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Bilanci 2014 - Economia - David Delli Iaconi, direttore di Unindustria, spera in un 2015 con qualche segno positivo

“C’è ottimismo, ma nessuno ha la bacchetta magica…”

di Francesca Buzzi
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David Delli Iaconi

David Delli Iaconi

David Delli Iaconi

David Delli Iaconi 

Viterbo – “Affrontiamo il 2015 con ottimismo, anche se nessuno, purtroppo, ha la bacchetta magica”.

David Delli Iaconi, direttore di Unindustria Viterbo, prova a guardare al 2015 con la speranza di una crescita occupazione. Crescita che nel 2014 in molti si aspettavano e invece non c’è stata.

“Si è chiuso l’ennesimo anno difficile – commenta Delli Iaconi – ed è difficile parlare di ripresa se già una volta le previsioni positive non si sono avverate come tutti speravamo. La Tuscia ha assistito a nuove perdite di posti di lavoro e a un’enorme difficoltà di resistenza per le aziende”.

I due grandi settori dell’industria locale, l’edilizia e la ceramica, hanno entrambi sentito la crisi profondamente. Ma qualche passo in avanti è stato fatto e fa ben sperare per il futuro.

“Partiamo dall’edilizia – spiega il direttore di Unindustria -. Le aziende hanno sofferto per tutto il 2014, poi verso la fine dell’anno con l’approvazione del decreto Sblocca Italia, qualcosa di positivo è stato messo in campo. Provvedimenti e accorgimenti mirati che possono migliorare la situazione, ma tanto c’è ancora da fare. Per una vera e proprio ripresa del mercato non è comunque abbastanza”.

Qualcosa si è mosso anche a livello regionale, ma è sempre poco.

“Il Piano Casa è andato nella direzione giusta – continua Delli Iaconi -, ma l’edilizia è ingessata da anni ed è impossibile che un singolo provvedimento possa cambiare le cose drasticamente”.

Unindustria almeno ha fatto la sua parte, con azioni concrete che hanno provato a venire incontro alle necessità degli imprenditori.

“L’Ance (associazione nazionale costruttori edili) ha ideato una convenzione con la Cassa Edile e la Banca di Viterbo – prosegue David Delli Iaconi – grazie alla quale le imprese in difficoltà hanno potuto usufruire di un accesso facilitato al credito. L’iniziativa è partita lentamente, ma ora è a pieno regime ed ha aiutato tante realtà a mettersi in pari con i debiti accumulati con la Cassa Edile per colpa della crisi. E non è una cosa di poco conto se si pensa che il non essere in regola con i pagamenti significa non vedersi rilasciato il Durc”.

L’altro settore che arranca è la ceramica.

“Il distretto ceramico di Civita Castellana – aggiunge Delli Iaconi – non se la passa meglio. Se da un lato qualche segno positivo c’è per quanto riguarda l’esportazione, non senza qualche perplessità per la zona della Russia, con pesanti problemi politici, dall’altro c’è il mercato interno che è sempre più in calo. Qui i problemi sono enormi, anche perché è chiaro che vanno di pari passo con quelli dell’edilizia”.

Le strade da percorrere per vedere un miglioramento ci sarebbero, ma non sono ancora state percorse come Unindustria vorrebbe.

“Abbiamo chiesto più volte di far detrarre il 65% della spesa a chi spende soldi nella ceramica sanitaria – spiega il direttore – alla stregua di una qualsiasi altra ristrutturazione di casa. Finora invece il limite detraibile è rimasto fermo al 50% ed è chiaro che c’è meno stimolo da parte dei consumatori a investire”.

Infine la triste piaga della mobilità che nel 2014 è calata come una mannaia sui dipendenti.

“Tantissime le aziende che hanno dovuto ricorrere alla mobilità, extrema ratio degli ammortizzatori sociali – prosegue Delli Iaconi -, una tra tutte, ma è soltanto un esempio, la Catalano, di cui molto si è discusso soprattutto negli ultimi mesi. Non è giusto però, mettere ogni situazione in un unico calderone. Ci sono infatti lavoratori che hanno scelto in accordo con i loro superiori di andare in mobilità e molti di questi lo hanno fatto quest’anno perché potevano ancora usufruirne per tre anni, visto che da gennaio sarà ridotta a due”.

Insomma quest’anno gran parte delle imprese viterbesi hanno davvero raschiato il fondo del barile. Ora l’augurio è che nel 2015 le cose possano finalmente migliorare.

“Già l’introduzione del cosiddetto Job’s Act – conclude il direttore di Unindustria – è un enorme passo in avanti. Favorirà più flessibilità nel mondo del lavoro e questo crediamo sia un bene. Ma serve ancora dell’altro: penso all’Irap o alla riduzione dei costi energetici per le imprese. Se si andrà in questa direzione voglio credere che il 2015 possa portare con sé almeno un piccolo segno positivo. Nessuna ha la bacchetta magica, ma un pizzico di ottimismo è necessario”.

 

Francesca Buzzi


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4 gennaio, 2015

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