Riceviamo e pubblichiamo la lettera del commerciante fuggito all’estero, presunta vittima di usura da parte degli arrestati nell’ultimo blitz della squadra mobile, Daniele Califano e Antonio Pasquini – Il sottoscritto, commerciante viterbese costretto a lasciare l’Italia, ringrazia la squadra mobile di Viterbo, coordinata dal dottor Fabio Zampaglione, per la complessa operazione antiusura che ha permesso a me e alla mia famiglia di ricominciare a vivere.
Voglio ancora ringraziare tutti, a cominciare da Giulio, che mi ha contattato personalmente, a Marco e Gigi e tutti quelli di cui non conosco i propri nomi ma sono stati eccellenti nel loro lavoro.
Avevo un’attività che mi permetteva di vivere dignitosamente, una casetta che, con l’aiuto di un mutuo, mi garantiva un tetto sulla testa e la famiglia vicino, vulnerabile dopo un lutto subito. Mi sono affidato a un “amico” e presto tutto quello che avevo è svanito.
Scappato all’estero, senza neanche denunciare, ho cominciato a vivere da incubo, trovandomi senza neanche un soldo in tasca per il pane, ignaro del fatto che nel frattempo in Italia la polizia lavorava giorno e notte per ridare a me, e ad altri come me, la serenità.
Senza che io dicessi niente, con intercettazioni, controlli ecc. hanno saputo tirare fuori quello che mai mi sarei sognato di raccontare.
Ora vivo all’estero e per il momento non ho ancora la possibilità di tornare, quello che riesco a guadagnare però mi permette di vivere dignitosamente.
Non è questa la vita che volevo per me e per la mia famiglia, ma oggi ho la speranza di tornare un giorno, di riunirmi con il resto della famiglia che mi manca tanto, i miei amici, e chissà forse anche il resto.
Grazie, grazie, grazie a tutte quelle persone che hanno reso possibile tutto questo.
Il commerciante italiano usurato
Lettera firmata
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