Viterbo - Sergio Giovagnoli (Rete Antitratta): "Anche i contratti di lavoro spesso non vengono rispettati" - Ieri sera il presidio di associazioni e sindacati in strada Bagni - FOTO
di Daniele Camilli
Viterbo – “Nella nostra provincia, lo sappiamo, i contratti di lavoro in agricoltura spesso non vengono rispettati e il fenomeno del caporalato è ormai presente in tutta la Tuscia”. Sergio Giovagnoli è il portavoce della Rete Antitratta della Tuscia che ieri sera ha organizzato un presidio in strada Bagni, a Viterbo, aderendo così alla giornata europea contro la tratta, ossia lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Solo bestiale. Perché in tal caso l’uomo che viene sfruttato, soprattutto i migranti, non ha nemmeno l’ombra di un diritto. Se non quello di respirare per continuare a lavorare. Di solito per 30 ore al giorno per 12, 13 ore di lavoro quotidiano. Spesso sette giorni su sette.
“Una situazione – ha detto Giovagnoli – che riguarda anche le campagne della Tuscia”.

Viterbo – Il presidio della Rete Antitratta in strada Bagni
Un presidio non a caso quello scelto dalla Rete, realtà composta da diverse associazioni, sindacati inclusi. Ne fanno infatti parte, Arci, Auser, Casa dei diritti sociali, L’Altro circolo, Aucs, Aucs giovani, Rete studenti, Flai Cgil, Uila, Usb e Slow Food condotta di Viterbo.
“Siamo nati da più di un anno – spiega Giovagnoli – e abbiamo fatto già diverse iniziative. Il nostro obiettivo è quello di contrastare lo sfruttamento lavorativo, soprattutto in agricoltura. All’iniziativa di oggi ha aderito anche a l’associazione Erinna, che si occupa, tra le altre cose, anche di sfruttamento sessuale”.

Viterbo – Il portavoce della Rete Antitratta Sergio Giovagnoli
Una strada non a caso, strada Bagni. Quella scelta dalla Rete per il presidio. “E’ un luogo simbolico – dice Giovagnoli – perché da qui passano i lavoratori immigrati che vengono dalle campagne dopo aver lavorato nelle grandi proprietà qui attorno. Passano da qui con le biciclette, cosa che li espone anche a grossi pericoli, primo fra tutti quello di essere investiti. Stiamo infatti distribuendo giubbotti catarinfrangenti e mascherine”.
Daniele Camilli
Fotogallery: Il presidio della Rete Antitratta della Tuscia
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