Viterbo – “Poco lavoro per giovani e disoccupati”.
Produzione, infrastrutture, termalismo. Rosita Pelecca ripercorre il 2015 tracciando un bilancio poco roseo. Per il segretario della Cisl la Tuscia non è ancora uscita dal vortice della crisi, anche se non mancano i primi segnali di ripresa.
Tanta speranza per il nuovo anno, ma senza un piano di sviluppo non si andrà lontano. Secondo Pelecca per uscire dal tunnel è necessario che sindacati, istituzioni e imprese facciano sistema.
“Il segno negativo continua a prevalere su quello positivo – dice il segretario della Cisl -. La Tuscia sta ancora arrancando ma si iniziano a registrare i primi segnali di miglioramento, soprattutto nel comparto agroalimentare che registra un aumento del venti per cento.
E’ però da sottolineare che il settore produttivo del viterbese è contraddistinto solo ed esclusivamente da piccole imprese. Per questo motivo, nella legge dei numeri, continuiamo ad essere sotto le aspettative e i segnali positivi che si registrano in alcuni ambiti sono sempre molto ridimensionati.
Così come continua ad essere estremamente difficoltoso l’inserimento nel mondo del lavoro di giovani e disoccupati”.
Per Pelecca terziario, turismo e termalismo sono i settori da cui ripartire. “Sono i punti di forza di questo territorio. Risorse importantissime. Nel 2016 è necessario stanziare i fondi per quei progetti che possano portare a un’ottimizzazione di questi settori. Si deve puntare, ad esempio, sugli investimenti per creare strutture ricettive in grado di rispondere anche alle esigenze di una grande città come Roma.
I turisti devono avere la possibilità di raggiungere un luogo di relax sempre nel Lazio, a un’oretta di distanza dalla Capitale. E Viterbo potrebbe essere una valida alternativa alla Toscana”.
Dirimere contenziosi, conflitti e interessi. Secondo il segretario della Cisl, è da qui che deve ripartire il termalismo. “Improvvisazioni e monopoli non devono esserci, non servono a nulla. Per quanto riguarda il termalismo, è necessario un piano regolatore per poter palare di sviluppo e prospettive concrete.
E’ fondamentale stabilire cosa fare e come agire. E’ importantissimo togliere di mezzo i decennali interessi che fino ad ora non hanno portato da nessuna parte. La confusione non aiuta”.
La Tuscia non è sola. “Dalla Regione c’è piena disponibilità nel ragionare insieme e fare sistema per intraprendere la strada dello sviluppo. Da troppi anni non ci sono regole e i ritardi sono orami diventati cronici. Le risorse di cui è ricco il territorio non vengono sfruttate e il viterbese continua a essere fanalino di coda. Basta, siamo stanchi”.
Pelecca teme di sembrare un disco rotto per quanto riguarda le infrastrutture. Senza una viabilità adeguata, la Tuscia è destinata a rimanere economicamente ferma. In questo senso, la svolta è da ricercare nella sinergia con Civitavecchia e il suo porto.
“Lo ribadisco tutti gli anni e per scaramanzia voglio farlo anche quest’anno: le infrastrutture devono essere portate al termine. In particolare la Trasversale, che rappresenta un fondamentale punto di collegamento con Civitavecchia e il suo porto. Sono fiduciosa che si possa realizzare perché rappresenta una speranza di sviluppo”.
Il segretario della Cisl registra pochissimi aiuti dalla politica, sia locale che nazionale. In compenso tantissime chiacchiere. “In questi ultimi anni la politica ci ha aiutati pochissimo. A livello locale è necessaria un’amministrazione che sia in grado di rispondere alle esigenze del territorio. Non importano le persone o le coalizioni. Destra, sinistra o centro tutti devo fare di più e parlare di meno”.
Infine l’augurio per il nuovo anno. “Le imprese devono avere chance importanti – conclude Pelecca -. Devono essere competitive a livello internazionale, perché le eccellenze vanno fatte conoscere.
Per il 2016 sono ottimista grazie ai lievi segnali di ripresa che sono stati registrati in quest’ultimo anno, anche se non sono ancora sufficienti. E’ fondamentale fare sistema, mettere a fuoco le priorità e sfruttare i fondi europei. La Cisl, insieme alle altre sigle sindacali e alle imprese, metterà insieme idee che possano essere sviluppate. Solo così si potrà avere un 2016 soddisfacente”.
Raffaele Strocchia
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