Monterosi – Bimbi maltrattati, a giudizio la preside.
Nuovo capitolo nell’indagine sui maltrattamenti alla scuola materna di Monterosi.
Dopo la condanna della maestra Caterina Dezi per gli spintoni agli alunni di 3 anni, arriva a processo la dirigente scolastica Anna Grazia Pieragostini.
L’accusa è la stessa: maltrattamenti aggravati sui piccoli dell’asilo di via Caduti di tutte le guerre. Una specie di reato ‘passivo’, chiamato concorso di colpa in giurisprudenza: la preside non ha maltrattato direttamente i bambini ma, secondo la procura, non avrebbe fatto nulla per evitare ciò che puntualmente succedeva in classe. Schiaffi, spintoni e strattonamenti che finivano sempre allo stesso modo: con i piccoli a terra in lacrime, quando non venivano scaraventati addosso a qualche mobiletto della classe.
I bimbi tornavano a casa mortificati e coperti di lividi. Piano piano hanno rotto il silenzio e raccontato tutto ai genitori. L’indagine della procura parte quasi subito: già a inizio anno scolastico 2013-2014, le segnalazioni si moltiplicano. Le telecamere installate nella scuola mostrano le immagini shock dei piccoli presi a ceffoni e lasciati a piangere disperati. E’ l’estrema ratio: da mesi i genitori cercavano l’aiuto della preside.
“Per un po’ siamo andati avanti con le riunioni, ma abbiamo trovato il muro della dirigente scolastica”, dichiarò la rappresentante dei genitori Alberta Platti, dopo la condanna della maestra Dezi. Più di una mamma e di un papà, in attesa della sentenza, parlarono di “omertà” e di “tentativi prioritari di salvaguardare l’immagine della scuola”.
La mastra patteggia due anni con la condizionale e resta in libertà. Ma i genitori ne hanno anche per la preside e, tramite l’avvocato Giovanni Labate, presentano un esposto per omesso controllo all’interno della scuola.
Anna Grazia Pieragostini viene indagata nel fascicolo parallelo aperto dal pm Fabrizio Tucci. Che ora ottiene il processo subito. Udienza a dicembre.
“E’ un’accusa che non sta in piedi – afferma l’avvocato della preside Antonio Stellato -. Presuppone che la dirigente di plesso non abbia svolto tutti i controlli del caso quando, invece, li ha fatti. Peraltro, la maestra aveva una regolare abilitazione e lavorava a stretto contatto con gli altri insegnanti”.
L’avvocato ha già deciso: nessun rito alternativo. La dirigente scolastica si difenderà in tribunale, con una corposa lista di testimoni.
Stefania Moretti
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