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Pirati della Bellezza - Viterbo – Ieri ospite la giornalista, figlia del conduttore di Portobello - Posti esauriti all’auditorium di Unindustria - FOTO E VIDEO
Viterbo – “Oggi sono particolarmente contento perché a Gaia voglio bene. Ho avuto sempre nel cuore due persone, il figlio di Luigi Calabresi e la figlia di Enzo Tortora”. Ha aperto così la quarta giornata dei Pirati della Bellezza il direttore del festival e di Tusciaweb Carlo Galeotti, ricordando il commissario assassinato da esponenti di Lotta continua, poi processati e condannati, e il giornalista e presentatore.
Gaia Tortora è stata accolta con affetto da Galeotti e dal pubblico che ha riempito l’auditorium di Unindustria.
Suo padre Enzo, conduttore di Portobello, fu arrestato il 17 giugno 1983 con le accuse di traffico di stupefacenti e associazione di stampo camorristico, basate sulle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia e su un equivoco calligrafico. Fu poi definitivamente assolto.
Una vicenda che ha segnato profondamente Enzo Tortora e la sua famiglia.
A partire dal libro Testa alta, e avanti. In cerca di giustizia, storia della mia famiglia, l’avvocato Massimo Pistilli e Carlo Galeotti hanno dialogato con Gaia Tortora su vari temi.
Pirati della Bellezza – Gaia Tortora con Massimo Pistilli
“Non mi piace questo banco – ha esordito la giornalista prendendo posto per l’intervista – perché non sopporto le barriere tra me e le persone. Al carcere Regina Coeli c’erano grandi tavoli e, per toccare mio padre, mi dovevo allungare. È per questo che non sopporto la distanza tra me e le persone”.
Una vita in cui Gaia Tortora ha attraversato più di un dolore.
“La morte di mia sorella, tre anni fa, proprio alla stessa età di mio padre, è stata un’altra ingiustizia – ha raccontato Tortora –. E non è semplice sopportare tutto il peso da sola. In tutto questo dolore c’è una sola strada per me: condividere”.
Un percorso di vita segnato da una profonda ingiustizia, che ha portato Tortora a comprendere e abbracciare altri dolori e altre situazioni.
“Ci sono due persone che mi sono molto care: Ilaria Cucchi e Gino Cecchettin – ha raccontato Gaia Tortora –. Sono due persone straordinarie. Giulia Cecchettin e suo padre Gino sono sempre con me”, ha aggiunto, mostrando le loro iniziali tatuate sul braccio.
Carlo Galeotti ha sottolineato il profilo di Enzo Tortora, che molti hanno conosciuto proprio a causa della sua vicenda giudiziaria.
“Tuo padre – ha detto Galeotti rivolgendosi a Tortora – era un uomo di una portata straordinaria. Quando è stato ucciso Luigi Calabresi, l’unico giornalista che lo difese fu proprio lui. Hai avuto come padre un grandissimo uomo”.
Pirati della Bellezza – Gaia Tortora con Massimo Pistilli e Carlo Galeotti
La giornalista ha raccontato allora della sua famiglia e di quel momento che le ha cambiato la vita.
“Ho avuto due genitori straordinari e la caratteristica più bella di mio padre era che sapeva trattare tutti con lo stesso rispetto. Quel giorno facevo l’esame di terza media – ha ricordato Tortora –. Mia sorella mi disse che era successo qualcosa. Io credevo si fosse sentita male mia madre. Ma appena ho aperto la porta di casa ho visto le immagini che conoscete bene. Ho visto mio padre. Era in manette, con la gente che gli sputava contro. Sono andata nella mia camera e mi sono chiusa in un mutismo assoluto, fino a quando è arrivato Piero Angela, che per me era un secondo padre”.
Due uomini, Piero Angela ed Enzo Tortora, che, secondo la giornalista, erano molto amati perché veri. E la gente questo lo sentiva.
“Io non respiravo – ha ricordato ancora Tortora –. Ero come in apnea. Quando è entrato Piero Angela ho ricominciato a respirare. E ancora adesso, quando racconto certe cose, sono in apnea”.
Gaia Tortora ai Pirati della Bellezza
Una ferita profonda, difficile, se non impossibile, da rimarginare.
“Non ho mai pianto – ha detto la giornalista –. Sono diventata subito un soldato. Poi abbiamo pagato tutti dopo”.
Per Gaia Tortora, dopo oltre quarant’anni, niente sembra essere cambiato.
“Bisogna vendere i giornali – ha sottolineato Tortora –. La gente vuole la polarizzazione, vuole un colpevole. Meglio se tutto questo è condito dall’antipatia per il personaggio scelto come bersaglio. Ricordo che, tempo fa, Marco Lillo, nella trasmissione di Nicola Porro, disse: ‘Un arresto fa notizia, un’assoluzione no’. È così. Per certi giornali non esiste garantismo. Adesso è uguale, se non peggio di allora. Pensiamo a Garlasco. Io vieterei per decreto di fare trasmissioni su Garlasco. Abbiamo deciso che Andrea Sempio è il nuovo colpevole. In Germania la giustizia è una cosa sacra. Filippo Turetta, l’ex fidanzato di Giulia Cecchettin, lo hanno preso in Germania. Ma non si riuscivano ad avere notizie, perché nessuno faceva trapelare nulla. C’è un salto culturale completamente diverso”.
Pirati della Bellezza – Gaia Tortora con Massimo Pistilli e Carlo Galeotti
Una questione culturale, secondo la giornalista: quasi una tendenza dell’informazione a dare alla gente ciò che si aspetta, “con la bava alla bocca”.
“Sarebbe stato molto semplice per me – ha raccontato ancora Tortora – fare un libro pieno di odio, livore e rancore. Io non perdono certa magistratura, ma voglio andare avanti. Ho sempre cercato di colmare i miei vuoti nell’anima. Sono buddista, ma quando mia sorella stava male sono entrata in chiesa. Io devo conoscere, devo sapere. Ho sperimentato tutto, tranne la droga”.
Un incontro intenso, nel quale non è mancato neanche il riferimento alle manifestazioni dei giovani.
“Quella roba lì – ha detto Tortora commentando i recenti fatti di cronaca – la vedo nella violenza e nella rabbia negli istituti penali minorili. Non mi ha stupito. Mi ha stupito che quella roba sia arrivata fuori”.
E poi il referendum sulla riforma della magistratura, che per la giornalista, pubblicamente schierata a favore, è stato un’occasione persa.
“Il no – ha detto Tortora – era anche il no a Meloni”.
L’unica strada per venire fuori dal dolore, dal pensiero unico e dalla violenza è, per Tortora, la condivisione, l’accettazione dell’altro e il confronto con ciò che è diverso.
“Chi ascolta – ha sottolineato la giornalista – vuole essere rassicurato nelle proprie idee. Io, invece, non sono attratta dalle persone simili a me. Per questo metterei per decreto il volontariato, perché è un modo di incontrare l’altro, di confrontarsi con l’altro”.
Giordano Bruno Guerri ai Pirati della Bellezza
Un altro intenso appuntamento dei Pirati della Bellezza, in attesa di oggi pomeriggio quando, dopo il grande successo dello scorso anno, sarà di nuovo ospite Giordano Bruno Guerri che parlerà di Futurismo.
Irene Temperini
I pirati della bellezza 2026 – Serena Dandini, Paolo Mieli, Antonio Di Pietro, Margaret Mazzantini, Gaia Tortora, Giordano Bruno Guerri, Gino Roncaglia e Pietrangelo Buttafuoco
Dal 21 al 30 ottobre torna a Viterbo la sesta edizione dei Pirati della Bellezza. Otto incontri, tutti a ingresso gratuito e con inizio alle 18, dedicati quest’anno a Laura Bassi, Ada Lovelace e Hedy Lamarr.
Si parte mercoledì 21 ottobre, all’auditorium di Unindustria di via Faul, con Serena Dandini intervistata da Patrizia Prosperi su Paura non abbiamo. Le donne che hanno fatto la Repubblica.
Giovedì 22 ottobre, all’auditorium Aldo Perugi della Fondazione Carivit, Paolo Mieli dialogherà con Stefano Ubertini su Il grande inganno. Da Ercole alla Nato: quello che la storia non ci ha insegnato.
Venerdì 23 ottobre sarà la volta di Antonio Di Pietro, intervistato da Daniele Camilli su La giustizia vista da vicino.
Lunedì 26 ottobre Margaret Mazzantini sarà protagonista all’auditorium dell’università degli Studi della Tuscia, in via Santa Maria in Gradi. Nel corso dell’evento speciale “La forza della parola. Letteratura, memoria, vita” l’ateneo conferirà alla scrittrice la laurea magistrale honoris causa in Filologia moderna. L’incontro sarà condotto dalla rettrice Tiziana Laureti.
Martedì 27 ottobre, all’auditorium di Unindustria, Gaia Tortora sarà intervistata da Massimo Pistilli su Testa alta, e avanti. In cerca di giustizia, storia della mia famiglia, nell’ambito dell’evento speciale dedicato al caso Tortora.
Mercoledì 28 ottobre, alla Fondazione Carivit, Andrea Genovese intervisterà Giordano Bruno Guerri su Audacia, ribellione, velocità. Vite strabilianti dei futuristi italiani.
Giovedì 29 ottobre, all’auditorium di Unindustria, Fabrizio Piergentili dialogherà con Gino Roncaglia su Filosofia dell’intelligenza artificiale.
La rassegna si chiuderà venerdì 30 ottobre alla Fondazione Carivit con Pietrangelo Buttafuoco, intervistato da Pierluigi Cascianelli su Sono cose che passano. Al centro dell’incontro anche il tema “La cultura è libera in Italia? Lo scontro tra politica e intellettuali: il caso Biennale”.
Gli incontri potranno essere seguiti in presenza fino a esaurimento dei posti e in diretta streaming negli auditorium adiacenti indicati dal programma, oltre che sulla pagina Facebook di Tusciaweb. Al termine degli appuntamenti sono previsti il firmacopie e l’incontro con gli ospiti.