Viterbo – “Mi incateno al cancello del liceo classico perché la scritta Casa del Balilla deve essere cancellata”. Paolo Bianchini, nipote del partigiano Mariano Buratti.
Pienamente riuscito il presidio “Il Buratti non si tocca” organizzato dall’Anpi davanti al liceo classico di Viterbo dove provincia e soprintendenza hanno riscritto sulla facciata dell’edificio Casa del Balilla, in modo considerato da moltissimi ampiamente discutibile. Una scritta fascista su un istituto intitolato a un partigiano fucilato dai nazifascisti: Mariano Buratti. Una scuola dove ogni anno si celebra il 25 aprile. Per la città un tempio laico, democratico, repubblicano, antifascista.
Viterbo – Liceo classico – Il Buratti non si tocca – Paolo Bianchini incatenato al cancello
Oltre 500 le persone presenti al presidio che hanno riempito la piazza di fronte al liceo e via Tommaso Carletti. Tutti chiedono la rimozione della scritta casa del balilla considerata da tutti una “scelta ideologica”.
“Non è una questione di nomi – dice Bianchini incatenato al classico -, qui si vuole tornare ad insegnare in camicia nera. Qui rischiamo ritornare all’inquinamento della mente. E dqui non mi sciolgo più finché questa scuola non tornerà ad essere un luogo libero”.
Al presidio, assieme all’Anpi, ci sono il vice presidente del consiglio regionale Enrico Panunzi, i sindacati Cgil e Uil, la Spi Cgil e la Uila, le associazioni del territorio, il comune di Bassano Romano dove Buratti è nato, gli insegnanti del liceo classico, gli studenti, gli assessori comunali Emanuele Aronne, Alfonso Antoniozzi, Rosanna Giliberto ed Elena Angiani, i consiglieri comunali del Pd, Sinistra italiana e tantissimi cittadini.
Viterbo – Liceo classico – Il Buratti non si tocca
Nel frattempo, alle interrogazioni parlamentari di Sinistra italiana e Pd e alla richiesta di accesso agli atti della Cgil, si è aggiunta anche una mozione di Panunzi (Pd) al consiglio regionale. “Una mozione – sottolinea Panunzi – con cui chiediamo la cancellazione della scritta fascista. Non possiamo permettere una cosa del genere. Dobbiamo combattere questa scritta per il futuro. Ricordare agli studenti Mariano Buratti significa togliere quella scritta, un’offesa che va contrastata con ogni mezzo. Una battaglia che va fatta fino in fondo. La storia è una, ed è quella dell’Italia repubblicana è antifascista”.
Viterbo – Liceo classico – Il Buratti non si tocca – Enrico Mezzetti
“La decisione di riscrivere Casa del Balilla non è una scelta tecnica ma ideologica – spiega il presidente provinciale di Anpi Enrico Mezzetti -. È qualcosa di intollerabile al quale assolutamente ci opponiamo. Che la vicenda sia attuale lo dimostrano poi le dichiarazioni contrarie. Dichiarazioni che cercano anche di infangare la memoria di Buratti. Questa scritta deve scomparire oppure deve essere sotterrata per almeno due secoli, quando il fascismo non sarà più una minaccia”.
Ad intervenire anche Carlo Galeotti, direttore di Tusciaweb, il giornale dove è uscita la notizia della scritta e da dove è partita la mobilitazione con decine e decine di interventi e comunicato stampa che hanno portato al presidio di questa mattina.
Viterbo – Liceo classico – Il Buratti non si tocca – Carlo Galeotti
“Chiediamo le dimissioni della soprintendente Margherita Eichberg – rilancia Galeotti -. Da domani in poi inizieremo a vedere i mancati interventi di Eichberg che si sveglia solo per dare l’ok a una scritta fascista. Tra gli interventi inviati a Tusciaweb i più commoventi e significativi per quello che rappresentano, è importante ricordare quello di 40 insegnanti e della dirigente del liceo classico Clara Vittori, l’intervento degli studenti del Buratti e la presa di posizione dei professori di storia e filosofia del liceo scientifico Paolo Ruffini”.
“Una scritta che grida vendetta – prosegue il vicesindaco di Bassano Romano Ugo Pierallini -, una ferita che deve essere rimossa”.
“Questa scritta è solo una provocazione – ribadisce la rappresentante degli studenti Clio Venanzi -. Ci siamo sentiti feriti”.
“La memoria pubblica riguarda tutti – continua Agnese Bertolotti di Istoreco -. Un intervento che modifica un luogo pubblico, come la scritta casa del balilla, comporta una responsabilità verso la comunità e la repubblica. È in gioco il significato dei simboli che contribuiscono a formare la coscienza pubblica nel presente e quello delle generazioni future”.
Ad inviare una lettera agli organizzatori la sindaca di Viterbo Chiara Frontini, che al contrario di quanto richiesto dal presidio appoggia le decisione della provincia e soprintendenza.
“Personalmente – scrive Frontini -, condivido l’impostazione istituzionale e di profondo equilibrio espressa dalla provincia in questa circostanza. La scelta a cui si è pervenuti – preservare la testimonianza storico-architettonica, attenuando al tempo stesso l’evidenza attraverso una ricalibratura cromatica – è un buon punto di equilibrio, rispettoso sia della tutela del bene architettonico oggetto di restauro e ristrutturazione, sia della sensibilità profondamente democratica della nostra comunità”.
Ad intervenire anche Walter Mancini e la professoressa del classico Annarita Burgi. Mancini: “Una mobilitazione che è stata capace di suscitare entusiasmo e partecipazione enormi”.
Burgi: “Chiediamo coerenza e chiarezza, cose che non ci sono state”.
Viterbo – Liceo classico – Il Buratti non si tocca – Aurelio Rizzacasa
Infine, Aurelio Rizzacasa, intellettuale cattolico e già docente universitario di filosofia.
“Quella sulla facciata del liceo classico è un simbolo di schifosa propaganda politica – conclude con asprezza Rizzacasa -. Dobbiamo pretendere la cancellazione della scritta Casa del Balilla, e se non lo fanno dobbiamo distruggerla”.
Daniele Camilli
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