Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “Chi governa il presente governa il passato, e chi governa il passato governa il futuro”. Il senso di questa celebre citazione tratta dal romanzo distopico 1984 di George Orwell è ben incorporato nella mentalità degli attuali governanti, che non hanno mai fatto mistero di voler riscrivere e manipolare la storia per orientare l’opinione pubblica.
Le destre reazionarie e nostalgiche che, salvo brevi interruzioni, in questi ultimi trent’anni hanno governato la nostra città, nel loro piccolo e nei limiti delle loro possibilità, hanno pervicacemente perseguito questo scopo.
Mi limito ad alcuni esempi tratti dalla politica perseguita nella toponomastica cittadina.
Il primo tentativo, risalente al 1995-1996, giunta Meroi, poi abortito anche per le veementi proteste popolari, fu quello di cancellare il nome di Antonio Gramsci dal piazzale a lui intitolato per reintestarlo a Umberto Primo. Il tentativo abortì, anche per le veementi proteste popolari e istituzionali, ma ciò non impedì l’apposizione sulla stessa parete di un’ulteriore targa con la scritta “Già piazza Umberto Primo”.
E nella toponomastica cittadina il fenomeno si è più volte ripetuto: basti pensare a via Cardinale La Fontaine, in cui, accanto alla relativa targa, campeggia la scritta “Già via Principe Umberto”; o a via della Verità, dove è stata compiuta un’operazione analoga.
Inutile girarci intorno: la scritta “Casa del balilla” sulla facciata del liceo classico Mariano Buratti è un’operazione ideologica nel segno dei tristi tempi in cui ci è dato vivere.
E in tale contesto storico non deve sorprendere, anche se ci indigna e scandalizza, il vile tentativo carsico di macchiare la memoria di Mariano Buratti con velenose, qualunquistiche, obbrobriose insinuazioni.
Del resto, lo stesso trattamento i nostalgici del ventennio fascista hanno sempre riservato e tuttora riservano alla figura di Giacomo Matteotti: è appunto di questi giorni la notizia che il consiglio comunale di destra di Fiumicino ha bocciato la proposta di intitolare una piazza a Giacomo Matteotti con l’incredibile e inquietante argomentazione che si tratterebbe di una figura “divisiva”!!!
Che fare? Resistere, resistere, resistere.
Enrico Mezzetti
Presidente provinciale Anpi Viterbo
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