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Viterbo - Comune - Il bilancio di fine anno del sindaco Leonardo Michelini che sogna una città più vivace, aperta all'esterno e con meno lamentele

“Acqua dearsenificata per il 31 dicembre e svolta nei rifiuti”

di Paola Pierdomenico
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Leonardo Michelini

Leonardo Michelini 

Viterbo – “Acqua dearsenificata per il 31 dicembre e svolta nei rifiuti”.

Due verifiche e cambi nella maggioranza, rottura coi facchini di santa Rosa e una città immersa nei rifiuti. Il rocambolesco anno dell’amministrazione Michelini si chiude e il sindaco si dice mediamente soddisfatto, dandosi un sette meno, per l’operato portato avanti.

Sogna una città vivace con un centro storico creativo e ha in mente di andare “oltre le mura” nel nome del progetto politico, con cui si era candidato, per aprire Viterbo all’esterno. Questo, per lui, rappresenta il suo vero cambiamento rispetto al passato.

La città deve mettersi in gioco con altre realtà, altrimenti per il sindaco non ci sarà futuro. Per lui, a poco serve fossilizzarsi “sulla buchetta nelle strade e sull’immondizia abbandonata nelle isole ecologiche”. E’ la mentalità a dover cambiare.

Annuncia che gli impianti di dearsenificazione sono finiti e che sono state avviate le analisi per cui si avrà acqua potabile dal primo gennaio. A breve poi la situazione dei rifiuti subirà poi una svolta con Vannini che riuscirà gestirla al meglio.

Un bilancio di questo anno di amministrazione.
“Abbiamo messo a punto una serie di iniziative e progetti che stiamo portando avanti e che stanno dando i frutti – dice Michelini -. Renzi si era preso mille giorni, noi siamo a 500 e credo che, molto prima della scadenza del premier, riusciremo a far vedere che c’è stato un cambiamento alla guida della città. Sono mediamente positivo anche per come i viterbesi stanno prendendo coscienza di quella che è la mia idea di città”.

E qual è la sua idea?
“Ho fatto una lista che si chiamava “Oltre le mura”, che non è un partito, ma un modello di pensiero, condiviso più che altro dai giovani. Non avremo futuro se continueremo a pensare a una Viterbo ancorata alla dimensione territoriale ed economica, senza aprirsi all’esterno. Voglio una città che rischia e che non ha paura della competizione con gli altri”.

Come valuta la sua giunta?
“Positivamente e se non fosse stato così, avrei lasciato. Ho fatto un rimpasto, anche in maniera originale…”.

Cosa intende per “originale”?
“Originale, perché mi sono confrontato con tutte le componenti della mia coalizione, ho tolto le deleghe e, dopo qualche giorno, le ho ridate, comunicando gli assessori con l’aggiunta del nono. Un metodo che non mi sembra appartenga tanto alla politica. Ho cercato di rivedere la macchina amministrativa in base alle esigenze del progetto e del comune stesso”.

Queste verifiche, in così poco tempo dall’insediamento, non si potevano evitare?
“No, ci stanno e anzi vanno fatte in corso d’opera per adeguare le macchine amministrative agli obiettivi che si vogliono portare a termine”.

E’ partito da sette assessori, poi è arrivato a otto e, adesso, c’è una giunta a nove. Non si sente di aver tradito le promesse con il suo elettorato, in merito al risparmio?
“Una città come Viterbo ha bisogno di queste deleghe e poi tutto è avvenuto a costo zero. E’ stata una conseguenza della liquidazione del Cev che, prima, gestiva una serie di servizi, dall’igiene ambientale, all’illuminazione, al cimitero e agli impianti tecnologici, che poi sono passati nelle mani dell’assessore ai lavori pubblici. Un affollamento di deleghe che, secondo me, era insostenibile e che ha portato a questa aggiunta”.

Quanto hanno inciso i partiti nelle sue decisioni?
“Il 30 per cento, non di più. Fanno parte della maggioranza e non posso non ascoltarli. Poi, però, le decisioni le ho prese da me. Ho tolto le deleghe senza aver informato gli assessori, ma solo per non smuovere troppo le acque. Giusto un po’ di tattica che non guasta mai”.

Coi rifiuti si è toccato il fondo. Vannini sarà la soluzione?
“Non credo che abbiamo toccato il fondo. L’igiene urbana ha dei problemi, che non ho mai nascosto, e che riguardano in particolare le isole di prossimità e altri miglioramenti nel centro storico. Vannini è un personaggio di valore che conosce la materia e che si sta rapportando bene con gli uffici e con la ditta. Mi auguro che in breve tempo dia la svolta. Ha deleghe limitate a cui può dedicare il suo tempo e la sua professionalità”.

Le strade sono impercorribili. Quali sono i provvedimenti in cantiere?
“Mancano le risorse, anche se, per il centro storico, abbiamo in mente degli investimenti, tra cui 500mila euro per via Cairoli e un piano di asfaltatura. Non si può condannare un’amministrazione solo per le buche che, purtroppo, ci sono ovunque e Viterbo non è di certo una mosca bianca”.

Sulla cultura, siete stati accusati di scarsa programmazione. Come interverrete?
“Preferisco fare e poi ricevere critiche, piuttosto che il contrario. Cerchiamo di realizzare eventi di una certa caratura perché Viterbo non può mantenere un livello basso. Sono stato ad Avignone, a mie spese, per siglare un gemellaggio che va al di là dei confini provinciali e nazionali, visto che abbiamo le potenzialità per diventare una città europea di prestigio. Abbiamo poi fatto un protocollo con Orvieto per valorizzare gli Etruschi con collaborazioni con un pezzo dell’Italia centrale che si distingue per questa identità. C’è da lavorare e, noi, abbiamo iniziato a farlo. Spero che, in futuro, i giovani raccolgano le opportunità che ne deriveranno dal punto di vista occupazionale, culturale e archeologico”.

A che punto siamo con l’arsenico, visto che il 31 dicembre, scadono i termini della proroga?
“Il 31 dicembre ci sarà l’acqua dearsenificata. La Regione sta facendo le analisi, il che significa che gli impianti sono terminati. Siamo in attesa dei risultati”.

Tante le lamentele sul centro storico che si sta spegnendo. Che farete per rivitalizzarlo?
“Stiamo lavorando per migliorare la raccolta e, per esempio, in Corso Italia e via Roma sono previsti due turni di per evitare di lasciare i bidoncini in bella vista. Per quanto riguarda la riqualificazione, partiremo con l’infomobilità e quindi coi varchi elettronici e la cartellonistica Qr code. C’è anche il rifacimento delle facciate. Nel centro, poi, vogliamo organizzare iniziative di valore, come per esempio, a marzo, la mostra nazionale dell’antiquariato a palazzo papale che richiamerà gli appassionati del settore. Il centro storico deve diventare un contenitore nonché l’alternativa al centro commerciale”.

L’economia è tutta concentrata nella parte nord della città, mentre nel resto c’è poco o nulla. Avete in mente qualche provvedimento per sanare questo squilibrio?
“Rivalutare il centro storico, anche dal punto di vista dell’immagine, servirà appunto a drenare questo flusso. Vogliamo renderlo creativo per adeguarci ai cambiamenti per inserirci in un circuito di città d’arte, cultura e termalismo, facendo rete con altre città”.

Al Bullicame non c’è più acqua. Come state provvedendo?
“Ho fatto subito un’ordinanza per permettere il ripristino delle normali condizioni. E’ stato poi elaborato un progetto che dovrà essere approvato dalla Regione. Avendo rotto, involontariamente il fondo del pozzo, l’acqua è risalita e 7/8 litri al secondo se ne andavano lungo il fosso. Un incidente che non deve accadere e un disagio che sarà presto risolto”.

Siete passati alla storia per essere stata la prima amministrazione ad aver litigato coi facchini di santa Rosa che sono uno dei simboli della città.
“Non ho litigato con nessuno, ma ho solo applicato una norma di legge prevista dal bando della macchina. Non ho fatto nulla di illegale e, anzi, ci sono state delle dichiarazioni da parte di qualcuno che potevano essere evitate. Al di là di questo, non ho mai acceso la miccia e mi sembra di aver avuto sempre un comportamento distensivo. Mi auguro che, con un po’ di buon senso, si possa recuperare la situazione. Santa Rosa ha fatto tanti miracoli, speriamo faccia anche questo”.

Quali saranno le priorità per il prossimo anno?
“Lo svuotamento del piano terra di palazzo dei Priori per realizzare un’area museale con le tavole di Sebastiano del Piombo, un bookshop e un ufficio turistico. L’anagrafe e l’ufficio dello stato civile saranno spostati all’ex tribunale di piazza Fontana Grande. Ci sono poi progetti per Expo tra cui uno di valorizzazione della rete delle macchine a spalla e iniziative per migliorare la viabilità nel centro. Infine, il bando per i finanziamenti europei. Dovremmo investire sul Poggino che è il biglietto da visita delle aziende viterbesi che produce occupazione e investimenti. Chi ci va deve avere la sensazione di modernità, efficienza e innovazione tecnologica. Accorgimenti che creano interesse per il visitatore e i clienti, oltre che respiro economico”.

Si dia un voto.
“Mi darei un sei e mezzo, al massimo, sette meno. L’importante è crescere e mi auguro che il prossimo anno vada ancora meglio. Non credo agli stravolgimenti, ma preferisco avere le idee chiare su un progetto preciso da portare a termine. Guardo molto a un sistema territoriale che vada al di là dei nostri confini politici e geografici e questo mi differenzia dalle precedenti amministrazioni”.

Ha tirato in ballo le passate amministrazioni. Secondo lei, c’è stato il cambiamento rispetto alla giunta Marini?
“Sto lavorando per questo. Mi piacerebbe vedere una città diversa, vivace, dinamica, che crea occupazione e dove la gente spende o ci vuole passare un weekend o comprarcisi la seconda casa. Per fare questo, non ci si può chiudere dentro le mura. Vorrei che questa amministrazione fosse giudicata soprattutto per le prospettive create per le future generazioni, guardando alle sue potenzialità e non alla buchetta o al rifiuto abbandonato”.

Cosa si aspetta dal 2015?
“Spero che il mio progetto vada avanti per creare le condizioni di crescita per la città”.

Ai viterbesi cosa vuole dire?
“Credo che il paese migliorerà e che la nostra città lo farà più del paese – conclude il sindaco -. Mi auguro che ci sia l’acqua dearsenificata per il 31 dicembre e che sotto l’albero di Natale ci sia anche più ottimismo. Siamo postitivi e non svalutiamo quello che abbiamo. Sarei più cauto nel dare giudizi trancianti sulla città dicendo che è sporca, invivibile e che ha le buche. Certe critiche, che a volte non sono nemmeno vere, e che non fanno bene a nessuno”.

Paola Pierdomenico


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27 dicembre, 2014

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