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Viterbo - La soprintendente Margherita Eichberg sulla scritta ricreata sulla facciata del liceo classico Mariano Buratti: “Attendiamo la relazione del restauratore e decideremo con la provincia cosa fare”

“’Casa del Balilla’ era perfettamente leggibile, il cantiere è ancora in itinere”

di Carlo Galeotti
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Margherita Eichberg

Margherita Eichberg

Viterbo – “L’iscrizione ‘Casa del Balilla’ era perfettamente leggibile. Le posso assicurare che è stata trovata sulla facciata della scuola”. La soprintendente Margherita Eichberg interviene sulla scritta “Casa del Balilla” ricreata durante i lavori al liceo classico Mariano Buratti e afferma che la dicitura sia stata riportata alla luce nel corso del cantiere. Ma non spiega perché tra diverse possibilità è stata scelta questa.

La decisione finale però, precisa Eichberg, non è stata ancora presa. Si attende la relazione del restauratore e dovranno essere valutati il colore, l’evidenza da attribuire alla scritta e il rapporto con un edificio scolastico intitolato al partigiano Mariano Buratti. La scelta conclusiva spetterà alla provincia, ente committente dell’intervento, dice la soprintendente. Bisognerebbe anche capire da dove spunti questa “Casa del Balilla”, chi l’abbia tracciata, quando, perché e con quale scopo, visto che viene garantito che fosse leggibile e che alcuni frammenti di lettere si intravedono in alcune fotografie. Rimane poi il fatto politico, non secondario rispetto a quello culturale: questa scritta è compatibile con una scuola libera e con il nome di Mariano Buratti? Non sarebbe stato preferibile riportare l’edificio alla configurazione originaria del 1937 o a quella finale, frutto della storia?

Soprintendente Eichberg, quando fornirete una risposta completa sulle ragioni dell’intervento? Aveva detto che lo avrebbe fatto lunedì con un comunicato.
“Abbiamo già risposto alla provincia. Ci vedremo oggi con la provincia e decideremo come rendere questa iscrizione che è stata riportata alla luce. Il cantiere è ancora in itinere e stiamo aspettando la relazione del restauratore”.

Lei era a conoscenza della scritta ‘Casa del Balilla’ e della decisione di ricrearla e non semplicemente di lasciarla com’era?
“Quando lei mi ha chiamato la prima volta, io non sapevo neppure di che cosa si stesse parlando. Alessandro Romoli ha detto che non sapeva dell’iscrizione, ma non lo sapevo neppure io. Ne sono venuta a conoscenza successivamente ed ero strasicura del buon operato dell’architetto Federica Cerroni”.

Qual è stato il ruolo della soprintendenza?
“È stata un’attività di sorveglianza, perché noi abbiamo diversi cantieri che sorvegliamo. Non è un lavoro nostro, è un lavoro della provincia. La questione è stata affrontata con il restauratore, la responsabile unica del procedimento, il direttore dei lavori e la funzionaria della soprintendenza”.

Liceo classico Mariano Buratti - L'edificio il giorno dell'inaugurazione, il 5 maggio del 1937, alla presenza di Renato Ricci fondatore dell'Opera nazionale Balilla

Liceo classico Mariano Buratti – L’edificio il giorno dell’inaugurazione, il 5 maggio del 1937, alla presenza di Renato Ricci fondatore dell’Opera nazionale Balilla


La scritta “Casa del Balilla” era realmente visibile sotto la vernice?
“L’iscrizione era perfettamente leggibile. Le posso assicurare che è stata trovata lì, sul fronte della scuola”.

Perché non avete reso subito disponibili le fotografie e gli altri elementi documentali?
“Perché stiamo aspettando la relazione del restauratore. Ci sentiamo sotto processo, ma intanto fateci raccogliere le prove. La soprintendenza, come qualsiasi altra funzione dello Stato, può essere criticata, ma bisogna usare i dovuti modi”.

La decisione di ricreare la scritta è già definitiva?
“No. Il cantiere è ancora in itinere. Vista la situazione e la delicatezza dovuta al fatto che questa iscrizione si trova sulla facciata di una scuola, bisognava decidere in che modo ripristinarla, di che colore e con quale evidenza”.

Chi prenderà la decisione finale?
“Ci vedremo con la provincia oggi. Ci sarà probabilmente anche una riflessione di tipo politico e sceglierà l’ente committente. Il committente non è Romoli, perché Romoli è un politico. Sul piano tecnico ci sono la responsabile unica del procedimento, la direzione dei lavori, la ditta e il restauratore. La soprintendenza svolge la sorveglianza. Su questa cosa è stato sollevato un polverone indecente, va detto”.

Liceo classico Mariano Buratti - L'edificio con la scritta Opera Balilla

Liceo classico Mariano Buratti – L’edificio con la scritta Opera Balilla


Polverone indecente in che senso? A che cosa si riferisce?
“Avete alzato un polverone indecente, con sindacalisti, dirigenti scolastici e un mondo di persone che si scaglia contro. Dov’è il garbo istituzionale? Sono state usate parole che non si erano mai sentite, fino a chiedere l’intervento del ministro. Una violenza incredibile”.

La critica non è una forma di violenza. Lei usa le parole un po’ a caso e in modo approssimativo.
“Io sono rimasta meravigliata dalla violenza delle reazioni. Nessuno vuole impedire la critica, ma credo che non ci sia stato il senso della misura. La scelta non è ancora stata conclusa e bisogna lasciare agli uffici il tempo di raccogliere gli elementi”.

Non ritiene che ricreare la scritta sul liceo intitolato a Mariano Buratti possa costituire una mancanza di rispetto per un eroe della Resistenza torturato e ucciso dai nazifascisti?
“Questa scritta era utile proprio a descrivere una parabola che serve a educare i giovani e non a riempirli di slogan. Noi del ministero non cancelliamo nulla. Vorremmo che le cose fossero messe in vista e riportiamo alla luce palinsesti documentari, anche a livello pittorico. Anche nel restauro pittorico possono esserci più immagini sovrapposte. C’è un intero mondo della storia del restauro che ci dice che devono essere compiute delle scelte, anche senza riproporre contestualmente tutti i documenti. Dobbiamo quindi riflettere sulle modalità”.

Esistono fotografie della scritta rinvenuta durante i lavori?
“È possibile che ci siano. Il restauratore mi ha detto che è emersa una scritta con caratteri ricorrenti. Esistono studi sui caratteri e sulle lettere utilizzati in quel periodo, realizzati anche da diverse università”.

Il liceo classico Mariano Buratti con la scritta Gioventù italiana del Littorio

Il liceo classico Mariano Buratti con la scritta Gioventù italiana del Littorio


Le fotografie storiche mostrano però più fasi: nessuna scritta all’inaugurazione nel ’37 con Renato Ricci, poi “Opera Balilla” e infine “Gioventù italiana del littorio”, poi ancora nulla, tutto intonacato. Perché è stata scelta proprio “Casa del Balilla”?
“Per questo le avevo detto che non volevo essere precipitosa nella risposta. Non avevo ancora tutti gli elementi. Bisogna andare sul cantiere, esaminare la documentazione e decidere in che modo rendere questa scritta. Io stessa penso che il rosso acceso possa non essere opportuno. Dobbiamo decidere come renderla e fare pace con il contesto. Un conto è riprodurre una scritta in una casa della cultura, un altro è farlo sulla facciata di una scuola. A Campobasso hanno riscritto ‘Gil’ senza problemi, ma si trattava di una casa della cultura e non di una scuola. Su tutto questo si può ragionare, senza però demonizzare le persone per una scelta che non è stata ancora conclusa. Abbiamo perfino un cantiere che è stato violato, ci è stato detto stamattina. Ma queste sono notizie che fanno spavento”.

Il cantiere non è stato violato, almeno da chi fa informazione. Le coperture si sono aperte per il vento e la scritta è stata fotografata.
“Chiederemo chiarimenti su che cosa è successo. Così si fa in un mondo civile”.

Perché non avete risposto immediatamente alle richieste di chiarimento?
“Non è che non volessi parlare o godermi le vacanze estive. Non avevo gli elementi e non volevo essere precipitosa. Sono giornate di fine luglio con moltissimi appuntamenti e non abbiamo avuto il tempo di affrontare serenamente il problema”.

Quale sarebbe stato, secondo lei, il modo corretto di affrontare il caso?
“Bisognava chiedere che cosa fosse accaduto e domandare chiarimenti. Esistono la richiesta di accesso agli atti e molti strumenti per avvicinare la pubblica amministrazione. C’è un intero mondo di persone che deve essere interpellato prima di trarre conclusioni”.

La scelta della scritta ricreata potrebbe essere modificata?
“Sì. Dobbiamo ancora decidere che cosa fare in via definitiva. Vedere come renderla. La scelta sarà presa con serenità, insieme all’ente committente, la provincia, valutando anche il contesto e la funzione scolastica dell’edificio”.

Carlo Galeotti


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