Tribunale - Arrestato il 23 settembre, già davanti al giudice il commerciante di legname 49enne dell'Alta Tuscia - Parte civile una delle tre vittime, tutti richiedenti asilo
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 Massimiliano Siddi  L’avvocato Enrico Valentini |
Acquapendente – (sil.co.) – Lotta al caporalato, processo lampo per l’imprenditore dell’Alta Tuscia accusato di sfruttare i boscaioli extracomunitari alle sue dipendenze. Tutti richiedenti asilo le tre presunte vittime. Una ieri si è costituita parte civile.
Si è aperto ieri davanti al giudice Giacomo Autizi, dopo l’accoglimento della richiesta di giudizio immediato del pm Massimiliano Siddi, il processo a Claudio Spiti.
E’ il commerciante di legname 49enne di Acquapendente, finito ai domiciliari lo scorso 23 settembre, primo di una serie di arresti chiesti dalla procura della repubblica di Viterbo in seguito al giro di vite contro caporalato e sfruttamento dei lavoratori, che negli ultimi mesi si è sviluppato in diversi filoni d’inchiesta, con più fascicoli aperti da vari pubblici ministeri.
Contro Claudio Spiti – titolare di una piccola azienda a gestione familiare, denunciato da tre boscaioli extracomunitari, tutti richiedenti asilo politico – si è costituita ieri parte civile una delle presunte vittime.
L’uomo è imputato in due distinti processi, sempre per fatti analoghi, uno dei quali per episodi precedenti destinato ad aprirsi il prossimi 27 gennaio. Per questo il difensore Enrico Valentini, prima dell’ammissione delle prove, ha chiesto l’unificazione dei due procedimenti. Si tornerà quindi in aula il 9 gennaio davanti al giudice Autizi e poi di nuovo il 27 gennaio davanti al giudice Elisabetta Massini.
“Ho perfino venduto la madia della nonna per dare loro i 500 euro che mi avevano chiesto per festeggiare la fine del ramadan”, si era difeso davanti al giudice per le indagini preliminari il taglialegna, il cui tenore di vita, secondo il suo legale, sarebbe tutt’altro che da ville e Maserati.
“E’ solo un piccolissimo commerciante di legname, vive in un appartamento minuscolo, gli mancano quattro dita delle mani a causa di infortuni sul lavoro. Chi lo accusa dice che costringeva i boscaioli a recarsi al lavoro alle 5 del mattino, quando chiunque sa che nelle macchie a quell’ora è impossibile andare, perché non c’è luce sufficiente, il sole è troppo basso per cui è ancora buio e non si vede niente”, ha ribadito ieri Valentini a margine dell’udienza.
“Lo avevano già denunciato dicendo che lavoravano al nero, lui li ha assunti e messi in regola, quindi lo hanno denunciato per sfruttamento dei lavoratori. Qualcosa non torna, la conclusione del legale.
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