Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - Sono i tre richiedenti asilo d'origine africana che si sono costituiti parte civile contro il datore di lavoro - L'uomo, arrestato a settembre, chiede la revoca della misura: "Adesso faccio anche io il taglialegna"

Sfruttamento della manodopera, le vittime testimonieranno il dramma del caporalato nei boschi

di Silvana Cortignani
Condividi la notizia:

Viterbo - Palazzo di giustizia

Viterbo – Palazzo di giustizia

Acquapendente – Sfruttamento della manodopera, tre vittime pronte a testimoniare il dramma del caporalato nei boschi. 

Sono i richiedenti asilo d’origine africana che si sono costituiti parte civile contro il datore di lavoro. Quest’ultimo, arrestato a settembre, chiede la revoca della misura.

Tutte le vittime, nel frattempo, assistite dall’avvocato Carlo Mezzetti, dopo avere trovato il coraggio di sporgere denuncia, adesso sono pronte a chiedere la condanna del loro “aguzzino” e il risarcimento dei danni morali e materiali derivanti dalle presunte condotte “fuorilegge” dell’imputato. Fra poco più di un mese, il 16 marzo, racconteranno in aula le drammatiche condizioni di lavoro nei boschi dell’Alta Tuscia che li hanno convinti a denunciare per sfruttamento l’imputato. 


“Ho chiuso la mia attività, adesso faccio anche io il taglialegna”

Sul banco degli imputati un ex commerciante di legname 50enne di Acquapendente difeso dall’avvocato Enrico Valentini, ai domiciliari dallo scorso 23 settembre, primo di una serie di arresti chiesti dalla procura della repubblica di Viterbo in seguito al giro di vite contro caporalato e sfruttamento dei lavoratori, che negli ultimi mesi si è sviluppato in diversi filoni d’inchiesta, con più fascicoli aperti da vari pubblici ministeri.

“Ho chiuso la mia attività, adesso faccio anche io il taglialegna”, fa sapere Claudio Spiti, chiedendo di tornare in libertà dopo oltre quattro mesi. “Non ce l’ha fatta a portare avanti la ditta da solo, per cui, dopo l’arresto, non gli è rimasto che arrendersi e chiudere bottega. E siccome sa fare solo il boscaiolo, lui si recava al lavoro negli stessi orari e con le stesse modalità di chi lo accusa, ora lo fa per altri. Con orari e turni di lavoro a discrezione di chi, per fortuna, lo fa lavorare, permettendogli di riuscire ancora a mantenersi”, spiega il difensore.

A carico del cinquantenne acquesiano si sono aperti in poche settimane due processi, sempre per violazioni della normativa sul lavoro, unificati ieri in un solo procedimento davanti al giudice Elisabetta Massini, che si è riservata sulla richiesta, dando due giorni all’avvocato di parte civile per dare il suo parere, mentre ha già detto sì il pubblico ministero. 


L’allarme: “Sfruttamento, fenomeno ampiamente diffuso”

Ieri, in occasione dell’udienza di ammissione delle prove per l’unico processo, è emerso che sono in tutto tre i lavoratori che si sono costituiti parte civile, quelli che lo hanno denunciato. E tutti e tre saranno sentiti per primi, il prossimo 16 marzo, quando il processo entrerà nel vivo coi primi testimoni del pubblico ministero Massimiliano Siddi, titolare delle indagini che si sono aperte un anno fa, a gennaio 2019, con la denuncia dei tre presunti boscaioli sfruttati. 

“I miei assistiti dicono che venivano pagati 300 euro al mese e che erano costretti a lavorare nei boschi senza i più elementari mezzi di protezione, come le scarpe antinfortunistiche e le apposite lenti per proteggere gli occhi. Uno di loro ha anche una lettera dell’Inps dove si dice che il datore di lavoro non gli ha segnato le giornate”, spiega il difensore Mezzetti. 

Il legale invita a tenere alta la guardia. “Ho una lunga esperienza nella tutela dei diritti dei lavoratori, in particolare delle persone immigrate, e il fenomeno dello sfruttamento della manodopera, in particolare nel settore agricolo, è ampiamente diffuso in provincia di Viterbo”, spiega.

“Abbiamo registrato un incremento delle segnalazioni e se da un lato questo vuol dire che c’è maggiore consapevolezza da parte dei lavoratori, più coraggio nel denunciare situazioni di sfruttamento, dall’altro tale incremento ci fa temere un aumento degli illeciti. Ai danni soprattutto di che versa in situazioni di bisogno, italiani o stranieri. Ai danni di che è socialmente più debole, per cui più propenso ad accettare anche condizioni di lavoro disumane, o comunque al limite della legalità, pur di avere un’occupazione che gli consenta di mettere insieme il pranzo con la cena”, sottolinea l’avvocato Carlo Mezzetti.

Silvana Cortignani


Condividi la notizia:
28 gennaio, 2020

Lotta al caporalato ... Gli articoli

  1. Operai sfruttati in un'azienda ceramica: "Dormivamo in un camper e lavoravamo 12 ore al giorno"
  2. Sfruttò coppia di braccianti irregolari con due bimbi piccoli, condannato a un anno e 4 mesi
  3. Sfruttò coppia di braccianti irregolari con due bimbi piccoli, condannato a un anno e 4 mesi
  4. Giovane morto in piscina, si era tuffato dopo averla finita di pulire
  5. Dipendente in nero morto mentre effettua lavori di giardinaggio
  6. Caporalato, controlli dei carabinieri nelle aziende agricole della Tuscia: sospese tre attività e scoperte dieci posizioni in nero
  7. Imprenditore a giudizio per sfruttamento del lavoro, fu denunciato da tre operai
  8. Lavoratori in nero in un ristorante-pizzeria e scarsa igiene a Montefiascone, sospesa l'attività e sanzionato il proprietario
  9. Il bracciante massacrato di botte testimonierà contro il datore di lavoro
  10. Lavoratori in nero nel noccioleto, multati i titolari dell'azienda: sono residenti nel Viterbese
  11. Richiedenti asilo sfruttati come boscaioli, condannato a un anno l'ex datore di lavoro
  12. “52mila giornate di lavoro e 6 milioni di retribuzioni in più per i braccianti della Tuscia”
  13. Bracciante caricato a forza su un furgone durante la festa di fine Ramadan, assolto carabiniere
  14. Bracciante massacrato di botte, al via il processo agli imprenditori agricoli datori di lavoro
  15. Festa di fine Ramadan con sequestro di persona, nei guai carabiniere
  16. Boscaioli stranieri sfruttati, a giudizio datore di lavoro denunciato da richiedente asilo
  17. Morto durante raccolta di cocomeri sotto il sole cocente, arrestati due imprenditori
  18. "Non si può e non si deve morire di fatica come è successo a Montalto"
  19. Bracciante agricolo massacrato di botte perché voleva la paga, in tre a giudizio
  20. "A fianco di Daniele Camilli e gli altri giornalisti che si battono per denunciare il caporalato"
  21. "Caporalato, combattere le agromafie è una priorità assoluta"
  22. Bracciante morto a Montalto, Giuseppe Schiboni: "Non si può morire mentre ci si guadagna da vivere"
  23. Bracciante morto a Montalto di Castro, disposta l'autopsia
  24. "Bracciante agricolo morto a Montalto, la regione si attivi per la sicurezza dei lavoratori"
  25. "La regione fermi i lavori pesanti nelle ore più calde"
  26. Accusa un malore mentre è al lavoro nel campi, muore in ospedale
  27. "Sfruttamento e caporalato, nella Tuscia episodi limitati di irregolarità grazie anche al controllo e alla prevenzione delle autorità"
  28. Braccianti africani sfruttati: "Prelevati al centro d'accoglienza col furgone"
  29. Taglialegna sfruttati, una vittima: "Cinquanta euro al mese invece di 50 euro al giorno"
  30. Richiedenti asilo sfruttati come boscaioli, testimoniano le vittime
  31. "Il caporalato in agricoltura è un fenomeno presente in tutta la Tuscia"
  32. Caporalato, riprende il processo per sfruttamento "seriale" di boscaioli stranieri
  33. Boscaioli sfruttati, spunta un'altra parte civile contro il taglialegna arrestato a settembre
  34. Lotta al caporalato, processo lampo per l'imprenditore che sfruttava i boscaioli
  35. "Non sfruttavo i pastori e non erano alloggiati in una catapecchia"
  36. Lotta al caporalato, imprese e agenzie immobiliari al setaccio
  37. "Caporalato, a disposizione dei lavoratori che hanno affrontato questo inferno"
  38. Pagati un euro e cinquanta all'ora, vivevano in un casale sudicio e fatiscente
  39. Di Berardino: "Il 24 a Viterbo per presentare la legge contro il caporalato"
  40. Bracciante si lamenta della paga, in tre lo caricano sul furgone e lo massacrano di botte
  41. Costretti a lavorare 12 ore al giorno 7 giorni su 7, arrestato imprenditore
  42. Boscaioli sottopagati e schiavizzati, l'imprenditore arrestato respinge le accuse
  43. "Boscaioli schiavi? Ha venduto la madia della nonna per fargli festeggiare il ramadan"
  44. "La legge sul caporalato si estenda ad ogni settore"
  45. Costretti a tagliare boschi per giornate intere per 200 euro al mese
  46. "Se non mi pagano non posso comprare i vestiti a mio figlio di un anno"

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/le-strane-pose-di-milo/