Viterbo – “Noi i soldi ce li mettiamo, gli altri li chiedono” (fotocronaca – slideshow – video).
Più che suonare, se le sono suonate di santa ragione. La conferenza di presentazione della nona edizione del Jazz up festival è stato il palco di un’accesa lite tra gli organizzatori della manifestazione e l’assessore comunale alla Cultura Antonio Delli Iaconi. Sono bastati 45 minuti di ritardo del rappresentante di palazzo dei Priori e qualche parola in più per scatenare un putiferio.
Nodo centrale, come ormai da tempo in città, i contributi alla cultura, col direttore organizzativo del Jazz up Carlo Alibrandi che chiede di finirla con quello che lui stesso definisce un “marchettificio” e Antonio Delli Iaconi che, pur in linea con le dichiarazioni dell’imprenditore, chiede collaborazione per un progetto unitario di cultura per il futuro della città.
“Caffeina – ha detto Alibrandi – rappresenta un contenitore che permette a quanti vogliono fare cultura di esprimersi. Un salotto a cielo aperto di grande rilevanza con ricadute sul territorio”.
Basta dunque coi fondi a pioggia. “Lo stato non deve essere visto come un qualcosa che deve dare a tutti, ma piuttosto come un’impresa che crea benefici. Lo stesso deve accadere a livello locale. Pur di organizzare ci si sente legittimati a chiedere. Il comune, invece, in un’ottica imprenditoriale, deve dare in base al ritorno economico per la città, per i cittadini. Sono d’accordo con l’assessore Delli Iaconi quando dice che il comune non è un bancomat, nel quale oltretutto, siamo noi a mettere i soldi ed è per questo che deve esserci un criterio per finanziare le iniziative. Uno potrebbe essere il pubblico”.
I finanziamenti per il direttore organizzativo devono dipendere dal successo della manifestazione. In questo le piccole realtà devono starci. “Ho trovato sterili le polemiche di alcuni operatori culturali che hanno annunciato ricorsi al Tar perché gli sono stati dati 500 euro per organizzare una caccia al tesoro che non so quale riscontro possa aver avuto per il territorio. Associazioni che, oltretutto, per Natale hanno preso 5mila euro per organizzare non si sa bene cosa”.
Servono criteri di distribuzione dei soldi. “JazzUp – ha continuato Alibrandi – ha ottenuto la stessa cifra per mettere in piedi 24 concerti che a noi organizzatori sono costati 40mila. Non possiamo disperdere le risorse, ma dobbiamo indirizzarle a chi porta un valore aggiunto alla città“. Non devono mancare agevolazioni per i privati. “La legge Franceschini sulla defiscalizzazione per la promozione dei beni deve essere estesa anche alla musica e alla cultura in generale”.
Una la strada da intraprendere. “Diamo i soldi a iniziative che hanno ricaduta economica sul territorio e non a due o tre persone che vogliono gestire il potere – ha ribadito l’imprenditore -. Noi i soldi ce li mettiamo, gli altri invece si sentono legittimati a chiederli. E’ un sistema che non si può più tollerare”.
Chiamato quindi in causa il “ritardatario” assessore comunale alla Cultura Antonio Delli Iaconi che ha provato a stemperare i toni sorvolando sulla polemica. “Il direttore artistico Necciari ha detto che ultimamente Viterbo è cresciuta dal punto di vista culturale. Ultimamente vuol dire dunque da quando sono assessore io dunque“, ha celiato Delli Iaconi.
Battute a parte è arrivata la risposta. “Non dico che Caffeina non sia cultura, ma credo sia prevalentemente un’operazione di marketing territoriale e un contenitore di cui, certo, la città ha bisogno. Ma mi piacerebbe fare un calendario culturale di un anno sotto un’unica sigla. Dobbiamo essere in grado di valorizzare le iniziative in programma. In quest’ottica, il comune deve investire su quelle iniziative che hanno successo in termini economici e di pubblico. Abbiamo Caffeina, il Tuscia operafestival, il JazzUp e il Tuscia in jazz. Ci sono poi due manifestazioni teatrali e cioè Quartieri dell’arte e Spazi e memoria e poi Ludika, Medioera e il Tuscia film festival. Iniziative che si ripetono da anni e che sono seguite. Sarebbe bello raccoglierle in un unico marchio per dare vita a un’attività complessiva di promozione di festival”.
In questo anche la regione farebbe la sua parte. “A settembre, Zingaretti e l’assessore regionale Lidia Ravera vorrebbero ufficializzare questo progetto per metterlo nel bilancio 2015. Un’idea che si lega anche alla candidatura di Viterbo a capitale della cultura nazionale. Come organizzazioni culturali, aiutateci a sostenere questo progetto. Due mesi fa ero assessore allo Sviluppo economico – ha detto Delli Iaconi -, oggi lo sono alla cultura. Come dissi al ministro Franceschini durante la sua visita, conto di ricoprire tutti i ruoli da qui alla fine del mandato. Non sapendo dove sarò in futuro, quindi, non mi prenderò impegni per i prossimi mesi”.
A replicare ci ha pensato Ferdinando Guglielmotti, presidente del festival. “Il comune ci dà 5mila euro per organizzare 24 concerti. A noi, però ci costano 40mila euro e questi soldi in più ce li mettiamo io, Alibrandi e Tiziana Governatori che crediamo in questo progetto. La ringraziamo per essere qui – ha detto Guglielmotti rivolgendosi a delli Iaconi -, ma non mi sembra il caso di dire che non si prenderà impegni. E visto che è venuto anche con 45 minuti di ritardo, non avrà nemmeno il diritto di replica. Se il comune vuole aiutarci, bene. Altrimenti, il festival è apprezzato e soprattutto gratuito e lo faremo anche senza di voi”.
Delli Iaconi non è rimasto a guardare. “Sono pochi mesi che faccio l’assessore alla cultura per cui mi sembra scorretto quello che dice”, ha detto rivolgendosi a Guglielmotti.
Alibrandi, quindi, è intervenuto per ribadire all’assessore che lui è un attore in questo processo e che deve cambiare il sistema dei finanziamenti. “Vorrei contribuire a farlo – ha risposto Delli Iaconi -. Non farò mai un bando dove pur di dare cento lire a tutti, si penalizzano le grandi manifestazioni. Voglio avviare delle convenzioni per finanziare le manifestazioni in base alla loro durata negli anni e al riscontro che hanno sul territorio, proprio per superare i limiti dei bandi”.
E’ toccato a Francesco Monzillo, segretario generale della Camera di Commercio smorzare i toni. “Portiamo avanti un programma di turismo integrato – ha sostenuto – per far conoscere il territorio. Abbiamo creato dei pacchetti per rendere protagonisti gli spettatori del Jazz up. Siamo alla prima esperienza e piano piano cercheremo di migliorare l’offerta per renderla più attrattiva. Vogliamo promuovere Viterbo attraverso la comunicazione e il ponte con il Salento è un segnale di apertura e un’opportunità da sfruttare per il futuro”.
Polemiche a parte, un piccolo spazio è stato dedicato anche al festival che invece doveva essere protagonista. Un vero contenitore musicale con nomi nazionali e internazionali del settore. Piazza del Gesù riprodurrà le calde sonorità jazz sulle atmosfere dei sobborghi di New Orleans.
Per la prima volta il festival avrà una colonna sonora. Tre minuti dal titolo “Be strong”. “E’ una sequenza musicale creata da Greg Burk – ha detto il direttore artistico Giancarlo Necciari – ed è cantata da Viviana Ullo che lo scorso anno ha partecipato al festival. Durante la manifestazione, si spazierà dal tango al folk, dalla tradizione popolare allo swing. C’è fervore artistico all’interno del festival, segno che la città sta crescendo dal punti di vista culturale. Questo è il nostro stimolo a continuare. Non ci saranno spettacoli confezionati, ma saranno tutti inediti con artisti reperiti in Italia. Arte, cinema e letteratura si mescolano, supportati dalla musica”.
Per questa edizione, JazzUp si raddoppia. “Abbiamo attivato un ponte culturale con la Puglia e in particolare Martina Franca per esportare tutto quello che di buono abbiamo fatto in un anno. Sarà un modo per confrontarci con una perla del turismo e uno stimolo a crescere. Faremo conoscere la Tuscia e il suo territorio a realtà non poi così lontane da noi per cultura e tradizioni”.
Jazz up, inoltre, valorizza il territorio anche con una mostra fotografica “Vapori e visioni. Viaggio nell’immaginario nei luoghi del termalismo della Tuscia”, di Sergio Coppi. L’esposizione sarà inaugurata il 26 giugno e prevede l’ingresso libero per tutta la durata dell’eventi all’hotel salus Terme con il quale è nata una collaborazione.
Caffeina e Jazz up tornano a collaborare per il secondo anno. “Caffeina – ha detto Andrea Baffo – non è fatta di tre brutte facce, ma ci sono 40 soci e 200 volontari. Tantissime persone che sono la somma e la storia di questa condivisione e collaborazione. E’ un’idea di città e un magma intorno al quale moltissimi hanno dato qualcosa, anche chi ci ha attaccato brutalmente. Senza tutto questo la manifestazione non ci sarebbe.
Su questa strada, poi, abbiamo trovato gli organizzatori di Jazz up. Con loro vogliamo creare un sistema per usufruire della città. Jazz up è un valore aggiunto per Caffeina. Ne nasce un’offerta culturale congiunta che non ha gerarchie e in cui si viaggia fianco a fianco. Loro – ha detto Baffo rivolgendosi agli organizzatori -, come soci della fondazione, ci sostengono e approvano il bilancio. Il nostro, quindi, è uno scambio che va più a vantaggio di Caffeina. Vi siamo debitori – ha concluso Baffo – e siete talmente bravi che vi farei organizzare tutta la manifestazione”.
Paola Pierdomenico
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