Monterosi – Maltrattamenti all’asilo di Monterosi, una mamma scopre, guardando il video dei carabinieri, che il suo bambino di tre anni veniva messo dalla maestra in mezzo all’aula, mentre gli altri scolaretti gli dovevano dire in coro “sciocchino”.
La madre è uno dei familiari che si sono costituiti parte civile, assistiti dall’avvocato Giovanni Labate, nel processo alla preside. Preside che, nonostante tre mesi di denuce e due assemblee coi genitori, non avrebbe fatto niente per tutelare i piccoli scolari.
Per questo Anna Grazia Pieragostini è finita sotto processo con le stesse accuse della maestra Caterina Dezi, arrestata il 6 marzo 2014 a scuola, che ha patteggiato due anni. Maltrattamenti aggravati in concorso, per non avere impedito le condotte della maestra inchiodata dalle telecamere dei carabinieri e arrestata in flagrante il 6 marzo 2014 dopo che aveva sbattuto un bambino contro lo spigolo di un armadietto.
“Mio figlio andava al nido già a 18 mesi. Di punto in bianco, a tre anni, è tornato a dormire nel lettone, perché vedeva i mostri in cameretta. Un giorno ho fatto per togliergli le dita dal naso mentre stava davanti alla televisione, ha avuto una reazione assurda e mi ha detto ‘è perché la maestra mi mena’”, ha raccontato la madre al giudice Silvia Mattei, pm Barbara Santi. Ma parlare con la preside è stato inutile: “Solo dopo che i carabinieri l’hanno inchiodata con le telecamere ho saputo che metteva mio figlio in mezzo alla stanza e gli faceva dire ‘schiocchino’ dagli altri in circolo”.
Dopo tre mesi di “buio” sono usciti dal tunnel chiedendo aiuto ai carabinieri. “La preside non ci dava ascolto. Diceva che le telecamere non si potevano mettere, che se andavamo dai carabinieri ci sarebbe andato di mezzo il buon nome della scuola, che davamo retta a bambini di tre anni “. “Dopo aver presentato denuncia in caserma contro la maestra, non abbiamo più cercato la preside. Oramai eravamo certi che qualcuno avesse preso a cuore i nostri bambini”, ha risposto ai difensori Antonio Stellato e Luigi Sini.
I guai sono proseguiti anche dopo l’arresto di Caterina Dezio. “I bambini erano abituati alla giungla. Si tiravano le sedie. Ma nessuno ci ha chiesto come stessero. La preside non ci ha neanche chiesto scusa”.
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