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Morte Gino Pucciarelli - L'avvocato della famiglia dell'architetto, il legale Luca Mecarini, dopo l'assoluzione dei cinque medici accusati di omicidio colposo

“Continueremo a fare di tutto per far emergere ciò che è successo in quella sala operatoria”

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Gino Pucciarelli

Gino Pucciarelli

L'avvocato Luca Mecarini

L’avvocato Luca Mecarini

Viterbo – “Continueremo a fare di tutto per far emergere ciò che è successo in quella sala operatoria”. L’avvocato Luca Mecarini, legale della famiglia di Gino Pucciarelli, dopo l’assoluzione dei cinque medici accusati di omicidio colposo dopo la morte dell’architetto ed ex cestista viterbese.

“Quando il giudice avrà depositato le motivazioni e dopo aver capito le ragioni che lo hanno indotto a emettere questa sentenza – dice l’avvocato Mecarini -, con la famiglia Pucciarelli valuterò le azioni conseguenti. Noi siamo certi che i riscontri probatori individuano comunque una responsabilità in capo ai medici che hanno eseguito l’operazione. Per questo la nostra ferma intenzione è quella di continuare a cercare tutti gli aspetti che possano portare a un’evidenza della realtà dei fatti per come si sono prospettati. Insomma, continueremo a fare di tutto affinché emerga realmente ciò che è successo in quella sala operatoria”.

Ieri il tribunale di Perugia ha assolto i cinque medici dell’ospedale Silvestrini accusati di omicidio colposo dopo la morte di Gino Pucciarelli. “Il gup ha prosciolto con ampia formula tutti gli imputati”, fa sapere l’avvocato Giovanni Spina. Insieme alla collega Maria Bruna Pesci, difendeva il primario del reparto di otorinolaringoiatra Giampiero Ricci, il chirurgo Luigi Giuseppe Gallucci e la dottoressa viterbese Maria Cristina Ricci.

A processo, con rito abbreviato, erano finiti anche l’otorinolaringoiatra Paolo Pettirossi e l’anestesista Carla Monacelli. Ieri in aula la pm e la parte civile (avvocato Luca Mecarini, legale della famiglia Pucciarelli) avevano chiesto condanne per tutti i medici, ad eccezione dell’anestesista Monacelli. Il giudice ha però assolto tutti i cinque imputati.

Gino Pucciarelli, 49 anni, è morto il 16 luglio 2015 all’ospedale Silvestrini di Perugia, tredici giorni dopo una tonsillectomia e cinque giorni dopo un secondo intervento a causa di un’emorragia. La prima volta era stato operato il 3 luglio 2015: l’intervento era consistito nel rimuovere tonsille, adenoidi e parti molli del palato per evitare che andasse in apnea nel sonno. Dimesso il giorno dopo, nulla avrebbe fatto presagire la tragedia, tanto che, subito dopo l’intervento e mentre era ancora in sala operatoria, fu immortalato in un selfie con due dottoresse. Inoltre, la sera prima dell’intervento avrebbe lasciato di nascosto l’ospedale per andare a fare la spesa e partecipare a una cena a casa della dottoressa Cristi.


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I funerali di Gino Pucciarelli: video – fotocronaca – slide


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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29 novembre, 2019

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