Viterbo – Un 2015 dalle grandi soddisfazioni.
Il bilancio del rettore dell’Università della Tuscia Alessandro Ruggieri non può che essere positivo. “Il 2015 è stato un anno sicuramente positivo – dice -, se di anni positivi si può parlare in questo contesto economico, dove le risorse per l’istruzione e l’innovazione in genere sono sempre meno. Sappiamo come gli studenti, e non solo a Viterbo, abbiano sempre più difficoltà a iscriversi all’università, sia per una questione economica sia perché il nostro paese non sempre riconosce adeguatamente la formazione e preparazione. Nonostante tutto non posso non dire che questo 2015 per l’ateneo della Tuscia sia stato un buon anno”.
Poco tempo fa ha annunciato iscrizioni in crescita, in totale controtendenza con la maggior parte degli atenei italiani.
“Ovviamente questo dato mi rende molto orgoglioso. Ma credo dipenda dalla qualità della didattica. Che è molto soddisfacente. E non sono solo io a dirlo. Proprio per avere una valutazione esterna ho richiesto la visita di accreditamento periodico che fa l’Anvur, l’ente di controllo delle università italiane. Sono venuti quindici giorni fa e i risultati sono stati davvero positivi. Dalle loro verifiche è emersa un’ottima valutazione dei professori e dell’università da parte degli studenti”.
A cosa deve questo risultato?
“Sicuramente alla razionalizzazione corsi. Abbiamo ottimizzato alcuni corsi e siamo partiti con altre iniziative che sono certo daranno soddisfazione in futuro. E poi alla ricerca: partivamo già da una posizione di alto profilo con risultato molti buoni abbiamo mantenuto questa posizione e rafforzato altre iniziative. Insomma mi ritengo molto soddisfatto”.
E sul versante amministrativo che novità ci sono?
“Siamo al lavoro per la digitalizzazione di tutte le attività amministrative. Ma la cosa più importante è che abbiamo un bilancio in salute che ci consente di fare programmazione”.
Lei è a un terzo del suo mandato da rettore. Vuole fare un bilancio della sua esperienza?
“Credo che sia arrivato il momento di programmare più a lungo termine. Il momento di fare cambiamenti, visto che ormai la linea politica è segnata. E poi vorrei continuare il lavoro cercando un maggiore coinvolgimento con le componenti dell’università e del territorio”.
Qual è la sua linea politica?
“Una linea orientata alla qualità e al miglioramento da tutti i punti di vista. Punto ad avere eccellenze e un’amministrazione efficace e snella. La mia è una linea politica che ha una forte attenzione ai vincoli di spesa, all’integrazione col territorio, al rapporto con le altre università. Insomma punto ad avere un ateneo aperto sul territorio che mantenga inalterata la sua autonomia di pensiero”.
Nel 2013 quando è stato eletto rettore cosa si aspettava?
“Sicuramente la complessità della situazione ma ovviamente non sapevo quanto lo fosse. Viviamo in un contesto che si modifica continuamente, e fare previsioni non è facile. Ci arrivano input da cui partire sempre nuovi e noi dobbiamo metterci in moto e viaggiare”.
Si aspetta più finanziamenti per l’istruzione nei prossimi anni?
“Mi aspetto soltanto di camminare con le nostre gambe. MA se dovessero arrivare più fondi sapremo come utilizzarli. Adesso dobbiamo pensare a lavorare per rinfrescare l’università visto che molti colleghi stanno andando in pensione. Dobbiamo scegliere i migliori e andare avanti”.
Cosa punta a migliorare ancora?
“Sicuramente va migliorato il rapporto con la città. Serve un maggiore coinvolgimento. L’intento è quello di trasformare Viterbo in una città universitaria come Siena. Sono convinto che ci sono tutte le condizioni per farlo”.
Maria Letizia Riganelli
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