Monterosi – Caterina Dezi verso il giudizio immediato.
Per la maestra di Ronciglione, arrestata per maltrattamenti in famiglia sui piccoli dell’asilo di Monterosi, si fa strada l’ipotesi del processo subito, senza udienza preliminare.
Le indagini sui maltrattamenti alla scuola materna di via Caduti di tutte le guerre sarebbero in dirittura d’arrivo.
A giorni la maestra 53enne, agli arresti domiciliari dal 6 marzo, potrebbe ricevere un decreto di giudizio immediato. Una formula processuale che la procura può scegliere solo in presenza di indizi solidi. E a carico della maestra ce ne sarebbero molti.
A cominciare dai filmati che documentano i maltrattamenti. Video di pochi minuti ripresi dalle videocamere piazzate dagli investigatori, dopo le prime segnalazioni dei genitori.
Immagini che stringono il cuore: i bambini vengono schiaffeggiati, spintonati, presi per un braccio o per il bavero del grembiulino e strattonati a terra con forza, per poi rimanere sul pavimento a piangere disperati (video).
Nessuna scena di violenza bruta. Ma basta poco per avere ragione di un bimbo di tre anni. E quelle spinte che facevano finire i piccoli addosso ai mobili della classe, col rischio anche di sbattere la testa o farsi male, sono sembrati crudelmente sproporzionati tanto al pm, quanto al gip.
Nella sua ordinanza di custodia cautelare, il giudice Franca Marinelli parla di “metodi poco pedagogici”, “rimproveri costanti e continui” e ricorso alla forza fisica. Ma l’arresto sarebbe scattato comunque, anche senza la richiesta del pm Fabrizio Tucci: la mattina del 6 marzo scorso, i carabinieri di Monterosi, guidati dal maresciallo Della Corte, si erano precipitati alla scuola di via Caduti di tutte le guerre per l’ennesima segnalazione. Arresto in flagranza e ordinanza di custodia cautelare sono arrivati praticamente in contemporanea.
Non solo botte, ma anche insulti: “ignoranti”, “stupidi”, “teste di rapa”. E poi: “Vaffanculo, mi hai rotto i coglioni”. Un linguaggio certamente inappropriato e diseducativo per una classe di bambini di tre anni. Lo stesso gip scrive nell’ordinanza d’arresto che la maestra può “incidere in maniera destabilizzante” sui bimbi per la loro “piccolissima età”.
Il giudizio immediato comporterebbe una scelta, per la difesa. L’avvocato Massimo Pistilli tiene aperta la porta del patteggiamento o del rito abbreviato, ma per ora non ha deciso. Dopo due mesi e mezzo di arresti domiciliari, la difesa potrebbe presentare un’istanza al gip per chiedere una misura più attenuata.
Intanto i genitori dei bambini si sono rivolti a un legale. Sarà Giovanni Labate a rappresentare le mamme e i papà dei piccoli alunni della scuola. Quasi tutti hanno deciso di fare fronte comune contro la maestra Dezi e di costituirsi parte civile in un futuro processo.
L’avvocato Labate ha già presentato un esposto contro la scuola, mirato ad approfondire eventuali omissioni. Possibile che nessuno si sia accorto di quello che succedeva tra le mura dell’aula?
In caso di patteggiamento, la maestra sarebbe dispensata dal risarcimento ai familiari dei bambini. A quel punto, resterebbe solo l’eventualità di una causa civile: i genitori sono già pronti.
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