(s.m.) – La polizia li ha arrestati il 20 giugno per estorsione, tentata estorsione e usura aggravata. Di quell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, le difese di Daniele Califano e Antonio Pasquini discuteranno al tribunale del Riesame.
L’udienza è fissata per l’8 luglio. Gli avvocati Roberto Massatani e Massimo Boni cercheranno di convincere i giudici romani a rimettere i due arrestati in libertà o, per lo meno, agli arresti domiciliari.
Il presupposto di partenza è lo stesso per entrambi. Accuse vecchie, secondo i legali, che nelle carte della nuova inchiesta “Senza tregua”, non hanno trovato nulla di più rispetto alla prima, scattata a marzo.
In quel caso, solo l’immobiliarista Califano era finito in manette. Il funzionario di banca Pasquini era stato solo denunciato a piede libero. L’arresto è arrivato nel secondo filone di indagine, naturale prosecuzione del primo.
Per l’accusa, rappresentata dal pm Fabrizio Tucci, Pasquini avrebbe approfittato delle informazioni di cui veniva a conoscenza tramite il suo impiego in banca per adescare imprenditori in difficoltà. A questi avrebbe proposto l’aiuto di Califano, in grado di prestare le somme che gli imprenditori chiedevano. La restituzione sarebbe avvenuta con interessi usurari, che in qualche caso hanno rasentato un tasso del 300%.
Tre gli imprenditori taglieggiati. Ma le persone che si sarebbero rivolte a Califano anche saltuariamente, per prestiti di piccola entità, sarebbero molte di più.
L’immobiliarista, intanto, è entrato in carcere l’8 marzo e non ne è più uscito. Il suo avvocato Massatani ha impugnato sia i no alla scarcerazione incassati sia davanti al Riesame che dal gip Francesco Rigato. In questo caso, l’appello sarà discusso il 22 luglio. Per il ricorso in Cassazione, invece, i tempi saranno più lunghi.
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