Monterosi – Bimbi maltrattati, è iniziato ieri il processo alla preside della scuola materna di Monterosi.
Anna Grazia Pieragostini risponde dello stesso reato di Caterina Dezi, la maestra già condannata a due anni: maltrattamenti aggravati sui bambini della sezione B dell’asilo di via Caduti di tutte le guerre. Bimbi di appena 3 anni.
La preside ne è accusata di riflesso, per non aver impedito che i piccoli venissero picchiati, insultati, strattonati per quasi un intero anno scolastico.
Ieri, prima udienza davanti al giudice del tribunale di Viterbo Silvia Mattei. L’avvocato della preside, Antonio Stellato, ha contestato le costituzioni di parte civile e il rito immediato, voluto dal pm Fabrizio Tucci per evitare che il procedimento ristagnasse nelle secche dell’udienza preliminare.
Per la difesa, il decreto di giudizio immediato era stato fatto oltre i limiti di tempo canonici. Un accoglimento della richiesta avrebbe fatto fare al processo un balzo all’indietro, fino all’udienza preliminare. Non è successo: il “processo subito” resta, così come le costituzioni di parte civile di cinque genitori, che chiedono i danni alla preside.
“Parliamo di una vicenda drammatica – ha ricordato in aula l’avvocato Giovanni Labate, per le mamme e i papà come sempre presenti in aula -. Almeno 15 bambini hanno subìto violenze da parte di persone istituzionalmente delegate a tutelarli. Dopo i maltrattamenti, hanno avuto una fase regressiva: pipì a letto, difficoltà a entrare in stanze buie, ad andare a scuola, a fidarsi dei loro insegnanti”.
Le manette per la maestra Dezi scattano a marzo 2014. Già da settembre i genitori notano i primi lividi e segni rossi sui piccoli e uno stato d’animo tutt’altro che sereno. Piano piano, i bambini raccontano. I genitori si attivano, ma le riunioni a scuola sono un disastro: la preside sembra minimizzare e non ascoltare. Più di una mamma e di un papà parlano di “omertà” e di “tentativi prioritari di salvaguardare l’immagine della scuola”.
La verità è nei filmati registrati dai carabinieri, che monitorano l’aula con le telecamere e all’ennesimo episodio, intervengono per arrestare la maestra in flagranza. Anche se c’è già pronta l’ordinanza di custodia cautelare del gip Franca Marinelli. Tempo quattro mesi e la maestra patteggia.
Ma ai genitori non basta. Tramite il loro avvocato Giovanni Labate presentano un esposto per omesso controllo all’interno della scuola. La procura ipotizza un reato più grave. Lo stesso della maestra: maltrattamenti aggravati su minori. La condanna dei genitori dei piccoli, per i loro appelli non ascoltati, la preside l’ha già avuta: “Tutti sapevano, ma nessuno ha fatto nulla”.
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