Cronaca Giudiziaria

Tribunale - Per la difesa era una vittima, costretta a prostituirsi e a controllare le colleghe - L'accusa aveva chiesto un anno di reclusione

Lucciole sulla Flaminia, assolta “capa” che faceva da guardiana e pretendeva metà incasso

Carabinieri - Operazione contro la prostituzione - Foto d'archivio Civita Castellana - Maxinchiesta su un giro di lucciole romene sfruttate da due bande di criminali composte da connazionali a Orte e sulla Flaminia, assolta la “capo lucciola” che faceva da guardiana e pretendeva la metà degli incassi dalle colleghe.

Tribunale - Il pubblico ministero vuole sentire Massimiliano Ciocia - Tra il palo Laezza e il resto della banda nessun contatto telefonico, solo una chiamata dal "rapinatore" la mattina stessa

Rapina alle poste di Canino, teste chiave il direttore accusato di aver organizzato il colpo

Il tribunale di Viterbo - Nel riquadro: Massimiliano Ciocia Canino - Il direttore-talpa Massimiliano Ciocia, salvo imprevisti, sarà sentito dai giudici in tribunale il prossimo 15 novembre. Nel frattempo è emerso che non ci sarebbero stati contatti telefonici prima del colpo tra il resto della banda e il palo Bruno Laezza, l'unico dei sette imputato davanti al collegio, ad eccezione di una chiamata la mattina stessa da parte del "rapinatore solitario".

Tribunale - L'allora custode giudiziale accusato, tra l'altro, di avere fatto sparire 900 balle di carta, è stato assolto

“Crac della cartiera Pontesodo, colpa del caro-energia dovuto alla crisi”

Canino Canino – (sil.co.) – Un fallimento che ha fatto epoca quello della cartiera Pontesodo, a Canino. "Dovuto agli elevatissimi costi dell'energia durante la crisi del 2014, che hanno spinto i clienti a non pagare", ha detto l'imputato. Nove anni dopo il pignoramento, è stato assolto l'allora custode giudiziale. 

Tribunale - Il processo a maestro Lino - Il vocale pubblicato ieri su Facebook da Virginia Melissa Adamo - La donna, parte civile, denuncia "l'inganno di sette e psicosette"

La vittima alla madre prima del santone: “Ciao mamò, ti mando un bacio più grande di me”

Pasquale Gaeta e Virginia Adamo Acquapendente - (sil.co.) - "Ciao mamò, buongiorno", dice canticchiando. E poi, con la voce che ride: "Io ti mando un grande bacio, più grande di me". E' un vocale alla mamma della figlia di Virginia Melissa Adamo. Si tratta di una delle due presunte vittime del "santone" di Acquapendente in un audio della durata di poco più di un minuto pubblicato ieri su Facebook dalla madre

Tarquinia - Il gesto fu immortalato nella stanza di Manuel Catini - Imputato di vilipendio della bandiera italiana un trentenne

Saluto romano con fascia tricolore in comune, salta la testimonianza dell’ex vicesindaco

Tarquinia - Saluto fascista in comune Tarquinia – (sil.co.) – Saluto romano nella stanza del vicesindaco di Tarquinia, slitta per l'assenza dell'attuale consigliere di minoranza Manuel Catini l'udienza in cui l'allora ex vicesindaco avrebbe dovuto essere ascoltato come testimone al processo per vilipendio della bandiera italiana a carico del trentenne Jacopo Bonini.- Saluto fascista in comune, trentenne a giudizio per vilipendio della bandiera 

Viterbo - Annullata l'assoluzione - Ma per la cassazione non è punibile per la particolare tenuità del fatto

Dà del “comandante-padrone” al superiore, militare alla sbarra per insubordinazione pluriaggravata

Roma - Corte di cassazione Viterbo - (sil.co.) - Dà del "comandante-padrone" al superiore, militare alla sbarra per insubordinazione pluriaggravata. La cassazione annulla l'assoluzione "perché il fatto non costituisce reato", ma lo giudica non punibile per la particolare tenuità del fatto. 

Santone di Acquapendente - La testimonianza choc della madre che ha denunciato Pasquale Gaeta - La figlia, che la chiamava "mamò", avrebbe fatto perdere le sue tracce

“Col giuramento della vocante, le ha fatto tagliare i capelli corti e indossare il burqa”

Pasquale Gaeta Acquapendente - "Col giuramento della vocante, le ha fatto tagliare i capelli corti e indossare il burqa". E' ancora la testimonianza choc della madre che ha denunciato il santone di Acquapendente. La figlia, che la chiamava affettuosamente"mamò", avrebbe fatto perdere le sue tracce

Tribunale - La donna è imputata di maltrattamenti in famiglia - La coppia ha convissuto a singhiozzo per circa quattro anni

Denuncia la ex per violenza domestica: “Non ero libero neanche di prendere un caffè”

Viterbo - Un'aula del tribunale Viterbo - (sil.co.) - "Non ero libero neanche di prendere un caffè", sostiene la vittima, Un caso di violenza domestica al contrario al tribunale di Viterbo, dove una donna è imputata di maltrattamenti in famiglia dal suo ex, con cui ha avuto una convivenza a singhiozzo durata circa quattro anni e terminata nel 2019.

Tribunale - Imputata la conducente di un veicolo pieno di lattine di birra vuote - Per l'accusa era anche sotto l'effetto di sostanze stupefacenti

Oltre 7 anni e mezzo per chiudere il processo, prescritta la guida in stato di ebbrezza

Carabinieri - Controlli Viterbo - (sil.co.) - Oltre sette anni e mezzo per chiudere un processo per guida sotto l'effetto di sostanze alcoliche e stupefacenti a una quarantenne viterbese. E' finita con la prescrizione, nonostante la richiesta di condanna. 

Tribunale - Presunti fiancheggiatori un parente venuto da Napoli e due fiorai ambulanti del capoluogo

Killer di camorra, nel casale di Ponte di Cetti c’erano anche le nonne venute dai nipoti per Pasqua

Viterbo - Ponte dei Cetti - Il casale dove si sono nascosti i camorristi - Nei riquadri Gaetano Formicola e Giovanni Tabasco Viterbo - (sil.co.) - Killer di camorra catturati a Ponte di Cetti, presunti fiancheggiatori due fiorai per i quali il processo è alle battute finali assieme a un parente di uno dei due fuggitivi, Nel casale dove erano nascosti c'erano anche le nonne, venute dai nipoti per Pasqua. 

Tribunale - Era una vecchia rivoltella americana dell'ottocento - E' stato assolto dopo sette anni grazie alla perizia del professor Martino Farneti

Denuncia un furto in casa e i carabinieri gli trovano un revolver usato come fermacarte…

Carabinieri - Immagine di repertorio Viterbo - (sil.co.) - Chiama i carabinieri per un furto in casa, i militari effettuano un sopralluogo nell'abitazione e trovano una pistola "clandestina" in bella vista, usata come fermacarte su una scrivania. Era un vecchio revolver americano dell'ottocento, assolto dopo sette anni.

Tribunale - Imputati un agente di commercio e il titolare di un’azienda specializzata nella vendita di caci, salumi e altri prodotti tipici della Tuscia

Truffa dei formaggi “sottopeso”, vittima racconta come ha colto in castagna il rappresentante

Tribunale di Viterbo - L'aula di corte d'assise Civita Castellana - (sil.co.) - Sfilata di  vittime al processo scaturito dalla presunta truffa dei formaggi "sottopeso" in cui sono imputati un agente di commercio e il titolare di un’azienda del comprensorio di Civita Castellana specializzata nella vendita di caci, salumi e altri prodotti tipici della Tuscia.Truffa dei formaggi “sottopeso”, nei guai ditta specializzata in prodotti tipici

Gallese - Il processo si aprirà a gennaio - A ottobre sentenza per gli altri due commilitoni imputati di omissione di soccorso

Morte del parà Tiziano Celoni, ex caporale a giudizio per omicidio colposo

Il parà Tiziano Celoni Gallese - (sil.co.) - Morte del parà Tiziano Celoni, in arrivo un secondo processo che fa seguito all'aggravamento della posizione di uno dei tre commilitoni imputati per la tragedia, l'ex caporale Fabio Tirrito che è stato rinviato a giudizio il 28 settembre per omicidio colposo. Sarà processato a gennaio, mentre è attesa a ottobre la sentenza per i due imputati di omissione di soccorso. Articoli: Parà morto in caserma, alla sbarra tre ex commilitoni - Picchetto d’onore per l’addio al parà Tiziano Celoni - Il parà Tiziano Celoni torna a casa - “La tua vita è stata breve ma intensa” - E’ Tiziano Celoni il parà trovato morto a Pisa - Parà trovato morto in caserma

Tribunale - Identificati in quattro dai carabinieri - Vittima un giovane preso a calci e pugni - Nel vivo il processo

Picchiato dal “branco” al Sacrario, uno degli aggressori tradito dal tatuaggio a forma di tigre

Carabinieri Viterbo - (sil.co.) - Picchiato dal branco e rapinato del cellulare al Sacrario in pieno giorno, vittima un giovane di colore per la cui aggressione sono finiti nei guai in quattro, due italiani e due stranieri. Tra loro un ragazzo reso inconfondibile da un tatuaggio a forma di tigre sul collo. Nel vivo il processo.

Tribunale - Restituita al padre la responsabilità genitoriale

Bimbo tolto alla madre, gli operatori della casa famiglia: “A 7 anni portava il pannolino e si faceva imboccare”

Polizia - foto d'archivio Fabrica di Roma - Bimbo "strappato" alla madre, in tribunale il racconto degli operatori della casa famiglia dove è stato condotto alla fine di luglio di un anno fa: "A 7 anni portava ancora il pannolino e si faceva imboccare". Il padre nel frattempo è stato reimmesso in via definitiva nella responsabilità genitoriale mentre resta la revoca per la madre. 

Tribunale - Assolto il vicecomandante che aveva chiesto l'abbreviato - Vittima il sessantenne viterbese Giovanni Delfino

Ucciso in cella da detenuto “psichiatrico”, penitenziario a giudizio per omicidio colposo

Viterbo - Il carcere di Mammagialla - Nel riquadro: Giovanni Delfino Viterbo - Ucciso in cella da detenuto "psichiatrico", penitenziario a giudizio per omicidio colposo. Assolto il vicecomandante che aveva chiesto l'abbreviato. Vittima il sessantenneviterbese Giovanni Delfino. Secondo l’accusa, i poliziotti non potevano non sapere che a causa della sua pericolosità, nota a tutti e abbondantemente documentata, l'assassino doveva stare in cella da solo. 

Tribunale - Avrebbe prima sedotto le vittime poi scatenato l'inferno - Rimesso in libertà, ha l'obbligo di dimora e non può uscire la sera

Buttafuori condannato a 16 anni per stupro, l’accusa: “Una trama da film horror”

Carabinieri e 118 - Foto di repertorio Viterbo - (sil.co.) - Buttafuori condannato a 16 anni per violenza sessuale su una diciassettenne, sequestro di persona, rapina e lesioni, con l’aggravante della crudeltà. Avrebbe sedotto lei e almeno un'altra vittima, per poi far vivere loro l'inferno. Per la pm Chiara Capezzuto una "trama da film horror". 

Montalto di Castro - Sbigottiti i familiari della vittima, un 71enne - Imputato un 44enne di Tarquinia - La sentenza dopo 10 anni

Travolse e uccise pedone, assolto perché il fatto non costituisce reato

Il tribunale di Civitavecchia Montalto di Castro - Travolse e uccise un pedone, dopo dieci anni è stato assolto dal tribunale di Civitavecchia "perché il fatto non costituisce reato". Sbigottiti i familiari della vittima, Cheikh Toure, 71 anni al momento della tragica morte.

Tribunale - Operazione "Erostrato" - Slittata di altri due mesi la sentenza che era prevista a aprile - L'accusa ha chiesto 9 anni per l'altro imputato, Ionel Pavel

Ancora col fiato sospeso Manuel Pecci e Emanuele Erasmi, l’accusa ha chiesto 7 anni e mezzo

Mafia viterbese - Nei riquadri Emanuele Erasmi, Ionel Pavel e Manuel Pecci Viterbo - Operazione “Erostrato”, slitta di altri due mesi la sentenza per i due imprenditori viterbesi Manuel Pecci e Emanuele Erasmi e per l’operaio d’origine romena Ionel Pavel tra i tredici arrestati nel blitz del 25 gennaio 2019 con l’accusa di estorsione con metodo mafioso. Il processo, iniziato il 9 marzo 2020 alla vigilia del lockdown, avrebbe dovuto essere discusso il 25 giugno 2021.

Cassazione - Mammagialla - Dieci anni fa ha colpito il magistrato Giovanni Musarò - Era venuto apposta su sua richiesta da Reggio Calabria per interrogarlo

Pm antimafia aggredito in carcere, no alla liberazione anticipata del boss Gallico

Mammagialla - Nel riquadro Domenico Gallico Viterbo - Dieci anni fa aggredì a Mammagialla il procuratore antimafia Giovanni Musarò venuto apposta da Reggio Calabria su sua richiesta per interrogarlo, no alla liberazione anticipata al boss della 'ndrangheta Domenico Gallico. 

Tribunale - Ma è stato rimesso in libertà - Avrebbe intercettato le vittime in discoteca - Pochi giorni fa la revoca della misura del ricovero in una Rems

Violenza sessuale su una minorenne, 16 anni al buttafuori

Violenza - Immagine di repertorio Viterbo - E' stato condannato a 16 anni di reclusione per violenza sessuale su una minorenne, ma non andrà in carcere perché pochi giorni prima della sentenza è stato rimesso in libertà a seguito della revoca della misura del ricovero in una Rems. Si chiama Daniele Nuomi ed è il buttafuori accusato di intercettare le vittime in discoteca e poi contattarle tramite Facebook.

Tribunale - Attesa per la perizia dell'ignegnere Lucio Pinchera, consulente della procura - Due imputati di omicidio colposo, uno ha già patteggiato

Morte di Paco Fabrini, al setaccio le condotte di guida dei conducenti

Paco Fabrini e Tomas Milian Viterbo - (sil.co.) - Morte di Paco Fabrini, sarà sentito in aula l'ingegnere Lucio Pinchera, il consulente incaricato dal pubblico ministero della ricostruzione cinematica dell'incidente stradale, per  capire se le condotte di guida assunte dai conducenti dei mezzi coinvolti siano state conformi o meno alle norme del codice della strada. 

Tribunale - Prostituzione - Presunta vittima, dovrebbe essere ascoltata come testimone contro uno degli aguzzini

Baby squillo a San Faustino, si cerca lucciola scappata all’estero dopo il blitz

Squillo Viterbo - (sil.co.) - Operazione "Libertà", ultimo tentativo di rintracciare una delle due presunte vittime minorenni che sarebbe scappata all'estero dopo il blitz in cui è stata liberata dai suoi aguzzini.

Tribunale - Assolti nel 2016 dalla corte dei conti il sindaco Franco Vita e il cda della farmacia comunale

PharmaNepi, prescrizione per il socio di minoranza accusato di peculato

Nepi - Piazza del Comune Nepi - (sil.co.) - Nè colpevole, né innocente. Si è chiuso martedì con la prescrizione il processo per peculato a carico dell’ex amministratore delegato e socio di minoranza della PharmaNepi srl,  - PharmaNepi, parte il processo per peculato

Corte di cassazione - Confermata multa di 700 euro in via definitiva per lesioni personali - E' stata registrata dall'uomo picchiato

“Ti pesto, vado in carcere un mese, ma ti pesto”, condannata quarantunenne

Giustizia Viterbo - (sil.co.) - "Tanto sei ridicolo, ti pesto, vado in carcere un mese, ma ti pesto". Per questo è stata condannata a una multa di 700 euro una 41enne originaria del settentrione, una cui registrazione è stata prodotta tra le prove della sua colpevolezza dalla parte offesa. Sentenza ora confermata in via definitiva.

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