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Estate viterbese - Una divertente interpretazione di Tullio Solenghi apre Senza Caffeina tra gli applausi del pubblico - L'attore sul palco accompagnato dall'orchestra del Tuscia operafestival

Pierino e il “sorriso cojonazzo del lupo” conquistano i bambini

di Pippi
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Tullio Solenghi a Senza Caffeina con "Pierino e il lupo"

Tullio Solenghi a Senza Caffeina con “Pierino e il lupo”

Il pubblico del cortile dell'Abate

Il pubblico del cortile dell’Abate

I piccoli musicisti del Cesmi

I piccoli musicisti del Cesmi

Benilde Mauri dell'Agop e Paolo Manganiello

Benilde Mauri dell’Agop e Paolo Manganiello

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Tullio Solenghi a Senza Caffeina con "Pierino e il lupo"

Tullio Solenghi a Senza Caffeina con “Pierino e il lupo”

L'orchestra del Tuscia operafestival

L’orchestra del Tuscia operafestival

Viterbo – Pierino e il “sorriso cojonazzo del lupo” conquistano i bambini (galleryslideshow – video).

Una storia senza tempo e un artista dalle mille sfaccettature. L’inconfondibile voce di Tullio Solenghi ha risuonato nel cortile dell’Abate per “Pierino e il lupo”, lo spettacolo di Sergej Prokofiev che ha aperto Senza Caffeina, la rassegna per i più piccoli di cui si occupano Paolo Manganiello e Chiara Palumbo.

Bambini sulle sedie, accovacciati per terra, sdraiati sulla piazzetta. Tutti attenti ad ascoltare le parole di Solenghi che, accompagnato dall’orchestra del Tuscia operafestival diretta dal maestro Stefano Vignati, ha interpretato con leggerezza e ironia i diversi personaggi.

Aprendo il giornale la mattina – ha detto Solenghi prima dell’esibizione – mi incazzo. Si può dire? Si legge delle tangenti dell’Expo e del Mose e di tante cose negative che accadono ogni giorno nel nostro paese. Serate come queste, invece, ti riconciliano con la vita”.

E’ˆ arrivato quindi il momento del racconto. “C’era una volta… – ha esitato un po’ Solenghi -. No. No. Questa non è una fiaba tradizionale, ma musicale in cui ogni personaggio è rappresentato da uno strumento. L’uccellino è il flauto. Poi c’è l’anitra rappresentata dall’oboe. Viene quindi il gatto, per cui il clarinetto è la morte sua, tanto che sembra proprio di vederlo avanzare furtivo. In ogni favola, c’è un nonno. Severo… Che qui è il fagotto. Poi il co-protagonista, che è il lupo per cui abbiamo scomodato addirittura tre corni.

Poi l’eroe indiscusso, che è Pierino, che è così importante, da essere rappresentato da tutti gli archi dell’orchestra. I cacciatori sono, invece, i legni. Prokofiev ha pensato anche agli spari ed è ricorso ai timpani“.

Fatte le presentazioni, è iniziata la favola. Solenghi ha introdotto l’ambiente e cominciando a raccontare le avventure del vivace Pierino che vuole difendere un uccellino, un’anatra e un gatto da un lupo affamato che si aggira nei boschi. Su uno sgabello, con gli occhiali dalla montatura scura e i capelli imbiancati, ha mimato le scene camuffando la voce a seconda che interpretasse il lupo, l’anitra o lo sprovveduto uccellino.

Finito il racconto, Solenghi, scherzando con il pubblico, ha concesso il bis. Non uno tradizionale, ma una rivisitazione del racconto che è diventato “Il lupo e Pierino“. “Questa è la storia di un lupo in età pensionabile – ha detto Solenghi tra le risate dei più piccoli -. Poi c’era un’anitra, un gatto e un uccellino rompicoglioni”. Ancora risate. “E’ˆ una rivisitazione della fiaba – ha continuato Solenghi – dal punto di vista dei personaggi che si conclude col sorriso cojonazzo del lupo, trofeo infame sul camino di Pierino. In barba agli animalisti”.

Applausi dai piccoli divertiti e da quanti hanno riempito il cortile dell’Abate per assistere allo spettacolo.

La serata è stata dedicata all’Agop, associazione genitori oncologia pediatrica del policlinico Gemelli di Roma. “Vogliamo ristrutturare la casa a colori – ha detto la presidente Agop Benilde Mauri intervenendo all’iniziativa – perché i bambini devono avere un ambiente che gli ricordi quella gioia di vivere che loro stessi ci trasmettono.

E’ˆ in costruzione e la porteremo a termine insieme a tutti, in perfetta trasparenza e coordinazione con chi ci darà una mano. Lì i piccoli coi loro genitori potranno vivere il momento della riabilitazione e delle cure in un ambiente sereno e accogliente. La struttura porterà il nome di Caffeina, di Viterbo e chi ci ha permesso di realizzarla. Speriamo di farci presto una grande festa”.

Ad assistere allo spettacolo c’erano anche una decina di bambini arrivati coi loro genitori dal Gemelli per ascoltare l’interpretazione di Solenghi e dell’orchestra.

La serata è stata aperta da una spettacolare esibizione dei piccoli musicisti del Cesmi, centro sperimentale musicale per l’infanzia. Giovani che coi violini hanno intrattenuto il pubblico per una ventina di minuti, suonando gli strumenti sdraiati a terra, o strofinando l’archetto nel violino del compagno accanto e muovendo il corpo in sintonia coi suoni, introducendo alla divertente serata.

Pippi


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28 giugno, 2014

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