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Bilancio 2015 - Cultura - Il bilancio delle manifestazioni che hanno animato la Tuscia

Un anno di festival, porchetta, etruschi e… calcinculo

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Viterbo - Caffeina 2015 - Calcinculo a piazza Fontana Grande

Viterbo – Caffeina 2015 – Calcinculo a piazza Fontana Grande 

Viterbo – Un anno di festival, porchetta, etruschi e… calcinculo.

Nel 2015, soldi e cultura sembrano andare di pari passo. Nel senso che la questione dei finanziamenti alle manifestazioni la fa da padrona. Si rincorrono dubbi amletici e domande del tipo “si salverà?”, “sarà l’ultima edizione?”.

Con l’arrivo dei contributi, c’è chi ha ricevuto i fondi e chi è rimasto a bocca asciutta. Ma la di là del meto aspetto economico tantissimi personaggi hanno reso più scoppiettante la cultura della Tuscia visitando il capoluogo che ha visto i giorni passare tra calcinculo in piazza, concerti, musica e buon cibo.

I primi mesi dell’anno si aprono con il commissario del consorzio delle biblioteche Paolo Pelliccia che, a febbraio, “bracca” il presidente della Regione Zingaretti, nel capoluogo per l’inaugurazione del treno Vivalto alla stazione di porta Fiorentina. E’ al governatore che chiede se il consorzio dovrà chiudere o no. Una domanda che ancora deve trovare definitiva risposta.

Febbraio è anche il mese di Francesco Guccini a Viterbo. Il cantautore bolognese aveva disertato Caffeina, nel periodo estivo. In questa occasione si fa perdonare restando per due giorni. Nell’inedita veste di scrittore, sul palco del teatro san Leonardo, ha presentato il suo libro “La pioggia fa sul serio. Romanzo di frane e delitti”, giallo scritto a quattro mani insieme a Loriano Macchiavelli. Ha intrattenuto il pubblico, raccontando aneddoti, e ha strappato risate. Tutto senza cantare. Aveva detto che non avrebbe più cantato e tiene il punto.

Dal 9 al 12 aprile torna il festival di cultura digitale #Medioera15. Sul palco Giorgia Meloni, Pippo Civati, Marco Damilano. Poi Carole Zibì di Linkedln Europa e Yadin Katz, direttore comunicazioni digitali Tel Aviv. Personalità ospitate nella nuova location dell’ICult, l’incubatore culturale Bic Lazio ha fatto da cornice e da palcoscenico ideale ad una manifestazione con la quale condivide gli intenti e lo spirito di innovazione.

Il primo maggio apre ufficialmente i battenti l’Expo che ha come tema quello del nutrire il pianeta. Fino al 31 ottobre la Tuscia è protagonista coi suoi prodotti e la sua bellezza. Spicca la presenza della macchina di santa Rosa, Fiore del cielo, esposta nel padiglione Eataly.

Il campanile ha fatto parlare di sé ed è spesso finito sulle pagine nazionali divise tra sostenitori e non. E’ stata definita un “coso indefinito che non si può guardare dalla bruttezza” in un articolo della giornalista Januaria Piromallo del Fatto quotidiano. Il Corriere della sera l’ha inserita nella lista di immagini dedicate a tutto il kitch dell’esposizione e si è guadagnata un posto nella gallery dell’edizione milanese online di Repubblica tra i “10 luoghi meno visitati del mondo”. E adesso a due mesi di distanza ancora non si hanno notizie certe sul suo rientro in Tuscia.

A fine maggio, Caffeina cultura scalda i motori, in vista del festival estivo, e programma due eventi. Tra i protagonisti Daria Bignardi, che, a palazzo dei Priori, ha presentato il suo romanzo “Santa degli impossibili”.

Dal 26 giugno al 5 luglio inaugura ufficilamente il festival che porta nel Capoluogo il filosofo Giulio Giorello, l’archeologo di fama internazionale Zahi Hawass, Erri De Luca, Stefano Benni, Lella Costa, l’attore “re del pesto” Giancarlo Giannini, Dacia Maraini, Paolo Mieli, Roberto Vecchioni, Teresa De Sio, Mauro Corona.

Arrivano anche Aldo Cazzullo, Massimo Gramellini, Stefano Disegni, Sergio Rizzo, Paolo Crepet, Gialuigi Nuzzi, Oscar Farinetti, Antonio Ingroia, Pierangelo Buttafuoco, Roberto Cotroneo, Alessandro Haber, Moni Ovadia, Francesco Piccolo, Umberto Guidoni, Giordano Bruno Guerri, Giovanni Minoli, Carlo Freccero, Vinicio Capossela, Vittorio Sgarbi, Mogol… Tanto per dirne alcuni.

Si chiude con Ferzan Ozpetek che nell’ultima serata si racconta con “Sei la mia vita” di fronte a un pubblico numerossisimo in piazza san Lorenzo.

Il festival smuove critiche per il tema che vuole sviluppare quella del calcinculo. Ognuno poteva declinarlo come meglio voleva dando un calcinculo alla noia, all’ipocrisia o all’inverno. E per rendere la dinamicità della cultura, gli organizzatori hanno pensato bene di mettere una vera giostra a piazza fontana grande per tutta la durata della manifestazione. Un’idea futurista che non tutti hanno condiviso.

A corredo, oltre le presentazioni e gli autori dei libri, sono tante iniziative. Senza Caffeina che ha aperto con il calciatore viterbese della Juve Leonardo Bonucci e ha chiuso con il coraggio e la forza di Giusy Versace. Poi la musica del JazzUp e le magie degli artisti di strada.

All’interno del festival ha trovato spazio anche una sezione dedicata alla politica estera curata dal giornalista Rai Giovenni Masotti con temi riguardanti le potenze mondiali e personalità come quella di papa Francesco.

Poi l’immancabile appuntamento col cibo del Bel paese nello Slow food village. I visitatori hanno potuto gustare trapizzini, arancini siciliani, la caponata, la tiella di Gaeta, e ancora la focaccia di Genova, granite, cannoli e olive all’ascolana. Tipicità di Italia riunite in piazza dei Caduti.

A fine giugno, esattamente il 30, arriva l’annuncio che Viterbo è definitivamente fuori dalla corsa per capitale della cultura.  “Terra del dialogo, cammino della bellezza” è lo slogan che non ha portato fortuna al capoluogo, non ammesso alla seconda fase.

Dal 10 luglio l 17 agosto, prende il via il Tuscia operafestival che vede tra i protagonisti il soprano Leyla Martinucci – per anni protagonista del musical Notre Dame de Paris -, il maestro James P. Liu, gli attori Valerio Massimo Manfredi, Sebastiano Somma e Silvia Bilotti, il giornalista Sandro Ruotolo. E ancota Antonio Mancini, membro della banda della Magliana, che, in piazza san Lorenzo, si è raccontato al pubblico scandagliando una delle pagine di storia del paese.

Il 16 luglio parte la campagna di solidarietà “Salviamo Caffeina“, lanciata dal quotidiano online Tusciaweb al cui appello hanno risposto personalità locali e nazionali.

Tra loro, lo scrittore Marco Missiroli, Aldo Fabbrini che in un intervento ha ricordato come fosse la città prima della manifestazione. Poi il rettore dell’università della Tuscia Alessandro Ruggieri che ha definito Caffeina “volano dello sviluppo”. Ancora il presidente del Sodalizio dei facchini di Santa Rosa Massimo Mecarini che ha chiesto di essere “tutti de ‘n sentimento” per la manifestazione.

Parole di solidarietà anche da Giorgio Nisini e Mauro Corona al grido di “Cazzo, salviamo Caffeina!”, quindi il filosofo Giulio Giorell e Paolo Crepet. Sostegno anche fuori dai confini nazionali con Andrea Scaramuccia che da Cambridge risponde all’appello. Non manca un intervento di Chiara Gamberale, ma anche Leonardo Bonucci e Fiorella Mannoia che chiedono di non spegnere la manifestazione.

Il 18 e 19 luglio profumi della Tuscia invadono il capoluogo col tanto criticato festival della porchetta che nelle due giornate fa il pieno. Filomena Spera e Luigi Graziotti della ditta Gigi e Mena conquistano la giuria tra le sei in gara e vincono e si aggiudicano il premio.

Luglio intenso con la programmazione del Tuscia Film Fest arrivarto alla 12esima edizione. Si inizia con Alessandro Siani e il suo “Si accettano miracoli”, film italiano campione d’incassi.

Si chiude con Edoardo Falcone (fresco vincitore del David di Donatello per la migliore opera prima), con “Se Dio vuole”.

Nel mezzo Sabina Guzzanti (La trattativa), Luigi Lo Cascio (I nostri ragazzi), Francesco Munzi (Anime nere), Edoardo Leo con Marco Bonini e Stefano Fresi (Noi e la Giulia).

E ancora Greta Scarano e Michele Alhaique (Senza nessuna pietà) e Silvia D’amico, Guglielmo Favilla e Alessio Vassallo, giovani protagonisti di “Fino a qui tutto bene”.

Ad agosto 100mila candele illuminano il centro storico di Vallerano.

A settembre, arrivano i pirati della bellezza. Gli Etruschi come mai sono stati raccontati.

E’ sotto questi segni che è stato pensato e realizzato il “Festival degli Etruschi”, in programma a Viterbo dall’11 al 13 settembre con presentazioni e interventi di storici, medici e archeologi.

Sempre a settembre, Filippo Rossi, annuncia in un post su Facebook che dal primo ottobre non sarà più direttore artistico di Caffeina. Sosteneva che non ci fosse la necessità di un direttore artistico proprio perché il futuro del festival era incerto. A novembre, ritorna sui suoi passi e riprende il suo incarico. Resta invece da definire il successore di Michele Pepponi, che ha lasciato la carica di presidente della Fondazione.

A 40 anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini, la Tuscia ricorda lo scrittore. Il centro studi criminologici e la Provincia dedicano una sala all’artista.

A novembre, la Regione stanzia 750mila euro per 32 manifestazioni diffuse in tutto il Lazio. Ventiseimila euro vanno a Caffeina e a Quartieri dell’arte, 25mila 800 per Ferento e 30mila 200 a Tuscia in jazz festival. Al bando hanno partecipato anche Tuscia operafestival, Beethoven festival di Sutri, Piccole serenate notturne, pArticolari di Juppiter, che però non riceveranno finanziamenti.

Paolo Villaggio, Dacia Maraini, Anna Fendi, Paolo Crepet, la Iena Matteo Viviani, lo scrittore Giorgio Nisini, Gero Grassi e Ugo Gregoretti, dal 4 all’8 dicembre, animano il Cubo Festival a Ronciglione.

L’8 dicembre, “l’aficionado” Vittorio Sgarbi torna a Viterbo, dopo aver già assistito al trasporto di Gloria, la nuova macchina di santa Rosa il 3 settembre. Qui inaugura la mostra “La vita silenziosa delle cose”, esposizione a palazzo dei Priori dedicata a opere il cui filo conduttore è la natura morta.

Caffeina torna con gli appuntamenti invernali con Fabio Volo che al teatro san Leonardo racconta la crisi che si scatena tra Nicola e Sofia dopo la nascita del loro figlio e che rompe l’incantesimo d’amore. Volo  il suo eroico quotidiano chiudono l’anno.


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7 gennaio, 2016

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