Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Paolo Henrici De Angelis: "Sorprendente che, nel progettare i lavori di manutenzione della facciata, non si sia pensato a Buratti"

“La scritta Casa del Balilla non ha niente a che fare con l’istituzione scolastica come mezzo per l’educazione libera e democratica”

Condividi la notizia:

Viterbo – Pubblichiamo l’intervento di Paolo Henrici De Angelis che doveva essere presente al convegno di lunedì 14 settembre “Quali politiche della memoria nella nostra repubblica?” ma che non è potuto essere presente – L’architetto Santini, responsabile del procedimento per la provincia, ci ha cortesemente informato del fatto che le lavorazioni attinenti alla scritta “Casa del Balilla”  sono tuttora in corso d’opera, perché la sovrintendenza ha richiesto nuovi documenti e dati tecnici, e che sarà poi redatta una “relazione specialistica”.

Ogni elemento di conoscenza è sempre benvenuto, ma sembra che la Sovrintendenza tenda ancora a presentare la scelta sulla scritta al Buratti come scelta “tecnica”, legata alle regole del restauro.

Paolo Henrici De Angelis

Paolo Henrici De Angelis


Che ne abbia coscienza o no, la questione è profondamente politica, e per quanto piccola in sé coinvolge questioni profondamente legate ai problemi dell’oggi, proprio perché simbolica e di principio.

Non si tratta di archeologia, di questioni superate di cui ci ostiniamo ad occuparci noi dell’Anpi e altri maniaci, ancora dediti alla lotta contro il fascismo “storico”, che sarebbe lontano e irripetibile, mentre “ben altri” sarebbero i problemi dell’oggi.

In realtà l’Anpi è profondamente coinvolta nel presente e impegnata per il futuro, angosciosamente consapevole delle nuove forme in cui l’autoritarismo, il nazionalismo, l’imperialismo, il militarismo e la guerra si presentano con violenza inedita sulla scena mondiale, e della gravissima crisi delle democrazie e delle istanze di libertà e uguaglianza su cui si fondano.

Pretendono di incarnare il futuro, ma sono proprio i nuovi “grandi” della tecnologia e dell’economia e i nuovi autocrati o aspiranti tali in Europa e in tutto l’occidente a sottolineare il loro legame con il fascismo e il nazismo storici, ne adottano le idee e i simboli e ne sostengono i rappresentanti di oggi. Da anni combattono e indeboliscono l’Unione Europea e le nostre democrazie e ne ostacolano il funzionamento per poi utilizzare politicamente lo scontento e la crisi.

Lo scopo è di combattere frontalmente il pensiero democratico rinato dopo il disastro delle guerre mondiali e faticosamente incarnato nelle costituzioni democratiche, come la nostra, e nelle istituzioni e norme internazionali che, con enormi compromessi e contraddizioni, sono comunque basati sull’idea dei diritti dei popoli e sull’uguaglianza e la pari dignità tra le persone, “senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

Sono proprio queste idee e queste regole, i diritti politici e civili e lo stato sociale che i nuovi “grandi” considerano un ostacolo per le loro ambizioni, e vogliono distruggere. Ci riusciranno, forse, ma c’è ancora spazio per lottare.

Perciò democrazia e libertà, diritti dell’uomo e del cittadino, pace e diritti dei popoli e delle nazioni sono idee di oggi e insieme sono le stesse che hanno animato le lotte degli antifascisti, e per cui si è sacrificato Mariano Buratti come tanti altri, in un’Italia in cui ancora una volta nella storia le nuove grandi idee sul futuro italiano ed europeo sono state costrette a nascere soprattutto in carcere e al confino, nell’emigrazione e sulle montagne.

Avevano quindi buoni motivi le forze democratiche per cancellare o rimuovere, durante e dopo la caduta del fascismo, i simboli e le scritte che ossessivamente ne celebravano la grandezza “imperitura”. Una ripulitura che è stata fatta senza estremismi o eccessivo accanimento, tanto che della propaganda fascista sono rimasti fin troppi esempi, grandi e piccoli, che nella maggioranza dei casi sono lentamente sbiaditi.

I motivi però erano tanto più forti nel caso delle scuole: un settore nel quale l’ideologia fascista si era particolarmente accanita nel forgiare le strutture, i metodi e i contenuti educativi e dove più stridente era ed è il contrasto con le idee di un’educazione democratica indirizzata a sviluppare la libertà dei giovani.

L’attuale Buratti, benché costruito negli anni venti e trenta, era un edificio scolastico di tipologia tradizionale e stile eclettico, come tanti altri edifici costruiti o riadattati dopo l’unità d’Italia. Fu consegnato e intitolato dopo la costruzione all’”Opera Nazionale Balilla”, e destinato all’educazione fascista dei giovani italiani. Un’educazione senza alternative, perché con l’istituzione dell’Onb, poi Gil, tutte le altre associazioni giovanili furono chiuse con la forza, con la parziale eccezione dell’Azione cattolica, ridotta all’attività catechistica.

Organizzatore dell’Onb fu Renato Ricci, squadrista e omicida, complice del Dùmini assassino di Matteotti, poi grande gerarca e seguace di Mussolini fino alla Repubblica Sociale, comandante della “Guardia Repubblicana” destinata alla repressione della Resistenza, arrestato e poi amnistiato dopo la guerra. Un eroe per i fascisti, incongruamente ricordato con favore, come “pedagogo” che era andato perfino a studiare i sistemi educativi americani in una lettera sorprendente firmata dalla Sovrintendente. Una “pedagogia” fondata sul militarismo e sulla gerarchia.

Niente a che fare con l’istituzione scolastica delineata dalla Costituzione, come mezzo per l’eguaglianza dei cittadini e per l’educazione libera e democratica, nel quadro dell’art 3 che prescrive: “è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

Sono scopi intrinsecamente opposti. Quindi non è un caso che le scritte fasciste siano state cancellate e che l’edificio, riattato con i fondi del piano Marshall dopo i danni della guerra, sia stato dedicato negli anni sessanta a Mariano Buratti, educatore, allievo e poi docente della scuola, combattente della Resistenza, medaglia d’oro al valor militare, fucilato nel 1944. Uno dei tanti giovani che, cresciuti durante il fascismo e inizialmente nutriti dalla propaganda nazionalista spacciata per patriottica, giunsero dopo esperienze dolorose personali e pubbliche alla critica, al pensiero democratico, alla lotta partigiana.

Ripristinare in qualsiasi forma, con qualunque motivazione, la dedica dell’edificio all’Onb non è un atto di restauro, ma di restaurazione. Un tentativo di scegliere Renato Ricci invece di Mariano Buratti come esempio per gli studenti e i cittadini. Di ricostruire la presenza fascista nello spazio urbano e la cultura fascista nelle scuole.

Scusate se cito il nostro comunicato di luglio: In nome di che ripristinare quella scritta? Del rispetto della “storia”? Ma la storia è proprio quella che qualcuno, in questa vicenda non ha capito.

L’hanno dovuta capire a loro spese tanti italiani, e in particolare un’intera generazione di giovani cresciuta durante il fascismo ed esposta solo a quella propaganda. Si trovarono a confrontarsi con il disastro del fascismo, e a ricostruire con fatica, in mezzo alla guerra ed all’invasione nazista, il rapporto con le generazioni politiche e intellettuali precedenti al fascismo e con il pensiero democratico, con cui era stata loro negata ogni comunicazione.

Liceo classico Mariano Buratti - I lavori di manutenzione straordinaria

Liceo classico Mariano Buratti – I lavori di manutenzione straordinaria


Uno di loro era Mariano Buratti, che il suo coraggio e la sua intelligenza l’ha pagata con la vita, e cui oggi si dà un calcio in faccia, con la scusa della “storia” e della “tecnica” del restauro.

In una strana lettera la sovrintendente Margherita Eichberg si presenta come eroica ribelle contro il “pensiero unico”. Il tentativo di imporre un “pensiero unico” in Italia c’è stato, e proprio ad opera del regime per il quale lascia trasparire una forte nostalgia. Per imporlo, quel pensiero unico, uno dei mezzi fu proprio la fanatica, ossessiva imposizione del proprio “marchio” dovunque, a partire dalle opere pubbliche, anche quelle comunissime, pagate da tutti gli italiani (e finanziate anche con la spoliazione degli avversari politici, degli ebrei, dei popoli colonizzati, di chiunque non piacesse al regime).

Di qui il diluvio di simboli, fasci, aquile, motti, scritte in lettere “fasciste” su qualunque cosa, grande o minima, dall’Eur ai tombini delle fogne (qui forse c’era una premonizione?).

Ora, è sorprendente che, nel progettare i lavori di manutenzione della facciata, non si sia presa in considerazione l’idea di riportare la dedica dell’edificio a Mariano Buratti.

È sorprendente che in sede di progetto non si sia affrontato il problema della scritta fascista sulla facciata, in parte ancora visibile.

È sorprendente che, una volta sorta la questione durante i lavori, si sia evidenziata la scritta, e non sia stata interpellata l’amministrazione provinciale, organo politico, parte dello stato fondato sulla Costituzione, come se la scelta fosse “tecnica” e non politica.

È sorprendente che non sia stata interessata e interpellata l’opinione pubblica, come se non fosse d’interesse pubblico lo spazio urbano.

È stato necessario l’intervento della stampa perché la questione fosse posta, e ancora adesso non si è avuto un confronto pubblico, né tra l’amministrazione provinciale e le associazioni e istituzioni coinvolte, né con la sovraintendenza, a quanto pare convinta che si tratti di affar suo.

Invece è affar nostro.

Liceo classico Mariano Buratti - Una vecchia foto con la scritta "Opera Balilla"

Liceo classico Mariano Buratti – Una vecchia foto con la scritta “Opera Balilla”


Come Anpi, insieme a tutte le associazioni, le istituzioni, le forze politiche democratiche, le associazioni culturali, l’università intendiamo informare l’opinione pubblica, i cittadini, gli insegnanti, gli studenti.

Rifare ex-novo o rendere di nuovo leggibile la scritta fascista sull’edificio sarebbe una forzatura inaccettabile, contraria al carattere antifascista della nostra Costituzione e alle norme sull’apologia del fascismo.

Appellarsi alle regole del “restauro scientifico” non ha in questo caso, alcun significato, e maschera malamente una volontà che non ha niente di tecnico, una volontà non di restauro di un edificio, ma di restaurazione e nostalgia dell’epoca in cui, chiuse con la forza tutte le altre associazioni giovanili libere, l’edificio fu destinato all’educazione “Ideologica, fisica e militare della gioventù” in senso fascista.

Perciò, riprendendo il documento alla base di questa assemblea, chiediamo all’amministrazione provinciale e a tutte le amministrazioni interessate: di non chiudere i lavori con la scritta resa visibile, come è apparsa sulle foto pubblicate dalla stampa, rifatta, o ricostruita che sia, di coprire la scritta fascista, anche senza distruggerla, ma rendendola praticamente non distinguibile, come è stato finora. Di inserire l’intitolazione dell’edificio a Mariano Buratti nella fascia orizzontale sopra le finestre del primo piano o altra soluzione analoga, per esempio ispirata a quella adottata, dopo lungo dibattito, per il per il recupero e la contestualizzazione storico-patrimoniale della “Casa Littoria” di Bolzano.

Ci rivolgiamo all’amministrazione provinciale, proprietaria dell’edificio e committente dei lavori, al consiglio provinciale, ai comuni e alle forze politiche della provincia, perché intervengano in questo senso.

Chiediamo l’appoggio di tutte le associazioni antifasciste, delle associazioni culturali, delle forze politiche e sindacali.

Chiediamo agli studenti e al corpo docente, non solo del Buratti, ma di tutte le scuole della provincia di opporsi con tutte le forme di lotta democratica alla intitolazione all’Opera Nazionale Balilla o alla Gil, di riaffermare il diritto ad una scuola libera e pluralista nell’ambito della nostra democrazia repubblicana.

Chiediamo alla popolazione di Viterbo di intervenire e di essere protagonista di questa legittima e doverosa istanza proveniente dalla società civile.

Noi non ci arrendiamo e non ci arrenderemo al fatto compiuto.

 

Il presidente della sezione di Viterbo
“Nello Marignoli” dell’Anpi
Paolo Henrici De Angelis


Condividi la notizia:
16 settembre, 2026

Casa del Balilla ... Gli articoli

  1. La costituzionalista Giovanna Montella: “Casa del Balilla sul Buratti, uno sfregio visivo della memoria”
  2. Liceo Buratti, piccola scritta “Opera nazionale Balilla” sul lato dell’edificio
  3. Scritta "Casa del Balilla" sul liceo Buratti, quali politiche della memoria?
  4. "La scritta casa del Balilla va resa nuovamente invisibile, come lo è stata per generazioni"
  5. “L’assenza della scritta Casa del Balilla è parte integrante della storia dell’edificio”
  6. Casa del Balilla, ricreare quella scritta non è stata proprio una genialata...
  7. "Casa del Balilla: nessuna prova fotografica inconfutabile e nessuna risposta esaustiva dalle istituzioni"
  8. "Dopo significative manifestazioni di dissenso sulla ricomparsa della scritta, non sono giunte risposte"
  9. Io so’ io e voi, cittadini e giornalisti, non siete un cazzo...
  10. "Restituire visibilità alla scritta 'Casa del Balilla' è un errore"
  11. Lavori al classico, nei documenti iniziali nessuna traccia della scritta “Casa del Balilla”
  12. Casa del Balilla sul Buratti, una sciatta e illogica lettera per difendere un intervento indifendibile
  13. “Restituire visibilità alla scritta ‘Casa del Balilla’ è una precisa scelta culturale”
  14. “La scritta Casa del Balilla va completamente rimossa, senza rassegnarsi a soluzioni di compromesso”
  15. “La scritta Casa del Balilla va completamente rimossa, senza rassegnarsi a soluzioni di compromesso”
  16. “Casa del Balilla, quella scritta costituirebbe un inaccettabile sfregio”
  17. Casa del Balilla sul liceo Mariano Buratti, tutta Italia guarda all’operato della soprintendente Margherita Eichberg
  18. “Gentilissima dottoressa Margherita Eichberg, le attesto pubblicamente la mia solidarietà...”
  19. “La scritta Casa del Balilla offende la memoria di chi seppe dire no al fascismo”
  20. Margherita Eichberg fa ricreare la scritta Casa del Balilla ma se ne frega delle opere di Alessio Paternesi in pericolo
  21. "Non voglio che le mie figlie vadano a scuola alla Casa del Balilla"
  22. "La soprintendente Eichberg renda pubblici gli atti e dica chi ha scelto di ridipingere quella scritta"
  23. La soprintendente Margherita Eichberg si dimetta
  24. “La scritta Casa del Balilla è incompatibile con il nome e la funzione educativa della scuola”
  25. “Margherita Eichberg difende un intervento che non ha nulla di storico e artistico”
  26. “Mi incateno al cancello del liceo classico perché la scritta Casa del Balilla deve essere cancellata”
  27. “Il futuro di una scuola della repubblica non può essere scritto con le parole di una dittatura”
  28. "Se si restaurasse la torre dell'orologio delle Poste, la soprintendente Eichberg farebbe ricollocare i fasci?"
  29. Margherita Eichberg, studi lei chi era Renato Ricci...
  30. “Memoria, antifascismo e legalità: Viterbo ritrovi coerenza”
  31. “Viterbo non ha bisogno di una politica detonalizzata”
  32. “Il Buratti non si tocca”, crescono le adesioni al sit-in del 25 luglio
  33. “Il Buratti non si tocca”, sabato il sit-in davanti al liceo
  34. “Una scritta fascista sul liceo Mariano Buratti è uno sfregio intollerabile”
  35. "Contraddetti i principi del restauro, quella scritta 'riportata all'origine' inserisce un elemento non autentico nell'opera legandola a un preciso momento temporale"
  36. “Il liceo classico di Viterbo è una realtà democratica, aperta e progressiva”
  37. “La scritta non è storia, ma una precisa scelta politica”
  38. “La scritta ‘Casa del Balilla’ va documentata e poi ricoperta”
  39. “La scritta 'Casa del Balilla' era ben chiara, ora ne sarà attenuato il colore”
  40. “La scritta 'Casa del Balilla' resterà, ma sarà detonalizzata”
  41. “Quella scritta cancella la memoria e la storia della Resistenza”
  42. L'ex Casa del Balilla diventi il liceo classico Mariano Buratti: una proposta per riscrivere la memoria della città
  43. “Quella facciata non è un’offesa a Buratti, è il suo trofeo”
  44. “'Casa del Balilla' era perfettamente leggibile, il cantiere è ancora in itinere”
  45. “Se la scritta 'Casa del Balilla' resta mi incateno al cancello del liceo classico”
  46. “Valditara spieghi chi ha autorizzato la scritta Casa del Balilla sul liceo Mariano Buratti”
  47. Lo spazio pubblico della Repubblica e il dovere della memoria: il caso del liceo Buratti
  48. “Chiediamo chiarezza sulle ragioni e sulle procedure che hanno portato al ripristino della scritta "Casa del Balilla"”
  49. “La scritta Casa del balilla è un’operazione ideologica”
  50. La scritta “Casa del Balilla” e il lento declino della democrazia
  51. “Presenteremo un’interrogazione parlamentare sulla scritta Casa del Balilla”
  52. “Zio Mariano amava la vita e la libertà, quella scritta è un’offesa alla sua memoria”
  53. “Il liceo Buratti non può diventare la Casa del Balilla”
  54. “La scritta 'Casa del Balilla' è incompatibile con i valori della scuola e della Costituzione”
  55. "Inaccettabile l’offesa a Mariano Buratti e alla Resistenza"
  56. "Ex Gil, ripristinare quell'iscrizione significa riabilitare il simbolo del regime"
  57. "La memoria della Resistenza e l’antifascismo non si toccano"
  58. Margherita Eichberg, fuori le carte! Fuori le foto!
  59. "Quella scritta non racconta la storia, salva la propaganda fascista e ne cancella le macerie..."
  60. "Dal trasferimento della dirigente alla scritta fascista, segnali di una deriva preoccupante"
  61. ""Casa del Balilla" sulla facciata del liceo Buratti, le fonti storiche rivelano l'inesistenza della scritta"
  62. "Liceo Buratti, i simboli della dittatura apparsi offendono memoria e costituzione"
  63. “Politicamente non è opportuno, non sapevo che avrebbero ridipinto la scritta”
  64. “La storia non si cancella con una mano di vernice”
  65. “Una scelta scellerata che offende la memoria di Mariano Buratti”
  66. “La scritta ‘Casa del Balilla’ venga rimossa subito, la provincia chiarisca”
  67. “Da restauro a restaurazione il passo è breve”
  68. “Un oltraggio al partigiano simbolo dell’antifascismo viterbese”
  69. “Quella scritta è uno schiaffo a Mariano Buratti, Luigi Petroselli e alla città”
  70. “La memoria non si tutela con il pennello facile, la scritta ‘Casa del Balilla’ sul Buratti è una ricostruzione casareccia e caricaturale”
  71. Chi ha deciso di sputare in faccia a Mariano Buratti?

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Banner_CNA_200x100

confartigianato

 


Next-settembre-15-9-26

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/congratulazioni-per-questo-meraviglioso-traguardo-raggiunto/