Viterbo – “Sfruttiamo le opportunità offerte da Civitavecchia”.
Rosita Pelecca ripercorre il 2014 tracciando un bilancio a tinte scure. Anzi, scurissime. Pochi i segnali di ripresa economica e allarmanti i dati su disoccupazione e cassa integrazione.
Il segretario della Cisl, però, non si dà per vinta e individua delle priorità per uscire dallo stallo che ha coinvolto tutti i settori, dal terziario all’edilizia. Pelecca vede nella sinergia con Civitavecchia e il suo porto, la vera svolta per la Tuscia.
Un bilancio dell’anno che si è appena concluso.
“E’ triste ammetterlo – dice Pelecca -, ma lo scorso anno, pensavamo di aver toccato il fondo e, invece, ne eravamo ben lontani. La disoccupazione ai massimi nazionali, si aprono in continuazione procedure di mobilità e la cassa integrazione è in scadenza. I giovani sono scoraggiati. La realtà ci preoccupa e non si vedono segnali di ripresa”.
Dove si riscontrano le maggiori sofferenze?
“Il perno della nostra economia è stato, fino a qualche anno fa, il terziario, in cui, ora, si registra una stagnazione completa. I contratti a tempo determinato si sono conclusi, i consumi sono fermi e le famiglie sono in crisi non arrivando a fine mese. Si compra l’essenziale e anche in giro la gente è tanta, ma i negozi sono vuoti. L’edilizia poi è ferma”.
Su cosa puntare per risollevarci?
“Dobbiamo essere ottimisti e rimettere al centro le politiche per il rilancio del territorio, sfruttando le opportunità offerte dalla ricerca universitaria e dal porto di Civitavecchia. Noi come Cisl stiamo aprendo dei contatti per avviare una sinergia. Inoltre, è arrivato il momento di completare la Trasversale, lo chiediamo da tempo e ancora non se ne vede la fine. Sarebbe bene, invece, aprirsi a una realtà economica che sta sicuramente meglio di noi”.
Siamo senza speranza dunque…
“La crisi nel nostro territorio è drammatica perché, nel breve, periodo non ci sono prospettive di lavoro per i giovani e per chi è fuori dal ciclo produttivo. Il fisco è sempre più pressante e le politiche tariffarie vanno a discapito di chi sta peggio che viene emarginato”.
Le istituzioni come stanno gestendo la situazione?
“Secondo me, hanno fatto il possibile. E’ facile in momenti di difficoltà dare la colpa a qualcun altro, ma il punto è che si devono subito aprire tavoli sul sociale e sul welfare per dare più tutele a chi le ha perse. Il lavoro deve tornare concretamente al centro. Non diamo responsabilità a chi, oggettivamente, non le ha perché è l’intero sistema a non funzionare più”.
E il governo?
“Fa troppi proclami senza considerare il ruolo dei sindacati che sono fondamentali e che rappresentano gli interessi di milioni di persone. Lavoro, fisco più equo e tassazione più favorevole per le imprese, prendendo quello che di buono c’è nel Jobs act per renderlo operativo il prima possibile. Ecco cosa dovrebbe fare”.
Quali battaglie porterà avanti la Cisl.
“Partirà una campagna nazionale per un fisco più equo e solidale con una migliore politica tariffaria. Viviamo nella regione che paga la più alta pressione sulle addizionali, andando a colpire il potere di acquisto delle famiglie. Serve una riforma fiscale, ed è questa la priorità su cui lavoreremo”.
Come sarà il futuro della nostra provincia?
“Mi auguro che le imprese inizino a fare sistema, che si inizi a lavorare sui settori trainanti del nostro territorio per renderlo più attraente all’esterno e che si sfrutti il porto di Civitavecchia che potrebbe rilanciare le produzioni e rimettere al centro le vocazioni naturali della Tuscia. Dobbiamo aprirci a un mercato che offre ampie opportunità e credere nelle potenzialità del nostro paese, perché l’Italia ha dimostrato, anche in passato, che, con l’impegno, è possibile andare avanti. Non mettiamoci gli uni contro gli altri – conclude Pelecca -, ma portiamo avanti condivisione e concertazione per uscire prima possibile dallo sprofondo”.
Paola Pierdomenico
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