Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Bilanci 2014 - Economia - Intervista alla segretaria della Cna di Viterbo e Civitavecchia Luigia Melaragni

“Artigianato: l’agroalimentare tiene, l’edilizia crolla”

di Francesca Buzzi
Condividi la notizia:

Luigia Melaragni

Luigia Melaragni 

Luigia Melaragni, segretaria Cna di Viterbo e Civitavecchia

Luigia Melaragni, segretaria Cna di Viterbo e Civitavecchia 

Viterbo – Artigianato: l’agroalimentare tiene, l’edilizia crolla.

Non è proprio un bilancio lacrime e sangue, quello stilato dalla segretaria di Cna Viterbo e Civitavecchia Luigia Melaragni, ma la strada per uscire definitivamente dalla crisi sembra tutt’altro che vicina.

“Complessivamente nel 2014 si è registrata una flessione minore rispetto all’anno precedente – spiega Melaragni -. Come l’anno precedente la differenza tra le imprese iscritte e quelle cessate è sempre in negativo, ma con numeri meno allarmanti del 2013”.

I segnali di ripresa vengono da un settore specifico, quello agroalimentare.

“Se non proprio una ripresa – continua la segretaria della Cna – ci sono margini di tenuta per quanto riguarda i formaggi, i vini, i salumi, la panificazione. I consumi sono in ripresa anche secondo quanto emerge dai dati nazionali e la nostra provincia non fa eccezione”.

In grave crollo, invece, il comparto delle costruzioni, punto cardine dell’economia della Tuscia ma bloccato ormai da anni.

“L’edilizia resta in crisi profonda – prosegue Melaragni -. Non ci sono segnali di miglioramento. Non c’è domanda e non c’è offerta. Non ci sono, soprattutto, provvedimenti adeguati che possano aiutare il settore a riprendersi. L’unico spiraglio lo stanno concedendo le ultime novità governative che prevedono sgravi fiscali a chi farà ristrutturazioni in casa o nelle aziende, ma è ancora troppo poco. Manca un vero programma di riprogettazione ad esempio dei centri storici, che invece ne avrebbero bisogno e che potrebbero far ripartire la produttività di una filiera bloccata da troppo tempo”.

Qualche piccolo passo è stato fatto grazie alla legge di stabilità 2015.

“La nuova modifica dell’Irap che porterà a una deduzione in alcuni casi quasi integrale del costo del lavoro – continua Melaragni – è già un grande risultato. Per le piccole imprese significa molto, ma purtroppo non può bastare. I provvedimenti necessari sono quelli che puntano alla riqualificazione del territorio, che danno incentivi sulla produzione e sulle infrastrutture: solo così si potrebbe ripartire davvero”.

Anche a livello regionale qualcosa si muove, ma gli ostacoli sono sempre dietro l’angolo.

“Nel luglio scorso – ricorda la segretaria di Cna Viterbo e Civitavecchia – la regione ha votato il testo unico sull’artigianato. Una riforma importante che mette in campo idee e progetti sicuramente utili al settore. Il problema è che non è ancora applicabile e finché non sarà tale non è possibile procedere con l’approvazione del piano triennale del settore. Quest’ultimo ha già in cantiere dei fondi stanziati in bilancio, che potranno essere investiti solo quando l’iter sarà completo. Insomma il problema, come è noto, è sempre la lentezza e la lungaggine della burocrazia”.

Burocrazia che ingessa tutti i campi dell’economia, nessuno escluso.

“Tanto per fare un esempio – spiega Melaragni – il problema cronico dei ritardi dei pagamenti della pubblica amministrazione alle imprese è stato in qualche modo risolto con una legge che prevede un tetto massimo di 60 giorni. Tutto ciò, però, non sempre è direttamente messo in pratica. Tra debiti accumulati e intralci vari l’attesa è sempre più lunga”.

Ciò che manca davvero è uno snellimento delle procedure, a tutti i livelli.

“Si parla tanto di semplificazione – conclude Luigia Melaragni -, poi la semplificazione non c’è mai, oppure porta con sé una serie di problemi fino a quel momento non considerati. Per essere efficace deve essere a costo zero, cosa che difficilmente succede. Mi viene in mente il sistema di decertificazione imposto ai trasportatori che li obbliga a fare pagamenti solo online, quindi esclusivamente con carta di credito e non più tramite bollettino postale. Il risultato è che chi la carta di credito non ce l’ha deve farsi fare la procedura dall’associazione di categoria che necessariamente si vede costretta ad applicare un costo, seppur minimo, per il servizio. E la chiamano semplificazione?”.

Francesca Buzzi


Condividi la notizia:
6 gennaio, 2015

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/e-morta-irene-cara-vinse-loscar-per-fame-e-flashdance/