Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Aspettando l'estate viterbese - Si rinnova la collaborazione tra la rassegna letteraria e il Jazzup festival - Il direttore organizzativo Carlo Alibrandi parla della sinergia e riflette sui contributi alle iniziative culturali

“Senza Caffeina in città non ci sarebbe nulla”

Condividi la notizia:

Carlo Alibrandi

Carlo Alibrandi

Giancarlo Necciari

Giancarlo Necciari

Viterbo – “Senza Caffeina in città non ci sarebbe nulla”.

Lui stesso ammette di essere impopolare nel sostenere che non tutte le manifestazioni culturali vengano finanziate. Per Carlo Alibrandi, socio fondatore di Caffeina e direttore organizzativo di Jazzup festival, la filosofia del “dare tutto a tutti”, non funziona. Alibrandi consiglia al comune di selezionare le iniziative e aprire gli occhi sul valore di Caffeina.

Anche quest’anno si rinnova la sinergia tra la rassegna letteraria e il Jazzup. Dal 27 giugno al 6 luglio piazza del Gesù si prepara a rievocare la calda atmosfera jazz dei sobborghi di New Orleans.

Per la nona edizione non mancheranno le novità con entrambe le manifestazioni che si spostano in Puglia per creare un ponte culturale tra le due regioni e promuovere le bellezze della Tuscia.

Come nasce la collaborazione tra Jazzup e Caffeina?
“Sono impegnato in entrambe le manifestazioni – dice Alibrandi -, nella prima come direttore organizzativo e nella seconda come socio della fondazione, sia come Enerpetroli che Bluè gas. Insieme al direttore artistico del festival Giancarlo Necciari, abbiamo di entrare in Caffeina per la visibilità che ti permette di avere con l’enorme concentrazione di pubblico nei giorni del festival. Abbiamo ritenuto fosse una sinergia interessante per Caffeina stessa, visto che la musica è stata sempre marginale”.

Come si coniugano musica e libri?
“Caffeina è un contenitore all’interno del quale gli appassionati di cultura possono trovare sfogo. All’inizio, Jazzup rientrava nel Settembre viterbese, ma pian piano ci siamo resi conto della necessità di avere un palco più grande per valorizzare il lavoro dietro le quinte che è davvero faticoso. La programmazione e la ricerca degli artisti, infatti, iniziano subito dopo la fine del festival. Puntiamo alla qualità, anche se non possiamo permetterci nomi importanti, perché le risorse a disposizione sono poche. Lo scorso anno, per esempio, il comune ci ha dato 5mila euro per undici giorni di concerti doppi. Non è stato facile. Senza gli sponsor, i fondi dei soci e quelli degli associati, la manifestazione non ci sarebbe”.

Quando inizia la collaborazione Con Caffeina?
“Nel 2012 con un concerto fatto da una street band che girava per le vie di San Pellegrino. Si era creata un’atmosfera particolare con gli artisti che interagivano con la gente per strada. Un’esperienza positiva che poi si è intensificata lo scorso anno a pizza del Gesù. Per noi è stato un onore prendere parte al festival, anche per la risposta della gente che ha goduto per undici giorni di musica gratis. Vogliamo andare avanti. La mia speranza è che Jazzup diventi il marchio musicale di Caffeina che non è una lobby, come dicono tanti, ma un’opportunità per chi vuole fare cose belle in ambito culturale”.

E’ anche socio della fondazione Caffeina.
“Ho deciso di prendere parte alla fondazione perché se non ci fosse Caffeina a Viterbo, non ci sarebbe altro. E’ un dato oggettivo che passati quei dodici giorni di festival, il centro torna a svuotarsi e si vedono solo pochi giovani che frequentano i locali”.

Intende dire che le altre manifestazioni di Viterbo non hanno la stessa risonanza?
“La risonanza non la facciamo noi, ma il pubblico. Se le iniziative non hanno seguito, bisognerà chiedersi il perché”.

Si spieghi.
“Ho letto la lista dei contributi che il comune ha stanziato per gli eventi culturali. Forse dico una cosa impopolare, ma non sono d’accordo con la politica del “dare tutto a tutti”. Mi chiedo, infatti, quante persone abbiano visto gli spettacoli delle piccole associazioni che, pur con sacrificio, hanno allestito le loro iniziative. Nell’elenco dei finanziamenti, c’erano anche degli eventi che non sono stati realizzati. Con quali criteri, quindi, sono stati dati i fondi? E’ bene fare una selezione e scegliere le manifestazioni più significative. Caffeina porta a Viterbo 250/300mila persone e Jazzup, lo scorso anno, ha riempito per undici giorni piazza del Gesù, proponendo un cartellone di generi alternativi che spaziano dalla musica tradizionale italiana a quelle pugliese e cubana. So quello che ho fatto per Viterbo. Le altre associazioni possono dire lo stesso?”.

Dunque?
“Bisogna finanziare chi mette in piedi progetti per la città e non le piccole associazioni, solo perché si pensa che possano portare voti. Se diamo i soldi “a mo’ di marchetta”, rischieremo di vedere Caffeina sparire da Viterbo, perché pur di dare anche pochi soldi a tutti, si tolgono risorse a chi invece porta Viterbo alla ribalta. Non è un caso che quando Baffo e Rossi vanno al salone del libro di Torino, sentono parlare di Viterbo in riferimento a Caffeina. Riflettiamoci”.

Non pensa, però, che il marchio Caffeina sia più autonomo. All’esterno, l’associazione con Viterbo non è così automatica.
“E’ vero – ammette – Caffeina ha un ruolo sempre più nazionale, ma nasce comunque nel centro di Viterbo, grazie all’idea di quei due pazzi di Baffo e Rossi. Il festival serve per dare valore alla città e sarebbe un peccato disperderlo. Questo è il motivo per cui i soci della fondazione mettono i soldi per rilanciare la città e tirarla fuori dall’immobilismo di oggi. Dobbiamo agire e non lamentarci. E’ riduttivo pensare che Viterbo possa riempirsi solo la sera del tre settembre in occasione di santa Rosa. Questa dovrebbe essere solo una delle manifestazioni che animano Viterbo”.

Come si struttura Jazzup?
“Siamo alla nona edizione che durerà dieci giorni e si svolgerà a piazza del Gesù che si trasformerà in un grande locale a cielo aperto, dove incontrarsi, comunicare, ascoltare, mangiare e condividere gli spazi d’intrattenimento e le isole di accoglienza”.

Anticipazioni sul programma?
“Si parte il 27 giugno con un omaggio a Lelio Luttazzi. Saliranno sul palco sua moglie Rossana, il critico Dario Salvatori e il pianista Lorenzo Hengeller. Il 2 luglio ci sarà il pianista americano Greg Burk che incontra il flautista italiano Nicola Stilo, un ponte di note che unisce paesi diversi. Il 3 luglio, in esclusiva per Jazzup, il polistrumentista di origini canadesi Jowee Omicil in una serie di brani inediti d’ispirazione afro-haitian. Poi la Nuove Tribu Zulu e Roberto Ottaviano Pinturas. Insomma, ogni giorno è da scoprire”.

Quali sono le novità di quest’anno?
“Dal 10 al 12 luglio luglio porteremo Caffeina a Martina Franca nella valle d’Itria. Un ponte culturale tra la Puglia e il Lazio che punta a far incontrare la terra degli Etruschi con quella dei Trulli, nell’area d’influenza della Pizzica e della Taranta. In questa prospettiva, è nato anche un video, composto dal pianista americano Greg Burk e cantato dalla giovane voce di Viviana Ullo che è stato girato nei luoghi più significativi della città. Un modo per promuovere le eccellenze del nostro territorio sulle onde della grande musica jazz”.

Perché scegliere un genere di nicchia come il jazz?
“In realtà, ascoltandolo, ci si rende conto che è molto più accessibile di quanto si possa immaginare”.

Nel festival, spazio ai giovani.
“Anche quest’anno proporremo il concorso New Generation, a cui noi dell’organizzazione teniamo molto, perché diamo la possibilità ai ragazzi di esibirsi su un palco. Sono loro ad avere le idee nuove e loro devono cambiare quello che non va. Vogliamo dargli l’opportunità di esprimersi”.

E’ un imprenditore e come tutti vive il momento di crisi economica che attraversa il paese. Nonostante ciò, ha deciso anche di sostenere una manifestazione culturale. Da cosa nasce questa spinta?
“Affrontare le sfide è nel mio modo di essere. E’ un obbligo morale restituire al territorio quello che ti offre. Alla base della crescita di un popolo, c’è la cultura che apre le menti. Non è una frase fatta, la cultura, infatti, porta alle rivoluzioni che elevano la qualità della vita”.

Che prospettiva ha per il futuro?
“Onestamente lo vedo grigio, perché se non si riesce a capire cosa rappresenta Caffeina per Viterbo, e se, chi sta in comune non comprende le potenzialità del festival, non andremo lontano. Noi, come fondazione, ci stiamo sostituendo a chi dovrebbe promuovere la città per il suo ruolo istituzionale. Per esempio, San Pellegrino in fiore è una bellissima manifestazione, ma se il comune stanzia 70mila euro per realizzarla, mi chiedo, in proporzione, quanto dovrebbe dare a Caffeina e a Jazzup che per più di dieci giorni riempiono la città e la fanno conoscere fuori dai confini del capoluogo”.

Qual è la sua speranza?
“In realtà ho dei timori, ma, al tempo stesso, credo in quello che faccio. Non voglio perdere Caffeina e anzi, se saremmo costretti a cercare altrove quello che Viterbo non ci riconosce, lo faremo, ma sarà una sconfitta per tutti. Portare via Caffeina sarebbe come togliere un po’ di anima alla città. Sono anni che i viterbesi non aspettano altro che scendere per strada e incontrarsi e passare ore piacevoli in centro. Abbiamo restituito la città ai viterbesi, vista anche la desertificazione che c’è adesso. Sono preoccupato, ma anche fiducioso perché ritengo che Caffeina sia bellissima. A Pienza, la risposta della gente è stata impressionante. Forse a Viterbo questo non è stato ben compreso perché c’è chi vuole mantenere uno status quo con la scusa del conflitto di interessi. In effetti un conflitto c’è – conclude Alibrandi -, ma con chi vuole gestire la città come fosse la propria corte e non permette alle tante eccellenze sul territorio di dare il meglio”.

Paola Pierdomenico


Condividi la notizia:
3 giugno, 2014

Aspettando l'estate viterbese ... Gli articoli

  1. "E' stata l'edizione zero di una grande Caffeina"
  2. "La miglior edizione di Caffeina mai realizzata"
  3. “Se il Papa fosse sindaco, il museo sarebbe aperto”
  4. Duecento persone per il procuratore Caselli
  5. "Ha deciso di essere una carogna per una delusione d'amore"
  6. "Non sappiamo più parlare una lingua di pace..."
  7. "560 pagine e tre anni per superare una storia d'amore finita male"
  8. “La lettura salva la vita, a me l’ha salvata”
  9. Luca Telese al Dopofestival
  10. “Cinquecento pagine e nemmeno un disegnetto”
  11. "Io e Giraudo radiati per una colpa che non abbiamo"
  12. Zingaretti a Caffeina, il Pd diserta l'incontro
  13. “Viterbo mi piacerebbe se fosse in piano come Latina”
  14. Arriva Ingroia l'"amerikano"...
  15. Sulle tracce della deportazione degli ebrei viterbesi
  16. I "papa boy's" in concerto a Viterbo
  17. “Bloccate il corteo storico del 2 settembre”
  18. "Papa Francesco, uomo di coraggio e grande esperienza"
  19. Guccini: "La sorte avversa mi impedisce di essere con voi"
  20. Il Dopofestival conquista la piazza
  21. "Questa è una pazza visionaria"
  22. "Non ho distrutto la destra"
  23. "Il Caffeina Festival rockka e rolla abbestia"
  24. Dario Rossi, il batterista di padelle
  25. Paolo Giordano fra il Nero e l'argento
  26. "Il pensiero unico non accetta la critica"
  27. Il Dopofestival fa il pieno con Cruciani e Nicoletti
  28. Ilaria voce di velluto canta De André
  29. La Zanzara non punge...
  30. Il sogno di Renzi? Cacciare Alfano dall'Interno
  31. Pierino e il "sorriso cojonazzo del lupo" conquistano i bambini
  32. Tiziano Terzani: un marito, un padre e un uomo
  33. "Quando uno non ha più idee, la tv è un bel rifugio"
  34. Alibrandi: "Noi i soldi ce li mettiamo, gli altri li chiedono e basta"
  35. Dieci giorni di gusto con lo Slow Food Village
  36. La tua voce ha raggiunto il mio ribelle "cornucuore"
  37. "Il problema di Caffeina è l'insalata"
  38. "Quella volta che scappai in gommone da Luca Barbareschi..."
  39. Caffeina, la Uil scuola sul palco nel segno della cultura
  40. Da qualche parte bisognava pur cominciare e iniziai dai Litfiba
  41. "Senza i volontari Caffeina sarebbe solo un'idea"
  42. "Caffeina, l’entusiasmo fa la differenza"
  43. Quella sera che ho adottato Francesco Guccini...
  44. Un ComicsLab nel cuore di Caffeina
  45. Caffeina apre le danze tra musica e solidarietà
  46. "A piazza San Lorenzo ci sarà anche l'altra figlia in un'altra dimensione..."
  47. Lo conosco a memoria da quando avevo otto anni...
  48. Caffeina, si aprono le danze
  49. "Renzi non durerà molto"
  50. Piccola città bastardo posto...
  51. "Compra un libro e fai vincere la cultura"
  52. "Questo libro sulla ludopatia crea indipendenza"
  53. Caffeina sul Corriere della sera
  54. "La cosa più difficile? Gestire Filippo Rossi"
  55. Coldiretti in vetrina a Caffeina
  56. "La libertà esiste se ce la conquistiamo"
  57. Spaghetti western, pollo e... Caffeina
  58. Grossman, Guccini, Pelù, Feltri… ecco Caffeina 2014
  59. Ecco la cinquina dello Strega: Catozzella, Scurati, Piccolo, Pecoraro e Cilento
  60. "Caffeina? Un'esperienza entusiasmante"
  61. Mentana, Cristicchi, Feltri, Augias, Fini e Veltroni a Caffeina
  62. Il ribelle Piero Pelù a Caffeina
  63. Piazza del Comune diventa Slow food village
  64. David Grossman e Gabrielle Zevin a Caffeina
  65. Le "cose perdute" di Francesco Guccini rivivono a Caffeina
  66. Giocolieri, sputafuoco e clown per le vie della città
  67. La 7, Radio Monte Carlo e Tusciaweb media partner di Caffeina
  68. Un cocktail a base di Strega e Caffeina
  69. Apre "Pierino e il lupo" con Tullio Solenghi

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/congratulazioni-per-questo-meraviglioso-traguardo-raggiunto/