– Resta in cella Daniele Califano.
Per l’immobiliarista viterbese, arrestato a marzo, non è ancora venuto il momento di lasciare il carcere. Il gip di Viterbo Francesco Rigato ha respinto l’istanza del suo avvocato Roberto Massatani. Da Mammagialla, almeno per ora, Califano non si muove.
Gli arresti domiciliari non sono praticabili. Nella sua ordinanza, arrivata dopo il parere negativo del pm Fabrizio Tucci, il gip scrive che Califano potrebbe continuare a delinquere anche da casa. “Non lo crediamo possibile – afferma il suo legale -. Non capiamo come si possano ancora ritenere sussistenti le esigenze cautelari. Sono sorpreso che, dopo quasi tre mesi, si ritenga ancora di non potergli dare una misura più leggera. Sicuramente faremo appello”.
L’ordinanza di custodia cautelare per l’immobiliarista scatta l’8 marzo: la squadra mobile di Fabio Zampaglione lo va a prendere a casa all’alba. Lo accusano di usura aggravata a una nota e facoltosa imprenditrice viterbese. Sotto inchiesta finisce anche il funzionario di banca che avrebbe indirizzato la donna da Califano. Per l’impiegato scatta la denuncia a piede libero. Per Califano le manette.
Agli agenti, l’imprenditrice spiega di essere caduta in disgrazia. Finita nella morsa dell’usura per un semplice prestito di 6mila euro.
Secondo il suo racconto, è l’impiegato di banca a mandarla da Califano, che le avrebbe promesso di avanzarle la somma richiesta. In cambio, però, l’immobiliarista vuole due assegni postdatati con scadenza a tre mesi e importo maggiorato. L’interesse su base annua è del 251,8%. L’imprenditrice non salda il debito. Califano le restituisce i due assegni, ma ne vuole altri dall’importo maggiore. E’ a quel punto che, secondo la versione della donna, scattano pressioni e minacce. Fino all’intervento della polizia.
Califano ha chiesto un interrogatorio, ma la procura non ha voluto saperne. E’ provato. Col suo avvocato piange e si sfoga.
Contro l’ordinanza di arresto, Massatani fece ricorso al Riesame e incassò un primo no. Ora, il secondo, da parte del gip. A nessuno dei due la difesa passerà sopra. Il legale promette di impugnare entrambi, fino alla Cassazione.
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