Viterbo – Un anno difficile quello appena passato. Un anno segnato da quella vergogna che è la politica in Italia. Un anno in cui, nonostante qualche segno di ripresa, si scontano le conseguenze accumulatesi della crisi economica più grave del dopoguerra.
Come giornale, come Tusciaweb, abbiamo raggiunto un numero di lettori gigantesco per una provincia così piccola. 50/60mila lettori al giorno sono una enormità. Una cifra che ci colloca tra i più grandi giornali italiani. Basti pensare che siamo grandi quanto una testata storica come il Giorno on line (dati Shinystat e quindi assolutamente oggettivi e precisi). Siamo poi più grandi di altre testate storiche come l’Unione Sarda o la Gazzetta del Mezzogiorno.
Come dire, Tusciaweb, grazie ai suoi lettori, è uno dei più grandi giornali italiani. Non basta. Tusciaweb è sempre di più un caso esaltante di giornalismo partecipativo (citizen journalism, participatory journalism, open source journalism).
Qualche anno fa abbiamo intrapreso questa strada. Prima trascinati un po’ dalla tecnologia, poi formalizzandola con l’istituzione di rubriche come “Anche tu redattore” e “Anche tu fotoreporter“.
Immediata è stata l’adesione di tantissimi lettori che ci hanno aiutato a fare un giornale sempre più ricco e penetrante nel territorio. Il giornalismo partecipativo ha ovviamente i suoi rischi. Ne eravamo consapevoli fin dall’inizio. Dopo anni, dobbiamo dire che i vantaggi sono stati enormi. I rischi, grazie alla professionalità dei nostri redattori e alla correttezza dei nostri lettori, sono stati minimizzati.
Il risultato è un giornale sempre attento al territorio, sempre più cane da guardia rispetto a chi gestisce il potere, sempre più ricco di bit di informazione puntuale.
E questo grazie all’intelligenza dei nostri lettori. Alla loro capacità di diventare citizen journalist a tutti gli effetti. Con la conseguenza che una parte non secondaria del nostro giornale è realizzata dai lettori. E’ stata proprio questa intelligenza dei nostri lettori, il loro assoluto attaccamento alla testata, che ci ha permesso di superare questo anno terribile che è stato, per tutti noi cittadini italiani, il 2015. In questi anni, insieme ai nostri lettori, abbiamo costruito un patrimonio di cultura giornalistica, di buone pratiche giornalistiche che vogliamo tutelare e arricchire nel 2016
E nel ringraziare tutti i nostri lettori, non possiamo non annunciare che in questo anno, appena iniziato, punteremo a creare ancora nuove occasioni di partecipazione giornalistiche. Faremo un giornale ancora più dialogante, più interattivo.
E questo senza perdere in autorevolezza e affidabilità delle notizie che pubblichiamo. Una vera e propria sfida. In un momento in cui vanno perfino di moda quelle che possiamo chiamare “fake news“.
Non basta. Anche per la sollecitazione di non pochi lettori, abbiamo “riingaggiato” alcune delle grandi firme che per un periodo si sono viste poco o nulla. Ci riferiamo a Ernie Souchak, Lupo Solitario, Miyamoto Musashi, Carlos Marighella, Emiliano, Turing e Qoelet.
Che significa? Significa, che nonostante la pigrizia e la contrarietà del suo direttore, Tusciaweb tornerà a pubblicare le feroci cronache di Ernie Souchak che ci segue da Chicago, gli esilaranti e arguti commenti di Lupo Solitario, i racconti e gli articoli di un vecchio samurai come Miyamoto Musashi, le riflessioni di due grandi combattenti come Carlos Marighella e Emiliano (Zapata, ndr), le note scientifiche di Turing e spirituali di un nichilista come Qoelet. Questo senza tradire la natura fondamentale e imprescindibile di un organo di informazione che si cura soprattutto di dar notizie. Con la massima rapidità e accutatezza. Per quanto umanamente possibile.
Come dire, nonostante i nostri notabili locali che non ci amano, rilanciamo la sfida, tutta anglosassone, di un giornale libero che non ha finanziamenti pubblici e che non è al servizio di potentati. Si chiamino Fioroni, Sposetti e metteteci voi un nome del centrodestra… Visto che è ancora del tutto spappolato.
Come diceva un grande direttore ed editore, Alfredo Frassati, al quale ci legano non poche caratteristiche dal punto di vista editoriale e umano, per fare un giornale moderno ci vuole: “In prima pagina un articolo contro il governo, in terza un elzeviro di un professore che nessuno legge, e poi tanti fatti di nera, delitti e processi”. La ricetta spiccia per un giornale popolare di un direttore come Frassati che, va ricordato, non si piegò alla leggi fascistissime e fu costretto a vendere il suo giornale. Un gigante, insomma. Primo direttore della Stampa di Torino che non per caso ha prodotto ancora oggi un grande professionista come Mario Calabresi che dal 15 gennaio andrà a dirigere Repubblica, sostituendo Ezio Mauro.
Ecco, noi, fatte le debite proporzioni, continueremo a fare un giornale su questa grande scia che, va detto, in Italia è stata ben poco seguita.
Un giornale che fonda tutta la sua forza sui propri lettori e su una linea editoriale sempre dalla parte dei cittadini e attenta a tutte le diverse voci. Un giornale che è una garanzia per tutti. Una garanzia di democrazia e libertà per tutti.
Un giornale che incide sul territorio. Per il 2015 vogliamo ricordare l’Anno degli Etruschi e il Festival degli Etruschi. Solo per menzionare le iniziative più significative. Il 2016 appena iniziato sarà per Tusciaweb l’Anno di Viterbo città del mare – La Tuscia terra di Orson Welles, Pasolini, Fellini.
Auguri per un anno di rinascimento a tutti i lettori di Tusciaweb e a tutti i cittadini della Tuscia e dell’Alto Lazio.
Carlo Galeotti
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY