ottobre sempre alle 18 all’auditorium di Unindustria a Valle Faul, Viterbo. Tema: L’Italia a un mese dalle elezioni. Un evento speciale del festival.
Verrà regalato il libro: La Memoria rende liberi di Enrico Mentana e Liliana Segre. Enrico Mentana verrà intervistato da Massimo Pistilli e Carlo Galeotti, direttore di Tusciaweb.
Enrico Mentana è giornalista, conduttore e scrittore italiano. Nato a Milano frequenta il liceo classico “Manzoni”. Appassionato di politica, ha militato nel Partito socialista e ha diretto per qualche anno il giornale Giovane Sinistra. Nel 1982 diviene giornalista professionista, anche se già da due anni era stato assunto in Rai, alla redazione esteri. Nel 1991 passa a Mediaset e il 13 gennaio 1992 fonda il Tg5, insieme a Lamberto Sposini, Cristina Parodi, Clemente J. Mimum, Emilio Carelli e Cesara Buonamici: a soli 36 anni, è direttore del neonato Tg. Seguiranno, tra gli altri, Matrix, Rotocalco, Serie A – Il Grande Calcio e molti altri successi, tra cui I tre tenori. A seguito dell’addio a Mediaset il 2 luglio 2010 Enrico Mentana diventa il nuovo direttore di Tg LA7. Condurrà anche la trasmissione Bersaglio Mobile. Collabora con Rds nel commentare fatti di cronaca e ha una regolare rubrica su Vanity Fair. È stato il primo a realizzare uno special televisivo su Oriana Fallaci.
Suoi i libri: Passionaccia (Rizzoli 2009), in cui racconta, tra le altre cose, il suo addio a Mediaset a seguito della discussa vicenda televisiva sul caso Englaro e La memoria rende liberi (Rizzoli 2015), in cui il giornalista raccoglie la testimonianza di Liliana Segre, una delle ultime sopravvissute italiane all’Olocausto.
Viterbo – Quest’anno il festival I Pirati della Bellezza è dedicato al grande rivoluzionario e poeta José Martí. Ed è dedicato ai diritti. Si terrà dal 17 al 29 ottobre nella sala conferenze di Unidustria a Valle Faul. Ospiti: Toni Capuozzo, Luca Telese, Aldo Cazzullo, Giuseppe Cruciani, Pino Arlacchi, Vladimir Luxuria, Pietro Grasso, Enrico Mentana. Torna anche Il libro sospeso, ma quest’anno regaleremo non più 40 libri, ma 50 libri dell’autore e ospite.
I pirati della bellezza: Toni Capuozzo, Luca Telese, Aldo Cazzullo, Giuseppe Cruciani, Pino Arlacchi, Vladimir Luxuria, Pietro Grasso, Enrico Mentana
Diversi gli eventi speciali: dal reading, un vero spettacolo, di Cazzullo all’incontro a un mese dalle elezioni con Mentana; da Capuozzo che parlerà di guerra in Ucraina, e quindi di diritti dei popoli, a Luxuria che, ricollegandosi al Lazio Pride viterbese, racconterà i diritti Lgbt. Una serie di 8 incontri che si spalmeranno su due settimane. Una occasione per fare il punto sullo stato di diritto e sui diritti. Nonostante la morte della politica, vogliamo continuare a parlare di diritti. Proprio in questo momento. Gli incontri verranno pubblicati dal sito di Radio radicale.
Il festival non ha alcun finanziamento pubblico, è una iniziativa libera che vive grazie ai privati che la sostengono.
Yo soy un hombre sincero De donde crece la palma Y antes de morirme quiero Echar mis versos del alma José Martí – Versos Sencillos – 1891
Morire in battaglia è il sogno magnifico di ogni grande poeta e rivoluzionario. E i diritti dei popoli e degli uomini, qui e ora, sono la poesia del rivoluzionario, del poeta José Martí, che in battaglia morì.
I diritti sono la bellezza del rivoluzionario perché tra poesia, bellezza e diritti non c’è differenza. Sono la stessa cosa.
La seconda edizione dei Pirati della Bellezza – festival della parola, del pensiero e dei diritti sarà dedicata ai diritti perché Viterbo deve diventare la città dei diritti. E allora come non ricordare il poeta, giornalista, pittore, filosofo e rivoluzionario indipendentista cubano José Martí?
A José Martí e alla difesa dei diritti è dedicata questa edizione dei Pirati della bellezza. I diritti che Martí in Versos Sencillos poetizza in modo romantico e lirico, tanto che alcune strofe sono diventate una delle canzoni più famose al mondo: Guantanamera.
Come non ricordare i versi indimenticabili e suggestivi della mitica canzone: “Con los pobres de la tierra/Quiero yo mi suerte echar. Con i poveri della terra/voglio condividere la mia sorte”.
“Cultivo la rosa blanca/en junio como en enero/para el amigo sincero/que me da su mano franca /Y para el cruel que me arranca/el corazón con que vivo/ cardo ni ortiga cultivo/Cultivo la rosa blanca. Coltivo una rosa bianca/a giugno come a gennaio/per l’amico sincero/che mi dà la sua mano franca/E per chi mi strappa/il cuore che mi fa vivere/non coltivo né cardo né ortica/Coltivo una rosa bianca”.
Ecco noi coltiviamo la rosa bianca. Piantiamo la rosa bianca su tutto l’altopiano, perché noi sappiamo la bellezza. Sappiamo i diritti, sappiamo la poesia rivoluzionaria. Sappiamo la battaglia, ma anche la magnanimità e la pietas. E allora coltiviamo la rosa bianca anche per il nostro nemico. Soprattutto per il nostro nemico. Coltiviamo i diritti a iniziare da quelli del nostro avversario per crudele che sia e sia stato. Per crudele che continui ad essere. Questo ci differenzia da lui. Questo ci farà convincere. Ci farà vincere insieme. Come ci ha insegnato Cristo, Socrate, Kant, Gandhi e Martin Luther King. Ma pure Nelson Mandela che una volta al potere lavorò per pacificare la sua nazione. E non cercò l’inutile vendetta. La sua vendetta è stata il diritto. La magnanimità. Appunto.
E José Martí è, per queste ragioni – la difesa dei diritti del suo popolo, la lotta al razzismo, la rivendicazione orgogliosa e maestosa dell’indipendenza – è il nostro eroe. Ma lo è anche per suo umanissimo umanesimo che gli fa scrivere frasi in cui tutti noi ci riconosciamo: “I veli della vita cadono a poco a poco, e quando si conosce e rifugge la verbosità inutile, si recupera una sorta di ingenuità del cuore, che negli uomini sensibili, e che siano passati attraverso il dolore, si riflette nella maturità degli anni, nella semplicità della poesia”. Una sorta di poetica del dolore che ci fa tornare bambini. Come Francesco. E solo un rivoluzionario autentico come Martí può dire parole che sono vita e bellezza come queste. E ancora una volta le parole sono tutto.
Carlo Galeotti
José Julián Martí Pérez
José Julián Pérez fu un rivoluzionario del movimento per l’indipendenza cubana, fu anche scrittore, poeta, pittore e filosofo. Nacque all’Avana il 28 gennaio del 1853, nell’allora Cuba spagnola. A sedici anni fondò e diresse La Patria Libre, giornale su cui pubblicò il poema patriottico Abdala. Fu condannato nel 1869 a sei anni di fortezza con l’accusa di tradimento, ma la pena fu commutata nell’obbligo di trasferirsi in Spagna dove continuò gli studi di diritto. Conseguì la laurea in giurisprudenza e in filosofia e lettere. Si trasferì poi in Francia, in Messico e in Guatemala dove nel 1877 ottenne la cattedra di diritto politico.
Rientrato a Cuba fu nuovamente deportato in Spagna per la sua attività politica a favore dell’indipendenza. Si stabilì a New York nel 1880, dove fu corrispondente di diversi giornali latino-americani e ricoprì il ruolo di console aggiunto per il Paraguay, l’Uruguay e l’Argentina.
Nel 1882 pubblicò Ismaelillo (soprannome del figlio José Francisco) e nel 1891 Versos Sencillos (Versi semplici), raccolte di poesie che riguardavano gli affetti, le inquietudini, le melanconie della sua vita e della sua terra. Un modo moderno e innovativo di scrivere versi che si può evincere dalle sue stesse parole: “La poesia deve avere le sue radici nella terra e deve basarsi su fatti reali”.
Uno dei poemi dei Versi semplici fu tempo dopo trasposto in musica in Guantanamera, che è diventata la canzone cubana più famosa.
Nel 1892 fondò il Partito rivoluzionario cubano e Patria, il suo organo di stampa. Nel 1895 tornò a Cuba dove morì il 19 maggio a Boca de Dos Rios, durante una battaglia dell’insurrezione antispagnola. L’aeroporto dell’Avana lo celebra portando il suo nome.
Laura Ognibene
DIO È UN LIBRO…
Un Libro sospeso per la libertà e la creatività
I Pirati della Bellezza – festival della parola, del pensiero e dei diritti, regala una copia di ogni libro in presentazione a 50 partecipanti a ciascun evento. Grazie a Vitauto, Menichelli 1912, We-Com, DM Ecologia, Aquilani Pronto Pools, Vestri e Coldiretti Viterbo.
Un libro sospeso è come regalare un canestro di bellezza, intelligenza e incanto… Per la prima volta un festival di libri regala libri. I Pirati della Bellezza regala libri. Un libro è un mondo di idee, di fatti e di racconti che educa alla libertà e alla fantasia. Nella storia c’è stato chi ha bruciato libri, chi li ha messi all’indice, chi li ha disprezzati e calpestati. Noi pensiamo che i libri siano portatori, sani o malati, del virus della libertà e della creatività. Sono capaci di farci scoprire mondi, inferni, paradisi mai visti. Sono capaci di farci vivere milioni di vite che non avremmo mai vissuto. Milioni di avventure. Milioni di piaceri e dolori. Un libro è capace di narrare perfino piaceri e dolori inenarrabili. Un libro, in buona sostanza, è capace di descrivere ciò che non è descrivibile. E subito dopo ci permette di dormire sotto le rassicuranti coperte del nostro piccolo letto. Cento pagine di carta stampata sono in grado di parlarci di Dio e dell’infinito. Di massacri e resurrezioni. Senza infingimenti, senza falsi timori di inadeguatezza. E allo stesso tempo ci spiegano che “ci sono più cose in cielo e in terra di quanto ne possa sognare la nostra filosofia”. Per dirla tutta: Dio, se esiste, non può non essere un libro…
Un meraviglioso libro di luce e di tenebre, ovviamente. Noi intanto, per non saper né leggere né scrivere, regaliamo libri. E lo facciamo nello spirito di una grande capitale della cultura europea: Napoli. Dove nei bar è tradizione lasciare un “caffè sospeso” per un prossimo avventore. Come dire un piccolo dono a uno sconosciuto che crea un legame nel segno della comune umanità e nel segno della gentilezza. Valore ormai desueto e antico.
I Pirati della Bellezza è reso possibile grazie al contributo di
Se si arriva da Roma, ci sono treni quasi ogni ora. Se invece si arriva da altre parti d’Italia va considerata la stazione di Orte e da lì i collegamenti verso Viterbo. Viterbo dispone di due stazioni ferroviarie cittadine. Entrambe sono poco al di fuori delle mura, servendo in maniera strategica sia la città nuova che la vecchia.
Le stazioni prendono il nome dalla porta più vicina a ognuna, Viterbo porta Romana e Viterbo porta Fiorentina.
IN BUS
Diverse sono le soluzioni per arrivare a Viterbo con un autobus. Il servizio linee COTRAL collega Viterbo con l’aeroporto di Roma – Fiumicino (FCO), l’aeroporto di Roma – Ciampino (CIA) e con numerose altre località.