Monterosi – Parleranno il mese prossimo i primi testimoni dell’accusa al processo contro Anna Grazia Pieragostini, ex preside della scuola materna di Monterosi.
E’ accusata di maltrattamenti sui piccoli dell’asilo di via Caduti di tutte le guerre. Maltrattamenti di riflesso, perché a strattonare, picchiare, insultare e prendere a parolacce una quindicina di bimbi di 3 anni era stata la maestra Caterina Dezi, 53enne di Ronciglione, già condannata a due anni col patteggiamento. L’ex preside della scuola, oggi dirigente scolastico dell’istituto comprensivo “Anna Molinaro Carelli” di Montefiascone, è a giudizio per non aver impedito quelle violenze fisiche e verbali sui bambini, ignorando deliberatamente le segnalazioni dei genitori.
L’udienza di ieri è stata rinviata per il legittimo impedimento dell’avvocato Antonio Stellato, difensore della preside, a letto con 39 di febbre. A marzo saranno ascoltati i primi cinque testimoni dell’accusa, tra cui la rappresentante di classe Alberta Platti e il maresciallo Mario Della Corte, comandante dei carabinieri di Monterosi, che indagò fin dalla prima ora.
Le manette per la maestra Dezi scattano a marzo 2014. Già da settembre i genitori notano i primi lividi e segni rossi sui piccoli e uno stato d’animo tutt’altro che sereno. Piano piano, i bambini raccontano. I genitori si attivano, ma le riunioni a scuola sono un disastro: la preside sembra minimizzare e non ascoltare. Più di una mamma e di un papà parlano di “omertà” e di “tentativi prioritari di salvaguardare l’immagine della scuola rispetto al benessere dei bambini”.
La verità è nei filmati registrati dai carabinieri, che monitorano l’aula con le telecamere e all’ennesimo episodio, intervengono per arrestare la maestra in flagranza. Anche se c’è già pronta l’ordinanza di custodia cautelare del gip Franca Marinelli. Tempo quattro mesi e la maestra patteggia.
Ma ai genitori non basta. Tramite il loro avvocato Giovanni Labate presentano un esposto per omesso controllo all’interno della scuola. La procura – pm Fabrizio Tucci – ipotizza un reato più grave, lo stesso della maestra: maltrattamenti aggravati su minori. La condanna dei genitori dei piccoli, per i loro appelli non ascoltati, la preside l’ha già avuta: “Tutti sapevano, ma nessuno ha fatto nulla”. Mentre, per la difesa, “le accuse a carico della preside, semplicemente, non stanno in piedi”.
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