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Bilanci 2014 - Sindaci - Acquapendente - Alberto Bambini si prepara al nuovo anno e annuncia battaglia sulle tasse in particolare sull'Imu agricola

“Ripartiamo dall’ospedale e dai servizi”

di Paola Pierdomenico
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Alberto Bambini, sindaco di Acquapendente

Alberto Bambini, sindaco di Acquapendente 

Acquapendente – “Ripartiamo dall’ospedale e dai servizi”.

E’ stato e ancora è un lungo periodo difficile che gli ha lasciato dentro solo l’amarezza per essersi trasformato da amministratore a esattore dei cittadini. Alberto Bambini dice di aver vissuto sulla pelle questa evoluzione e di non esserne soddisfatto.

Il sindaco si prepara ad affrontare il nuovo anno con l’obiettivo primario di rilanciare il paese a partire dalla valorizzazione dell’ospedale e mantenendo i servizi.

“E’ stato un anno difficile – dice Bambini – in cui la programmazione è venuta ogni giorno meno per le criticità di bilancio approvato spesso a fine anno. Risentiamo della crisi e le famiglie non riescono ad andare avanti. Prezioso è stato il contributo delle associazioni come la Caritas che hanno dato una mano, mantenendo sano il tessuto sociale. La nostra è una realtà che vive di esercizi commerciali e artigianato e anche loro hanno particolarmente sofferto”.

Lo sforzo più grande è stato quello di non gravare sui cittadini. “Senza una serie di trasferimenti dal governo, abbiamo dovuto fare la parte degli esattori e non siamo riusciti ad alleggerire la pressione fiscale. Il bilancio è sano, ma, per esserlo, ha dovuto in alcuni casi mantenere se non aumentare la tassazione. I servizi si sono mantenuti, anche grazie all’aiuto delle associazioni di volontariato. C’è però il rammarico di non riuscire a venire incontro alle esigenze di aziende e famiglie”.

Di una cosa Bambini va fiero. “Il riconoscimento di ospedale di zona disagiata è stato un risultato importante. Ora incontreremo la Asl per rendere attuativo il decreto e fare del nostro presidio un argine della mobilità passiva, perché torni un punto di riferimento per gli acuti. Dal punto di vista socio-sanitario poi, stiamo affrontando un percorso di trasformazione della casa di cura in Rsa e, nei primi mesi dell’anno, avremo l’accreditamento. In dieci anni, poi, abbiamo terminato una serie di opere, come la messa in sicurezza degli edifici scolastici, il rifacimento delle piazze del centro storico e il miglioramento della viabilità. Abbiamo creato nuovi impianti sportivi e rimesso in funzione quelli vecchi. Un buon lavoro”.

Fermo no del sindaco all’Imu agricola. “Insieme ad altri sindaci, e con il supporto dell’Anci regionale, abbiamo intrapreso una battaglia contro un’imposta che mette a dura prova i bilanci comunali. Presenteremo a breve un ricorso al Tar del Lazio. Noi siamo tra i 300 e 600 metri e qui l’Imu la pagherà chi ha un orto, una vigna o un pezzetto di terreno. Sono esclusi i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli. I tagli, in molti casi, sono già avvenuti e a noi hanno tolto 308mila euro dicendo che li avremmo incassati con la nuova tassa. Questo, però, non so se si verificherà perché le modalità di pagamento sono molto confuse. Un’altra incertezza che compromette la programmazione e ci rende esattori. Ho iniziato la mia esperienza nel 2006 e ho vissuto pienamente questa evoluzione del ruolo di sindaco. Quanto è cambiato da allora”.

Resta un altro nodo da sciogliere. “Il problema della viabilità per noi si chiama via Cassia che ci collega alla Toscana e al capoluogo. Dire che è al limite della decenza, della percorribilità e della pericolosità, è poco. Da anni la manutenzione non viene fatta e ci sono buche enormi. Abbiamo anche sollecitato la regione perché intervenga subito su un’arteria che è utile allo sviluppo di questo territorio. Le strade provinciali non sono messe meglio e su quelle comunali, stiamo cercando di intervenire con fondi dell’alluvione”.

Chiusa la parentesi natalizia, il sindaco si rimbocca le maniche per le sfide future e lo fa con un augurio. “Nel 2015, vogliamo far ripartire l’ospedale, trasformare la casa di riposo in Rsa e mantenere i servizi senza aumentare le tasse. Vogliamo tenere aperti cinema, teatri e musei che, secondo noi, hanno una grande rilevanza nello sviluppo del territorio e nella crescita culturale. Dalla crisi – conclude Bambini – si esce solo riprendendo un cammino insieme, in cui ognuno fa la sua parte per ricostruire il tessuto sociale. Non serve dare colpe, ma fare quadrato e, in questo, gli amministratori che devono dare l’esempio”.

Paola Pierdomenico


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8 gennaio, 2015

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