Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Lettere al direttore - Viterbo – Alessandro Vagnoni interviene sulla scritta “Casa del Balilla” riproposta sulla facciata del liceo Mariano Buratti e sottolinea l’incompatibilità tra il modello educativo fascista e la funzione democratica della scuola

“Il futuro di una scuola della repubblica non può essere scritto con le parole di una dittatura”

Condividi la notizia:

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo sul caso della scritta Casal del Balilla sul liceo Buratti – Non riesco davvero a capire come si possa ridurre questa vicenda a una semplice questione di “rispetto storico” dell’edificio.

Non stiamo parlando del Foro Italico, di un’opera monumentale o di un edificio di riconosciuto valore storico-artistico realizzato durante il Ventennio. Stiamo parlando del liceo Mariano Buratti. Una scuola. Il luogo in cui ogni giorno si formano non soltanto studenti, ma coscienze e cittadini.

Quella è stata anche la mia scuola.

Vitorchiano - Alessandro Vagnoni

Vitorchiano – Alessandro Vagnoni


Tra quelle mura sono cresciuto grazie a insegnanti che mi hanno trasmesso il valore della cultura, del pensiero critico, del confronto e della libertà. È anche grazie a loro se oggi svolgo con orgoglio il mestiere di insegnante e se ho scelto di mettermi al servizio della mia comunità come amministratore. La sensibilità educativa, civica e sociale che porto con me è nata proprio lì, al Buratti.

Per questo non riesco a essere indifferente.

Penso ai docenti che ogni mattina dovrebbero entrare in quella scuola passando sotto una scritta che richiama un regime dittatoriale. Un regime che ha soppresso le libertà democratiche, perseguitato gli oppositori, negato i diritti fondamentali e trascinato l’Italia nella tragedia della guerra. Una tragedia che ha lasciato ferite profonde anche a Viterbo, città decorata con la Medaglia d’argento al valor civile per i devastanti bombardamenti del 1944.

Penso soprattutto agli studenti di oggi e di domani. A ragazze e ragazzi che si diplomeranno in un edificio sul quale verrebbe riproposta la scritta “Casa del Balilla”, simbolo di un’organizzazione nata per educare i giovani all’obbedienza, al culto del regime e all’addestramento paramilitare.

Ed è proprio questo il punto.

Il problema non è la conservazione della storia. Nessuno sostiene che la storia debba essere cancellata o dimenticata. Al contrario: la storia va studiata, analizzata, compresa, raccontata e contestualizzata. Va trasformata in conoscenza e consapevolezza.

Il problema è un altro.

Quella scritta non rappresenta soltanto una testimonianza del passato. Richiama un preciso modello educativo e un preciso progetto politico che la Repubblica italiana, nata dalla Resistenza e fondata sui valori della Costituzione, ha scelto di combattere e superare.

Oggi, nello stesso edificio, si svolge una funzione esattamente opposta: formare cittadini liberi, consapevoli, responsabili e capaci di pensare con la propria testa. È questa contraddizione a rendere il caso del Buratti profondamente diverso da quello di un monumento, di un palazzo storico o di un’opera architettonica.

La storia non si difende riproponendo acriticamente i suoi simboli. Si difende spiegandoli.

Ripristinare quella scritta sulla facciata di una scuola rischia invece di confondere il piano della memoria con quello dell’identità, proprio nel luogo in cui l’educazione dovrebbe aiutare i giovani a distinguere tra ciò che deve essere conosciuto e ciò che deve essere assunto come riferimento valoriale.

E il presente conta.

Per questo mi chiedo se questa debba essere davvero una priorità.

Le scuole italiane hanno bisogno di ben altro: edifici sicuri, laboratori moderni, biblioteche vive, spazi inclusivi, tecnologie adeguate, ambienti capaci di favorire l’apprendimento e il benessere di studenti e insegnanti. Investire nella scuola significa investire sul futuro del Paese, non riportare al centro del dibattito simboli che appartengono a una delle pagine più oscure della nostra storia.

Historia magistra vitae est, dicevano i latini.

Ma la storia è davvero maestra di vita soltanto quando diventa memoria consapevole e collettiva. Non basta conservarne le tracce; occorre comprenderne il significato, valutarne le conseguenze e trasformarla in un insegnamento per il presente.

Per questo una scuola ha il dovere di custodire la storia, ma anche di indicare con chiarezza i valori sui quali fonda la propria missione. E lo stesso vale, sul piano politico, per le istituzioni.

Non è un caso che si chiami liceo.

Viterbo - Il liceo Mariano Buratti

Viterbo – Il liceo Mariano Buratti


Il termine deriva dal Lykeion di Aristotele, luogo dedicato allo studio, al confronto e alla ricerca della verità attraverso il ragionamento. Da oltre duemila anni il liceo rappresenta uno spazio di conoscenza, di dubbio, di libertà intellettuale e di formazione della coscienza critica.

Per questo trovo profondamente sbagliato riproporre sulla sua facciata la scritta “Casa del Balilla”.

Perché il liceo e l’Opera nazionale balilla incarnano due idee di educazione radicalmente incompatibili: il primo forma cittadini liberi, la seconda era stata concepita per formare giovani sudditi obbedienti a un regime.

Il liceo Mariano Buratti, intitolato dal 1964 a un insegnante di Storia e Filosofia, partigiano, che sacrificò la propria vita per la libertà e la democrazia, deve continuare a rappresentare quei valori.

Perché una scuola della Repubblica non è soltanto un edificio.

È il luogo in cui una comunità decide quale idea di futuro affidare alle nuove generazioni.

E quel futuro non può essere scritto con le parole di una dittatura, ma con i principi della Costituzione e della democrazia.

Alessandro Vagnoni


Condividi la notizia:
25 luglio, 2026

Casa del Balilla ... Gli articoli

  1. "Se si restaurasse la torre dell'orologio delle Poste, la soprintendente Eichberg farebbe ricollocare i fasci?"
  2. Margherita Eichberg, studi lei chi era Renato Ricci...
  3. “Memoria, antifascismo e legalità: Viterbo ritrovi coerenza”
  4. “Viterbo non ha bisogno di una politica detonalizzata”
  5. “Il Buratti non si tocca”, crescono le adesioni al sit-in del 25 luglio
  6. “Il Buratti non si tocca”, crescono le adesioni al sit-in del 25 luglio
  7. “Il Buratti non si tocca”, sabato il sit-in davanti al liceo
  8. “Una scritta fascista sul liceo Mariano Buratti è uno sfregio intollerabile”
  9. "Contraddetti i principi del restauro, quella scritta 'riportata all'origine' inserisce un elemento non autentico nell'opera legandola a un preciso momento temporale"
  10. “Il liceo classico di Viterbo è una realtà democratica, aperta e progressiva”
  11. “La scritta non è storia, ma una precisa scelta politica”
  12. “La scritta ‘Casa del Balilla’ va documentata e poi ricoperta”
  13. “La scritta 'Casa del Balilla' era ben chiara, ora ne sarà attenuato il colore”
  14. “La scritta 'Casa del Balilla' resterà, ma sarà detonalizzata”
  15. “Quella scritta cancella la memoria e la storia della Resistenza”
  16. L'ex Casa del Balilla diventi il liceo classico Mariano Buratti: una proposta per riscrivere la memoria della città
  17. “Quella facciata non è un’offesa a Buratti, è il suo trofeo”
  18. “'Casa del Balilla' era perfettamente leggibile, il cantiere è ancora in itinere”
  19. “Se la scritta 'Casa del Balilla' resta mi incateno al cancello del liceo classico”
  20. “Valditara spieghi chi ha autorizzato la scritta Casa del Balilla sul liceo Mariano Buratti”
  21. Lo spazio pubblico della Repubblica e il dovere della memoria: il caso del liceo Buratti
  22. “Chiediamo chiarezza sulle ragioni e sulle procedure che hanno portato al ripristino della scritta "Casa del Balilla"”
  23. “Chiediamo chiarezza sulle ragioni e sulle procedure che hanno portato al ripristino della scritta "Casa del Balilla"”
  24. “La scritta Casa del balilla è un’operazione ideologica”
  25. La scritta “Casa del Balilla” e il lento declino della democrazia
  26. “Presenteremo un’interrogazione parlamentare sulla scritta Casa del Balilla”
  27. “Zio Mariano amava la vita e la libertà, quella scritta è un’offesa alla sua memoria”
  28. “Il liceo Buratti non può diventare la Casa del Balilla”
  29. “La scritta 'Casa del Balilla' è incompatibile con i valori della scuola e della Costituzione”
  30. "Inaccettabile l’offesa a Mariano Buratti e alla Resistenza"
  31. "Ex Gil, ripristinare quell'iscrizione significa riabilitare il simbolo del regime"
  32. "La memoria della Resistenza e l’antifascismo non si toccano"
  33. Margherita Eichberg, fuori le carte! Fuori le foto!
  34. "Quella scritta non racconta la storia, salva la propaganda fascista e ne cancella le macerie..."
  35. "Quella scritta non racconta la storia, salva la propaganda fascista e ne cancella le macerie..."
  36. "Dal trasferimento della dirigente alla scritta fascista, segnali di una deriva preoccupante"
  37. ""Casa del Balilla" sulla facciata del liceo Buratti, le fonti storiche rivelano l'inesistenza della scritta"
  38. "Liceo Buratti, i simboli della dittatura apparsi offendono memoria e costituzione"
  39. “Politicamente non è opportuno, non sapevo che avrebbero ridipinto la scritta”
  40. “La storia non si cancella con una mano di vernice”
  41. “Una scelta scellerata che offende la memoria di Mariano Buratti”
  42. “La scritta ‘Casa del Balilla’ venga rimossa subito, la provincia chiarisca”
  43. “Da restauro a restaurazione il passo è breve”
  44. “Un oltraggio al partigiano simbolo dell’antifascismo viterbese”
  45. “Quella scritta è uno schiaffo a Mariano Buratti, Luigi Petroselli e alla città”
  46. “La memoria non si tutela con il pennello facile, la scritta ‘Casa del Balilla’ sul Buratti è una ricostruzione casareccia e caricaturale”
  47. Chi ha deciso di sputare in faccia a Mariano Buratti?

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/e-il-nostro-primo-natale-facciamoci-un-in-bocca-al-lupo/