Monterosi – Bimbi maltrattati, udienza per la maestra Dezi.
E’ fissata a venerdì l’udienza per il patteggiamento di Caterina Dezi.
La maestra d’asilo di Monterosi, accusata di aver maltrattato i suoi piccoli alunni di tre anni, è intenzionata a concordare la pena col pubblico ministero.
Una soluzione che le consentirà di avere una sicura condanna, ma scontata di un terzo, rispetto a quella che avrebbe potuto ottenere con un processo ordinario.
Due anni l’accordo cui sarebbero giunti il pm titolare dell’indagine, Fabrizio Tucci, e la difesa, rappresentata dall’avvocato Massimo Pistilli. L’ultima parola spetterà al gip del tribunale di Viterbo, che dovrà decidere sulla congruità del patteggiamento.
La vicenda dei maltrattamenti alla scuola di via Caduti di tutte le guerre era cominciata nel settembre 2013. E’ da lì in poi che partono le prime segnalazioni dei genitori alla locale caserma dei carabinieri. Il maresciallo Della Corte e i suoi uomini vengono a sapere di strani segni rossi sui piccoli dell’asilo, con un anomalo e visibile stato d’ansia e una tendenza a fare la pipì a letto più spesso del solito.
I sospetti si concentrano su una maestra in particolare: Caterina Dezi, 53enne di Ronciglione. Incensurata. Anche se più di un genitore si era lamentato dei suoi metodi in una scuola materna a Nepi, negli anni precedenti. In quel caso era bastata la lettera al dirigente scolastico. A Monterosi, invece, interviene l’autorità giudiziaria, che dispone il posizionamento di microcamere direttamente in aula, per monitorare la maestra.
Ne viene fuori un resoconto shock: i piccoli vengono schiaffeggiati, insultati, trattati con modi rudi anche per un adulto. Le immagini mostrano la maestra che li prende per il bavero del grembiulino e li strattona. Li sbatte a terra e li lascia sul pavimento a piangere. In un video, uno dei piccoli viene scaraventato contro un armadietto dell’aula. “Metodi poco pedagogici”, li definisce il gip Franca Marinelli nella sua articolata ordinanza di custodia cautelare.
E l’arresto scatta la mattina del 6 marzo. Doppio, perché i carabinieri intervengono per bloccarla in flagranza di reato dopo l’ennesima segnalazione di un genitore. Ma l’avrebbero arrestata comunque, in esecuzione dell’ordinanza del tribunale viterbese. Arresti domiciliari per un mese e mezzo. Poi la libertà. Ora il patteggiamento. Ma concordare la pena non basterà a mettere fine ai guai della maestra Dezi.
I genitori dei bimbi della scuola hanno nominato l’avvocato Giovanni Labate per curare i loro interessi. L’intenzione è di fare fronte comune contro la maestra e intentare una causa civile per il risarcimento.
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