Orte – C’è un fascicolo per omicidio volontario aperto a carico di Mariana Golovataia (video –fotocronaca – slide ).
La donna è stata iscritta nel registro degli indagati della procura di Viterbo.
“In questo momento parliamo di una persona sedata che sta dormendo in un letto d’ospedale – dichiara il procuratore capo Paolo Auriemma -. Le sue condizioni vengono monitorate costantemente dai medici, che ci diranno quando e se potrà essere sentita. Ci stiamo affidando completamente alle valutazioni dei sanitari. I tempi non sono prevedibili: potrebbe svegliarsi in qualunque momento”.
Congelato, quindi, l’interrogatorio, ma anche l’autopsia sulla piccola Giulia. In attesa che la donna si risvegli. “Non possiamo far altro che aspettare che sia nel pieno delle sue facoltà per ascoltarla – spiega il sostituto procuratore Franco Pacifici -. Vale lo stesso per l’autopsia, atto a garanzia dell’indagata, che dovrà essere messa in condizione di poter scegliere se partecipare o meno tramite un consulente medico legale”.
L’ipotesi iniziale, comunque, è quella di una morte violenta. Annegamento. Nella drammatica cornice di una depressione post parto che avrebbe spinto Mariana a uccidere la sua piccola Giulia e ad abusare di antidepressivi. Omicidio e tentato suicidio, come appariva fin dalla prima ora.
A dare l’allarme, ieri pomeriggio alle 17,20, il marito Ghenadie Stavila che rientrava dal lavoro a casa, nel suo appartamento a Orte Scalo in Corso Garibaldi. Ha trovato Giulia senza vita nell’ovetto, come si apprende in queste ultime ore. La moglie in gravi condizioni e il figlio di 5 anni chiuso in camera in stato confusionale. Anche il piccolo è stato sentito nella notte, oltre al padre e ai sanitari.
I carabinieri, intanto, continuano ad acquisire materiale utile alle indagini. “Tutto il resto – spiegano procuratore capo e pm – è da accertare”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY