Viterbo – “Non lasceremo un buon ricordo e da marzo stop ai servizi”.
Marcello Meroi traccia un bilancio dell’anno di Palazzo Gentili e non si dice per nulla soddisfatto. In lui c’è il rammarico di chiudere una parentesi amministrativa nel peggiore dei modi a causa di una riforma che definisce “scellerata” e che non porterà alcun risparmio, ma solo la mancanza di servizi anche prima della fine del mandato dell’ente. Con il 70 per cento dei fondi in meno Viterbo, per il presidente, dovrà fare i salti mortali.
Un bilancio dell’anno appena trascorso.
“Il bilancio – dice Meroi – viene contro questa pseudo riforma delle province che mette solo in difficoltà tanti lavoratori e azzera i servizi ai cittadini. Viterbo avrà il 70,54 per cento in meno dei finanziamenti e, di fronte a questo, credo che, se non si provvederà in qualche modo a rivisitare la norma, a marzo, non erogheremo più prestazioni”.
Un futuro nero…
“Il quadro è molto negativo e se questa è la risposta che il governo ha dato per la difesa del terrorio, allora auguri per il 2015”.
Come giudica il lavoro della sua amministrazione?
“Al di là delle critiche, per carità legittime e molte delle quali anche meritate, abbiamo cercato per tutto l’anno di mantenere i livelli occupazionali e questo ci tengo a sottolinearlo. Siamo una delle pochissime province ad aver chiuso un bilancio in attivo, pur nelle mille difficoltà, e abbiamo rispettato il patto di stabilità e molti degli impegni assunti del territorio a partire dalla difesa ambientale, all’edilizia scolastica e al dimensionamento scolastico. Abbiamo fatto il possibile coi pochi soldi a disposizione”.
Ha qualcosa da rimproverarsi?
“Se avessimo potuto incassare i 26 milioni che dobbiamo avere dalle Regioni, i quattro dai comuni e i 13 dal ministero dell’Interno, probabilmente molta gente si sarebbe lamentata di meno. Bisognerebbe quindi individuare le reali responsabilità invece di fare demagogia sulle province”.
Le strade della provincia sono in pessime condizioni.
“Tutto quello che abbiamo recuperato in questi ultimi mesi, circa quattro milioni, lo abbiamo investito nel rifacimento di strade e nell’edilizia scolastica. Andremo avanti così fino alla chiusura del nostro mandato ad aprile”.
E’ soddisfatto di come vanno le cose in questi due settori?
“Abbiamo fatto uno studio per sistemare i 1520 chilometri delle strade della provincia e ne è emerso che sarebbero serviti cento milioni più altri 10 per la manutenzione ordinaria. Di questi, ne abbiamo potuti impiegare un decimo, intervenendo, tra le altre cose, anche su tratti che non erano nemmeno di nostra competenza, ma dell’Astral. Tutto per evitare che venissero chiusi per questioni di sicurezza. Secondo un dato dell’Upi, in linea con quello nazionale, abbiamo aumentato del 300 per cento l’infortunistica stradale per i danni subiti dalle macchine per le condizioni delle strade. Quando non si hanno più finanziamenti a cascata, si fa quello che si può con le risorse a disposizione, anche se, per le oggettive necessità, sono poche”.
Le priorità per il prossimo anno?
“Prima della fine del mandato vogliamo destinare i finanziamenti per strade, mobilità, scuola e ambiente. Ci troveremo, però, a far fronte a una legge allucinante che prevede dal primo gennaio il trasferimento del 50 per cento delle funzioni e del personale. In realtà, però, dovremmo gestire ugualmente tutto il personale, con il 70 per cento dei fondi in meno, e solo per omissioni normative. A marzo probabilmente chiuderemo, senza soldi è difficile lavorare”.
Qual è il futuro dei dipendenti?
“E’ stabilito in una moratoria di due anni fino al dicembre 2016 con un trasferimento del personale ad altri enti, come regione e ministeri o in mobilità volontaria. Nella manovra approvata, ci sono 60 milioni di euro per un fondo di rotazione per sostenere i dipendenti a tempo indeterminato. Mi auguro che vengano fatti i decreti attuativi e che i finanziamenti arrivino nel più breve tempo possibile, perché nessuno resti senza stipendio”.
Cosa vede nel 2015?
“Lo smantellamento del territorio che vedrà, tra le altre cose, la cancellazione delle province, il taglio delle camere di commercio e la riduzione dei servizi delle prefetture. Una smobilitazione fatta per portare a livello centrale una serie di funzioni e poteri, snaturando il decentramento amministrativo del paese. L’orizzonte è molto buio”.
Questa è l’ultima amministrazione provinciale di Viterbo. Che ricordo lascerete?
“Credo che, in generale, non sarà positivo. Avrei certamente evitato sceneggiate e teatrini politici che, in molte occasioni, sono stati assolutamente controproducenti, inutili e privi di senso. Ci assumiamo ogni responsabilità politica, ma rimandiamo al mittente quelle amministrative, che non dipendono da noi ma dal taglio dei finanziamenti che non ci permette di lavorare come dovremmo. In generale, però, abbiamo condotto con buon senso, onestà e attenzione tutta una serie di servizi per il territorio”.
Cosa c’è nel futuro politico di Marcello Meroi?
“Il 2 maggio 2015 torno al privato”.
Ha dei rimpianti?
“Dispiace vedere come il governo, con una scelta scellerata e accettata a 300 gradi da gente che non conosce il territorio e le sue problematiche, ha dato in pasto all’opinione pubblica e in modo demagogico e populista, la cancellazione delle province che è invece la più grande bufala amministrativa degli ultimi cento anni. Questa manovra non solo non farà risparmiare un centesimo, ma farà spendere centinaia di milioni allo stato per la ricollocazione dei dipendenti e la riorganizzazione dei servizi. Non si è avuto il coraggio di incidere sui veri sprechi. Gli unici che pagheranno – conclude Meroi – sono i cittadini e poi i dipendenti”.
Paola Pierdomenico
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY