Cronaca Giudiziaria

Tribunale - Corchiano - Scoperto perché stava orinando sulla porta di un ristorante

Ubriaco su uno scooter fatto di pezzi rubati finisce alla sbarra per riciclaggio

Corchiano Corchiano - (sil.co.) - Ubriaco a bordo di uno scooter "arlecchino", fatto di motorini rubati, orina sulla porta di un ristorante e finisce alla sbarra per riciclaggio. 

Tribunale - Orte - A processo per violenza sessuale un muratore quarantenne

Trascina una quindicenne in un cantiere e prova a violentarla…

Aggressione - Foto di repertorio Orte - (sil.co.) - Trascina una quindicenne che stava tornando a casa da scuola in un cantiere e prova a violentarla, ma lei riesce a scappare. Al via il processo a un muratore quarantenne di Orte.

Tribunale - Il ricorso di Gianluca Iannone sarà discusso il prossimo 19 febbraio - L'aggressione è avvenuta durante Caffeina a San Pellegrino

“Schiaffo futurista” a Filppo Rossi, il leader di Casapound ricorre contro la condanna

Gianluca Iannone, leader nazionale di Casapound Viterbo - Prosegue il duello Iannone-Rossi, ma il motociclismo non c'entra. Protagonisti il leader di Casapound Gianluca Iannone e il direttore artistico di Caffeina, Filippo Rossi. Iannone ha presentato appello contro la condanna a otto mesi e 1500 euro di provvisionale dello scorso 15 maggio per lo "schiaffo futurista" durante Caffeina. 

Tribunale - Macchina del fango e Vinitaly - Al centro del processo ancora la vita di redazione nei quotidiani diretti da Paolo Gianlorenzo

“Francesco Battistoni andava ridimensionato politicamente”

Paolo Gianlorenzo Viterbo - Macchina del fango, la vita all'interno delle redazioni dirette da Paolo Gianlorenzo continua ad essere al centro del processo scaturito dall'inchiesta della procura denominata non a caso "IV Potere". Così come i nemici giurati del giornalista: il patron della Viterbese, Piero Camilli e il senatore di FI, Francesco Battistoni. 

Tribunale - Manganellate al Murialdo - Sentite le vittime, il giudice ha nominato consulente Antonio Maria Lanzetti

Aggredisce la madre e bastona un passante, okay alla perizia psichiatrica

Antonio Maria Lanzetti Viterbo - (sil.co.) - Via libera alla perizia psichiatrica sul 28enne viterbese che la sera del 30 settembre scorso ha aggredito la madre e un passante a manganellate in via Monte Cervino, al Murialdo.Articoli: “Da sola non ce la faccio, mi sento impotente e non so a chi rivolgermi” - Manganellate al Murialdo, madre testimone al processo contro il figlio - Manganellate al Murialdo, in carcere il 28enne - Paura al Murialdo, impugna il manganello e colpisce chi gli passa a tiro

Tribunale - Omicidio stradale - In aula la testimonianza di uno dei carabinieri intervenuti subito dopo lo schianto

“Nessuno dei passeggeri indossava la cintura di sicurezza”

Sutri - Piazza del comune Sutri - (sil.co.) - "Nessuno dei passeggeri indossava la cintura di sicurezza". In aula la testimonianza di uno dei carabinieri intervenuti subito dopo lo schianto mortale avvenuto il 2 giugno 2016 a Sutri. Il conducente, che aveva un tasso alcolemico pari a 1,84, è stato arrestato in flagrante per omicidio stradale e lesioni. Oltre alla vittima, tutti i passeggeri sono rimasti feriti.Articoli: Ubriaco provoca schianto mortale, rischia condanna di minimo 8 anni - Ubriaco va a sbattere con l’auto, muore 41enne

Tribunale- Montefiascone - Al centro della vicenda presunti abusi edilizi nelle campagne - Prosciolti anche due professionisti e la proprietaria

Non fu abuso d’ufficio, assolto il dirigente comunale Angelo Cecchetti

Montefiascone Montefiascone – Permessi a costruire facili su terreni agricoli nelle campagne di Montefiascone, smontata la tesi dell’accusa.

Tribunale - Accusati d'abuso d'ufficio, facevano parte della commissione tecnica per l'aggiudicazione della gara per le "luminarie" di Natale del 2013 - Parte civile il Gruppo Carramusa srl

Festival delle luci, al via il processo a un dirigente e una capufficio del comune

L'inaugurazione del festival delle luci Viterbo - Festival delle luci, al via il processo per l'unica edizione della kermesse, che ha illuminato il Natale 2013. Imputati di abuso d'ufficio in concorso un dirigente comunale e una capufficio. Parte civile la società Gruppo Carramusa srl. 

Tribunale - L'ex comandante del nucleo operativo radiomobile sentita su una vasta operazione del 2014

Spaccio sui Cimini, testimonia il capitano dell’arma Annarita D’Ambrosio

Carabinieri - La tenete Annarita D'Ambrosio Vallerano -  E' tornata nel capoluogo per testimoniare in un processo per spaccio il capitano Annarita D'Ambrosio, comandante del nucleo operativo radiomobile di Viterbo nel 2014, quando i suoi militari misero a segno una bella operazione di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti nel comprensorio dei Cimini. All'epoca tenente, l'ufficiale, originaria di Avellino, è stata nel frattempo promossa capitano. 

Tribunale - Faleria - Quattro mesi presso l'Unione italiana ciechi per il 44enne sorpreso a coltivare undici piante su un terrazzo abbandonato

Coltiva cannabis nel borgo vecchio, sconterà la pena al servizio dei non vedenti

Faleria Faleria - (sil.co.) - Coltiva cannabis nel borgo vecchio di Faleria, sconterà la pena al servizio dei non vedenti. E' il 44enne di Faleria arrestato lo scorso 4 settembre dai carabinieri della locale stazione, che lo hanno sorpreso a coltivare undici piante di cannabis sul terrazzo di una casa abbandonata della “città fantasma”- Coltiva cannabis in una casa abbandonata del borgo vecchio

Tribunale - Spaccio - Otto mesi a Rodolfo Feliz Castillo - La difesa pronta a ricorrere in appello per l'assoluzione

Coca nel barattolo del riso, condannato ex giocatore di baseball

Il tribunale di Viterbo - Nel riquadro Rodolfo Feliz Castillo Viterbo - (sil.co.) - Nascondeva 35 grammi di cocaina nel barattolo di riso per preservarla dall'umidità, condannato a otto mesi l'ex giocatore di baseball Rodolfo Feliz Castillo.Articoli: “Non era mia la cocaina nascosta nel barattolo del riso” - Cocaina nel barattolo del riso “per preservarla dall’umidità” – Droga, processo a Feliz Castillo rinviato a gennaio – Cocaina nel barattolo del riso, Castillo a processo – Cocaina nel barattolo del riso: Castillo di nuovo in carcere

Tribunale - Soriano nel Cimino - La vittima gli aveva chiesto i soldi per cancellare un tatuaggio venuto male con il laser

Buca le gomme e riga l’auto della cliente insoddisfatta, condannato tatuatore

Soriano nel Cimino Soriano nel Cimino - Buca le gomme e riga l'auto della cliente insoddisfatta, condannato tatuatore. Tutto è iniziato quando l'imputato ha fatto un tatuaggio sbagliato a una cliente, dandole poi 800 euro per farselo togliere col laser.

Tribunale - Il borseggiatore entrava in azione sui treni quando i viaggiatori si appisolavano

Condannato il ladro dei telefonini, razziava i passeggeri degli intercity

La polfer in stazione Orte - (sil.co.) - Condannato ladro seriale di telefonini sugli intercity. Lo hanno beccato gli agenti della Polfer di Orte su segnalazione del personale di bordo di un intercity in arrivo allo scalo viterbese. Non era la prima volta. 

Tribunale - "Per la ricettazione di quel motorino ho già scontato una condanna a quattro mesi", dice l'imputato al giudice - Stop al processo per verificare

Ennesimo processo per il picconatore del bar Country, ma forse è di troppo

Viterbo dall'alto - Sullo sfondo la chiesa di santa Rosa Viterbo - (sil.co.) - Di nuovo davanti al giudice Marco Marcelli, il 53enne condannato per l'aggressione a sprangate e bottigliate al gestore dell'ex bar Country di fronte alla stazione di Porta Romana e a un suo operaio. Ma questa volta forse è di troppo. 

Tribunale - Addosso gli trovano solo la scatola, mentre il prezioso è finito in una crepa del muro di un palazzo

Ruba anello in gioielleria e scappa lungo corso Italia, ma cade e viene catturato…

Corso Italia Viterbo - Ruba un anello con tutta la scatola dalla vetrina in allestimento della gioielleria e scappa lungo corso Italia, ma inciampa cadendo rovinosamente a terra e viene preso. In corso il processo per tentato furto aggravato. 

Tribunale - Viterbo - A meno che i tre imputati non ci rinuncino, il processo si chiuderà senza condanne o assoluzioni

Bariste aggredite per un drink negato, il processo verso la prescrizione

Viterbo - Tribunale Viterbo - (sil.co.) - Bariste di San Pellegrino aggredite per avere negato un drink, a meno che gli imputati non ci rinuncino, il processo si chiuderà il 17 gennaio con la prescrizione. 

Tribunale - Civita Castellana - Secondo il medico legale del tribunale la vittima non ha rischiato la vita - Sconto di pena per i due aggressori

Massacrato a sprangate nel camper, da tentato omicidio a lesioni

Civita Castellana - Preso a sprangate in un camper - La vittima soccorsa dai carabinieri Civita Castellana - Erano accusati di tentato omicidio per il feroce pestaggio di un sospetto ladro sorpreso a frugare all'interno del loro camper, sono stati condannati per lesioni gravi. Tre anni e quattro mesi ciascuno a Salvatore Montoresi e Massimiliano Petri, il 47enne e il 31enne che all'alba del 25 giugno 2017 hanno massacrato a sprangate un 46enne sorpreso nel loro caravan parcheggiato in località Madonna delle Piagge, a Civita Castellana.   - Massacrato a sprangate nel camper, condannati gli aggressori

Tribunale - Civita Castellana - Tre anni e quattro mesi ciascuno - L'accusa aveva chiesto complessivamente undici anni

Massacrato a sprangate nel camper, condannati gli aggressori

Civita Castellana - Preso a sprangate in un camper - La vittima soccorsa dai carabinieri Civita Castellana - (sil.co) - Massacrato a sprangate nel camper, condannati gli aggressori. 

Viterbo - Per la procura Claudio Tomaino, che si autoaccusò di una strage familiare, si è suicidato - Il giudice: "Perché su viso e lenzuola c'erano macchie di sangue? Accertare che non sia stato pestato dagli agenti"

Detenuto morto a Mammagialla, il gip: “No all’archiviazione del caso”

Viterbo - Il carcere di Mammagialla - Nel riquadro: Claudio Tomaino Viterbo - Si autoaccusò della strage di Caraffa, nelle campagne di Catanzaro. Un pluriomicidio avvenuto il 27 marzo del 2006, quando furono uccisi l'infermiere Camillo Pane, la moglie Annamaria e i figli Eugenio e Maria. Il movente? Questioni di soldi. Secondo gli inquirenti, il presunto assassino avrebbe dovuto 450mila euro alla vittima.Articoli: Detenuto morto a Mammagialla, il gip: “nuove indagini” - Un suicidio che non convince

Tribunale - Genio e sregolatezza - Lo dicono i giudici nelle motivazioni della sentenza di condanna dei due funzionari del genio civile, dell'ex sindaco e dei tre imprenditori del filone principale della maxinchiesta

“Un preoccupante sistema di gestione degli appalti pubblici nel Viterbese”

Genio e sregolatezza, un'intercettazione ambientale Viterbo - "Un preoccupante sistema di gestione degli appalti pubblici nel Viterbese".  Lo dicono i giudici nelle motivazioni della sentenza di condanna dei due funzionari del genio civile, dell'ex sindaco e dei tre imprenditori del filone principale della maxinchiesta. Hanno tempo fino a sabato prossimo per ricorrere in appello le difese.

Tribunale - Al centro dell'inchiesta imprenditori agricoli e allevatori di Viterbo, Arezzo e Siena - Avrebbero finto di assumere lavoratori stagionali, facendosi pagare il "passaggio" in Italia

Business dell’immigrazione clandestina, 37 indagati davanti al gup

Viterbo - Tribunale Viterbo - Business dell'immigrazione clandestina, 37 indagati davanti al gup. Avrebbero finto di assumere lavoratori stagionali, facendosi pagare il "passaggio" in Italia. Al centro grossi imprenditori agricoli e allevatori di Viterbo, Arezzo e Siena. E i presunti intermediari, tra cui tre indiani. 

Corte d'assise - Sospetto terrorista - Il lancio dell'ordigno incendiario contro la macchina di Santa Rosa raccontato in tempo reale da Illarionov a tre amici

“Potete vedere la bomba da casa, in diretta televisiva su vari canali”

Viterbo - Santa Rosa - Il lancio del fumogeno - Nel riquadro: Denis Illarionov Viterbo - Non erano "quattro amici al bar", ma quattro amici erano. Era la sera  del 3 settembre 2015 e Viterbo si stava apprestando al trasporto della macchina di Santa Rosa, quando Denis Illarionov, in collegamento telefonico con tre amici, meditava l'attentato incendiario contro "Gloria", non appena partita dalla mossa di San Sisto. Vissuto in diretta dal 24enne di Bagnaia con un italiano e due stranieri. "L'ordigno ha sfiorato la macchina", ha spiegato uno specialista dell'antisabotaggio.  -  “Cazzo me ne fotte se sei stato al ginnasio, io mi sono stuprato Yara Gambirasio” di Silvana Cortignani

Tribunale - Secondo il cardiologo Luigi Sommariva al processo a due medici del carcere - Sono accusati di omicidio colposo per la morte di Luigi Fallico

“Ex br stroncato in cella da un infarto, andava fatto l’elettrocardiogramma”

Il carcere Mammagialla - Nel riquadro: l'ex brigatista Luigi Fallico Viterbo - "Andava fatto subito un elettrocardiogramma". Non ha dubbi il dottor Luigi Sommariva, direttore del reparto di cardiologia dell'ospedale di Belcolle, consulente di parte civile nel processo per omicidio colposo ai due medici del carcere di Mammagialla che hanno visitato l'ex brigatista Luigi Fallico il 17 e il 19 maggio, alla vigilia della sua morte per infarto, avvenuta nella sua cella il 23 maggio 2011.

Corte d'assise - Sospetto terrorista - E' il testo di uno dei brani rap postati in rete da Denis Illarionov - Passato al setaccio il mondo virtuale del 24enne di Bagnaia che ha lanciato un ordigno contro la macchina di Santa Rosa

“Cazzo me ne fotte se sei stato al ginnasio, io mi sono stuprato Yara Gambirasio”

Viterbo - Santa Rosa - Il lancio del fumogeno e nel riquadro Denis Illarionov Viterbo - Denis Illarionov, il 24enne di Bagnaia che ha lanciato un ordigno incendiario durante il trasporto della macchina di Santa Rosa, realizzava anche fumetti blasfemi su padre Pio e madre Teresa di Calcutta. Nonché filmati e file audio in cui rappava chiedendo la liberazione di Massimo Bossetti e a favore dello stupro libero. Un esempio su tutti. "Cazzo me ne fotte se sei stato al ginnasio, io mi sono stuprato Yara Gambirasio. Dai, non mi fate bestemmiare, rendiamo lo stupro legale". 

Corte d'assise - Feto nel cassonetto - La difesa del presunto complice punta sulle lacune investigative - L'uomo è imputato di omicidio volontario in concorso

“Non ci sono prove che l’infermiere sapesse che la Ambrus era incinta”

Viterbo - Il cassonetto di via Solieri dove è stato ritrovato il feto - Nel riquadro l'avvocato Samuele De Santis Viterbo - "Non ci sono prove che Rappuoli sapesse che la Ambrus era incinta e nemmeno che lei abbia preso il Cytotec e non sia stato invece un parto precipitoso". Sono solo alcuni dei tanti rilievi alle indagini fatti ieri dal difensore  al processo in corte d'assise all'infermiere accusato di omicidio volontario  e occultamento di cadavere in concorso per la morte del feto di una bambina partorita settimina dalla madre, che ne ha poi gettato il cadavere in un cassonetto. Articoli: - Feto nel cassonetto, Londra decide sull'estradizione della madre - Feto nel cassonetto, madre rintracciata dall’interpol a Londra  

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