Viterbo – “Effetti positivi del Jobs act, ma ripresa ancora lontana”.
Tarda ad arrivare la ripresa che ormai tutti attendono da tempo. Ma, a differenza degli altri anni, sembra esserci qualche piccola speranza. Luigia Melaragni, segretaria della Cna di Viterbo e Civitavecchia, ci va cauta e non riesce a tracciare un bilancio che si discosti da quelli precedenti. Le cose stanno cambiando, ma è presto per sbilanciarsi.
“L’anno che si chiude non è stato positivo – commenta Melaragni -, ma nemmeno così negativo come quello passato, anche in termini di cessazioni di aziende o di fatturato. I dati sono più incoraggianti e migliora l’andamento dei consumi nel periodo natalizio, anche se segnali di ripresa complessiva, come indicano gli indici macroeconimici, a livello locale, non ci sono“.
Qualcosa di buono è stato fatto dal governo. Ma non basta. “Positivi gli effetti del Jobs acts coi contributi per le assunzioni di cui hanno usufruito le nostre aziende che ha comportato l’aumento dei contratti a tempo indeterminato e, in qualche caso, la stabilizzazione dei rapporti già esistenti. C’è stato quindi un aumento dei livelli occupazionali, perché, avendo un minor costo del personale, l’impresa, ovviamente, è più stimolata a investire su nuove risorse umane. Nel 2016, però, nella legge di stabilità, pur mantenendo questa misura, si sta pensando a una notevole riduzione notevole della contribuzione. Vedremo.
Fortemente negativa è, invece, la questione della burocrazia, ma anche il tema dell’agenda digitale e dei rapporti con la pubblica amministrazione. E’ di poco tempo fa, un’analisi della banca mondiale sulla burocrazia in 189 paesi del mondo in cui l’Italia si piazza al 137esimo posto per adempimenti e tassazione. La semplificazione procede a rilento e non notiamo grandi passi in avanti.
Le imprese sono soggette a 56 scadenze di pagamento durante l’anno e impiegano quasi 400 ore di media per gli adempimenti. Lavoro che viene sottratto all’azienda. Inoltre, la parte della digitalizzazione non funziona. Due imprese su tre ci dichiarano di non riuscire ancora a espletare telematicamente le operazioni con la macchina amministrativa si blocca e non funziona”.
Mancano risultati anche sul fronte della tassazione. “E’ vero che lo scorso anno è stata adottata la riduzione dell’Irap, che riguarda le aziende che hanno dipendenti, poi, però, la diminuzione prevista per le aliquote Irpef e le imposte per persone fisiche, è stata tolta, perché i fondi sono stati destinati alla sicurezza”.
In provincia, sono 3500 le aziende che fanno riferimento a Cna. “Il settore è affaticato perché, precedentemente, hanno chiuso molte aziende e chi è rimasto in piedi lo ha fatto con grandi sacrifici, stress e impegno. Cauto è l’ottimismo per l’incremento del Pil”.
La Tuscia può giocare la carta del turismo. “Potrebbe far crescere l’economia con un effetto a catena sulle altre attività. Non siamo una provincia industrializzata, e mai potemmo diventarlo, quindi è bene guadare altrove, al turismo di filiera, appunto, coinvolgendo, non solo le strutture ricettive, ma tutto ciò che ruota intorno, a partire dall’artigianato e l’agroalimentare”.
Melaragni ci va coi piedi di piombo e non si sbilancia sul futuro. “Per il 2016 ci si aspetta una maggiore crescita – conclude la segretaria della Cna -; è impossibile tornare ai livelli prima della crisi, ma, le aziende ci dicono che, il fondo è già stato toccato e che da qui non si può che risalire“.
Paola Pierdomenico
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