Viterbo – “Azzerate Imu e Irpef, ora pensiamo a Psr e prezzo del latte”.
Coldiretti archivia il 2015 con un segno più. L’associazione si è impegnata a combattere e vincere battaglie importanti come l’azzeramento di Imu e Irpef, ma anche l’aumento del prezzo del latte alla stalla e la promozione dell’agricoltura italiana, rendendosi protagonista della difesa del vero Made in Italy.
Per il prossimo anno c’è da pensare ai Psr, all’etichettatura obbligatoria dei prodotti e a far crescere le aziende. Una sfida che il presidente Mauro Pacifici e il direttore Ermanno Mazzetti sono pronti a raccogliere.
“E’ stato un anno molto intenso – dice il direttore Mazzetti -. Il settore agricolo è quello che ha più resistito alla crisi. E’ stato quello meno penalizzato, anche se, ancora oggi, alcuni comparti, come quello zootecnico, soffrono. Come Coldiretti abbiamo portato avanti battaglie che ci hanno visto impegnati per tutto l’anno e il prezzo del latte bovino è una di quelle.
Qualcosa si è mosso, ma non ci basta e siamo disposti a manifestare se non avremo risposte serie dalla politica e dagli industriali. Il settore zootecnico e l’allevamento bovino da latte contano circa 40mila aziende che muovono il 10 per cento del Pil agricolo. Un’importanza strategica ed ecco perché è necessario agire”.
L’agricoltura è una colonna dell’economia viterbese. “Abbiamo quattro settori importanti: quello delle nocciole, che incide su 22 comuni, che ci sta dando soddisfazioni. Nella fascia adiacente alla costa, c’è l’ortofrutta che, anche per la stagione che c’è stata, ha dato buoni esiti.
Poi il settore olivicolo nel quale, a fine molitura, da quello che ci dicono i frantoi e le cooperative, la produzione è andata bene sia a livello quantitativo che qualitativo. Una ripresa che dovavamo vedere da anni. Infine, la zootecnia, specie sul latte ovino e il pecorino romano che esporta oltreoceano. Quello bovino, invece, soffre per la concorrenza che arriva da altri paesi. Lavoro e prezzo devono avere il giusto riconoscimento, altrimenti sarà difficile competere col latte francese o tedesco.
Secondo un calcolo di Ismea – Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare – produrre oggi un litro di latte bovino costa 40 centesimi che, sul mercato, non può stare a 35 centesimi, altrimenti si mettono i produttori in ginocchio. Vogliamo una forte presa di posizione del Governo, delle singole regioni e degli industriali”.
Nessuna battaglia può prescindere dalla difesa del Made in Italy. “Etichettatura chiara e trasparente per comunicare la tracciabilità e permettere al consumatore di scegliere liberamente. Non vogliamo la chiusura del mercato, ma solo che ci sia informazione esatta e giusta. Lo abbiamo visto con l’olio d’oliva in cui marchi italiani acquistati da industrie spagnole truffavano il consumatore vendendo olio extravergine, che in realtà non lo era. Bene ha fatto la magistratura a far emergere questo problema che ha portato a premiare gli oli delle cooperative. Il consumatore vuole chiarezza del processo produttivo per avere garanzie nell’acquisto”.
Vanno nella stessa direzione di valorizzazione della tipicità i mercati di Campagna amica. “E’ un progetto che riguarda la vendita diretta dei prodotti da parte delle aziende che accorcia la filiera. I numeri aumentano e anche le nuove generazioni scelgono sempre piùl’agricoltura come lavoro”.
Con queste premesse il 2016 non può essere negativo. “Sono anni che la crisi crea problemi in tutti i campi e, forse, il settore agricolo è quello che meglio è riuscito a sopportarla. Vogliamo continuare a vedere il bicchiere mezzo pieno, perché il contrario non fa bene a nessuno. Le premesse ci sono e ci auguriamo che il nuovo anno renda le nostre imprese sempre più competitive e attrattive”.
Non si discosta da questa analisi il presidente Mauro Pacifici. “E’ stato un anno positivo – dice Pacifici – perché pian piano si sono affermate le produzioni agroalimentari, da quelle zootecniche, ai cereali, fino al latte bovino che è un po’ la nostra spina nel fianco. Siamo comunque molto soddisfatti perché il clima economico all’interno delle aziende si sta rasserenando. Ci sono nuove prospettive. Ha contribuito anche l’esperienza di Expo che ha posto l’attenzione sull’agroalimentare e la nostra associazione, all’interno della manifestazione, con la sua presenza, ha dato il giusto risalto all’agricoltura in generale”.
Il 15 settembre scorso è stata celebrata la Giornata dell’Agricoltura italiana. “Se non ci fosse stata Coldiretti, a Expo, avremmo visto dei bei spettacoli di urbanizzazione e delle belle strutture, ma non l’agroalimentare italiano in sé per sé.
In quell’occasione, poi, abbiamo esposto le nostre istanze per portare sul tavolo della legge di stabilità misure che diano respiro alle aziende agricole, cercando di abbattere le compensazioni a regime forfettario per l’Iva, sia per il settore lattiero-caseario che per il comparto delle carni rosse. L’altra battaglia importante è l’Irap, che andava a colpire i costi diretti dell’azienda e che, nel 2016, non si pagherà più. Si alleggerisce la tassazione. Inoltre, le nostre aziende agricole si stanno evolvendo e se prima erano piccolissime, ora, hanno numeri da fare invidia a quelle medie industriali.
Aumenta il fatturato, la creatività e la strategia per affrontare nuovi mercati. Dobbiamo anche noi adeguarci e offrire una valida assistenza sull’aspetto fiscale, tecnico-amministrativo e agronomico per renderle più competitive e aumentarne l’appeal”.
Pacifici tira le orecchie alla Regione. “Siamo stati dimenticati, specie per quanto riguarda la questione dei danni da fauna selvatica. C’erano propositi e strumenti per andare avanti e noi ci siamo anche messi a disposizione e invece la normativa, forse per eccesso di lassismo, si è arenata.
Vorremmo maggiore sostegno anche sulla questione del latte bovino, perché la centrale del latte di Roma ha un ruolo importantissimo per il sostentamento delle aziende. Noi abbiamo denunciato l’intenzione delle multinazionali di voler diminuire drasticamente le nostre aziende per farsi strada e importare latte da fuori. La Regione, su questo, potrebbe fare molto e chiediamo aiuto anche al ministero”.
Infine sui Psr. “Siamo contenti. A dicembre è stata fatta la presentazione e siamo pronti a recepire le domande. Già dal prossimo anno avremmo un pool di tecnici che faranno da tutor alle aziende per far guidarle all’interno di questo labirinto di normative e opportunità. Mancano i decreti attuativi, ma nei primi mesi del prossimo anno saranno recepibili e quindi operativi. Stiamo mettendo impegno, fatica e tutta la professionalità per cercare di dare un futuro migliore – conclude Pacifici -, perché è quello che vogliamo”.
Paola Pierdomenico
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