– Per sfuggire agli usurai era scappato all’estero. Ma neanche quello era bastato.
Le pressioni di Antonio Pasquini e Daniele Califano lo avrebbero raggiunto anche nel paese dell’Est europeo in cui il commerciante si era trasferito per paura di ritorsioni. Loro avrebbero continuato a chiedergli soldi e lui a mandare bonifici, nell’affanno di saldare un debito che lievitava sempre.
“Senza tregua” è il nome del nuovo blitz antiusura della squadra mobile. Senza tregua, secondo le indagini, viveva il commerciante viterbese d’abbigliamento finito nella morsa dei due indagati additati come strozzini. Solo Califano, immobiliarista 52enne, era stato arrestato nel primo blitz dell’8 marzo. Pasquini, funzionario di banca incensurato, era stato solo denunciato a piede libero.
Stavolta le manette sono scattate anche per lui, mentre a Califano la nuova ordinanza di custodia cautelare è stata notificata al carcere Mammagialla, dov’è rinchiuso da più di tre mesi.
Il commerciante e un’imprenditrice viterbese sono l’elemento di novità della seconda inchiesta. Con loro, salgono a tre le vittime del giro di usura scoperto dagli investigatori. Un’altra imprenditrice era stata al centro della prima operazione scattata a inizio marzo.
Per il commerciante, da un prestito iniziale di 35mila euro si arriva, in meno di un anno, a un debito di 70mila. Gli agenti della mobile coordinati da Fabio Zampaglione e dal sostituto commissario Marco Buttinelli sequestrano montagne di cambiali in bianco. Nel rinegoziare la cifra, gli interessi salgono. E all’usura aggravata si aggiunge l’accusa di estorsione: un ritardo nella consegna dei soldi costa al commerciante un aggravio di 7mila euro su una somma già impossibile da restituire.
Come aveva già denunciato l’imprenditrice della prima inchiesta, anche il commerciante ha rischiato di vedersi togliere la casa. Pasquini e Califano avrebbero cercato di soffiargliela facendogli firmare un preliminare di vendita da 400mila euro, come garanzia di pagamento. Accuse che i due arrestati spediscono al mittente.
Pasquini, in particolare, si dice completamente estraneo. Ha già deciso che risponderà alle domande del gip Francesco Rigato, all’interrogatorio di garanzia di stamattina. “I fatti sono di diversi mesi fa – spiega il suo difensore -. E’ indagato a piede libero da marzo. Come non c’erano esigenze cautelari prima, non ci sono neanche adesso”. Quanto a Califano, sarà una sorpresa. Non sa ancora se si avvarrà della facoltà di non rispondere. La strategia difensiva, al momento, è top secret.
Stefania Moretti
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