Viterbo – Alessandra Zucchi, chi se la ricorda? Il 2015 se ne va lasciandosi dietro una meteora della politica. Giovane assessora della giunta Michelini in comune, Zucchi è uscita in occasione di uno dei tanti rimpasti. Insieme alla collega Raffaela Valeri, meteora numero due.
Tengono loro compagnia, nel gruppo delle meteore il neo sfiduciato Andrea Vannini e in quello degli ex ma non meteore, Fabrizio Fersini.
Questo comune nel 2015 è stato un albergo. Gente che va e gente che viene: largo ad Alessandra Troncarelli e Sonia Perà in giunta, mentre dalla maggioranza sono usciti i consiglieri Goffredo Taborri, Chicco Moltoni, Sergio Insogna e ultimamente sette del Pd hanno voltato le spalle a Michelini.
Alla presidenza del consiglio, per un Filippo Rossi che se ne va, arriva una Maria Rita De Alexandris. Breve reggenza, quindi tocca Marco Ciorba. Adesso messo in discussione per la nomina del padre a capo dei revisori dei conti. Un comune in continua verifica.
E’ stato l’anno della nuova Macchina di santa Rosa. Il trionfo di Gloria, preceduto dall’immancabile polemica post aggiudicazione bando. Mentre la vecchia è volata a Milano. A Expo, dove Fiore del Cielo continua a essere esposta a due mesi dalla chiusura.
L’anno dei tagli. In comune piangono per dieci milioni in meno di risorse, l’anno dei risparmi, delle notti passate ad approvare i bilanci.
Tante difficoltà. Qualcosa in comune si è rotto e il riferimento non è all’incidente al polso del sindaco Michelini.
2015 segnato dalle vicende sui rifiuti. Inchieste e proteste. Vento di maestrale e lamentele per il servizio di nettezza urbana.
Con Leonardo Michelini arriva in consiglio comunale una mozione di sfiducia. Non se ne ricorda un’altra a memoria d’uomo. La firmano tredici consiglieri comunali. Tutta l’opposizione. La maggioranza compatta la respinge.
Passa un mese e i sette del Pd ci ripensano. L’esperienza amministrativa per loro è finita. Per la sfiducia è tardi.
Debuttano i Moderati e riformisti. Anche con il loro appoggio, Mauro Mazzola vince le elezioni per la provincia 2.0, battendo lo sfidante Fabio Bartolacci, ma il gruppo dei Moderati sarà alla base della rottura di fine anno in comune.
Saluta tutti, Marcello Meroi. Ultimo presidente di un’amministrazione provinciale vecchio modello. E con Meroi sparisce il centrodestra non solo a palazzo Gentili.
I partiti che finora hanno dominato la scena politica viterbese sono in forte affanno. Forza Italia si spacca. Da una parte il triumvirato Arena – Battistoni – Bacocco e dall’altra l’ex sindaco Giulio Marini e i suoi. Umberto Fusco e Salvini ringraziano.
2015, anno della diaspora azzurra e quello in cui si sono perse le tracce di un presidente in terza commissione in comune. Dopo Taborri il vuoto, impossibile riuscire a eleggerne un altro.
E’ l’anno in cui partono i lavori a Sallupara, ma l’ennesimo in cui il recupero delle ex terme Inps resta un sogno.
Anche quest’anno a via Annio è stato più volte invertito il senso di marcia, Talete ha cambiato ancora una volta presidente. Dopo Stefano Bonori, tocca al forestiero Salvatore Parlato.
In regione il viterbese Riccardo Valentini è nominato capogruppo Pd. Poi lascerà. E’ l’anno degli incarichi con scadenza a breve
Se nel 2016 si andrà al voto in 21 comuni, in quello passato, il rinnovo delle amministrazioni a Bomarzo e Blera ha riservato brutte sorprese ai sindaci uscenti. Sconfitti entrambi, arrivano Tomei e Cialdea.
L’anno si chiude con un dubbio: Chicco Moltoni se ne andrà dal consiglio comunale di Viterbo per via dell’incompatibilità o se ne andrà via prima l’intero centrosinistra?
Giuseppe Ferlicca
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