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Viterbo – Enrico Mezzetti, presidente provinciale dell’Anpi, collega l’intervento sulla facciata del liceo classico Mariano Buratti ai precedenti tentativi di modificare la memoria storica attraverso la toponomastica cittadina

“La scritta Casa del balilla è un’operazione ideologica”

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Viterbo - L'avvocato Enrico Mezzetti

Viterbo – L’avvocato Enrico Mezzetti

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “Chi governa il presente governa il passato, e chi governa il passato governa il futuro”. Il senso di questa celebre citazione tratta dal romanzo distopico 1984 di George Orwell è ben incorporato nella mentalità degli attuali governanti, che non hanno mai fatto mistero di voler riscrivere e manipolare la storia per orientare l’opinione pubblica.

Le destre reazionarie e nostalgiche che, salvo brevi interruzioni, in questi ultimi trent’anni hanno governato la nostra città, nel loro piccolo e nei limiti delle loro possibilità, hanno pervicacemente perseguito questo scopo.

Mi limito ad alcuni esempi tratti dalla politica perseguita nella toponomastica cittadina.

Il primo tentativo, risalente al 1995-1996, giunta Meroi, poi abortito anche per le veementi proteste popolari, fu quello di cancellare il nome di Antonio Gramsci dal piazzale a lui intitolato per reintestarlo a Umberto Primo. Il tentativo abortì, anche per le veementi proteste popolari e istituzionali, ma ciò non impedì l’apposizione sulla stessa parete di un’ulteriore targa con la scritta “Già piazza Umberto Primo”.

E nella toponomastica cittadina il fenomeno si è più volte ripetuto: basti pensare a via Cardinale La Fontaine, in cui, accanto alla relativa targa, campeggia la scritta “Già via Principe Umberto”; o a via della Verità, dove è stata compiuta un’operazione analoga.

Inutile girarci intorno: la scritta “Casa del balilla” sulla facciata del liceo classico Mariano Buratti è un’operazione ideologica nel segno dei tristi tempi in cui ci è dato vivere.

E in tale contesto storico non deve sorprendere, anche se ci indigna e scandalizza, il vile tentativo carsico di macchiare la memoria di Mariano Buratti con velenose, qualunquistiche, obbrobriose insinuazioni.

Del resto, lo stesso trattamento i nostalgici del ventennio fascista hanno sempre riservato e tuttora riservano alla figura di Giacomo Matteotti: è appunto di questi giorni la notizia che il consiglio comunale di destra di Fiumicino ha bocciato la proposta di intitolare una piazza a Giacomo Matteotti con l’incredibile e inquietante argomentazione che si tratterebbe di una figura “divisiva”!!!

Che fare? Resistere, resistere, resistere.

Enrico Mezzetti
Presidente provinciale Anpi Viterbo


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21 luglio, 2026

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