Viterbo – “Si costruirà di meno, ma si costruirà meglio”.
Per Andrea Belli, presidente Ance – associazione nazionale costruttori edili – il 2016 potrebbe essere l’anno del cambiamento per il settore delle costruzioni.Parlare di svolta è forse troppo, ma i timidi segnali di ripresa laciano ben sperare.
Dopo le contrazioni degli anni passati, ora, si dovrebbe registrare una lieve crescita grazie ai provvedimenti adottati dal governo e, in particolare alle misure del disegno di legge di stabilità.
“Il settore delle costruzioni – dice Belli – è ancora in crisi. Si avverte però una ripresa, specie in questi ultimi mesi del 2015 con un implemento dei mutui erogati e un chiaro incremento delle vendite immobiliari.
Non è un cambiamento tale da invertire la rotta, ma si tratta per lo più di timidi segnali. Dobbiamo sfruttare la crisi, considerandola una opportunità. L’edilizia, infatti, sta subendo una trasformazione nel modo di costruire e ci stiamo orientando più sull’innovazione tecnologica, sia per il recupero delle abitazioni vecchie, con l’efficientamento energetico, sia per le nuove costruzioni.
Stiamo lavorando, come Ance, per far sì che il prossimo anno vengano erogati dai nostri organismi paritetici, come la scuola edile, corsi di formazione per gli imprenditori affinché si adeguino.
L’edilizia non è più un settore statico e bisogna conoscerne l’evoluzione di materiali e metodi da adottare per le costruzioni e le ristrutturazioni. Entro il 2020, infatti, saremo obbligati a costruire case a “energia quasi zero”, secondo una direttiva della Comunità europea, per cui il dispendio energetico e l’inquinamento dovranno risultare bassissimi”.
Preziosa, in questa direzione, è la collaborazione con l’Università. “Vogliamo essere al passo coi tempi. Dalla sinergia, è nata una proposta alla Regione Lazio che sta predisponendo bandi per fondi strutturali europei che faccia sì che vengano previsti finanziamenti per le aziende edili che sperimentano, nelle nuove costruzioni o nelle ristrutturazioni, tecnologie non ancora in uso e nelle disponibilità dell’università. Le nostre aziende sono tutte medio piccole e hanno difficoltà ad accedere alle nuove tecnologie per cui serve un supporto”.
Segnali di ripresa anche dal mercato immobiliare che è tornato a crescere. “In Italia, nell’ultimo trimestre, c’è stato un incremento dell’8,2 per cento di investimenti nel settore immobiliare e, mentre nel 2006/07 c’erano 900mila compravendite annue, nel 2102, che è stato l’anno nero, siamo scesi a 403mila, col fatturato dimezzato, e ora stiamo lentamente risalendo e siamo intorno alle 450mila. I segnali sono positivi.
Saremo vigili anche per quanto riguarda le infrastrutture. Negli ultimi tempi, si è molto parlato di Trasversale, che è un’opera strategica per la nostra provincia, indispensabile a collegarci alle grandi reti viarie, quindi a Civitavecchia e al porto. Speriamo che si arrivi a una soluzione definitiva”.
Le misure contenute nel disegno di legge di stabilità assumono un ruolo importante per la ripresa del settore delle costruzioni. “Finora, la politica fiscale del governo, che ha usato la casa come un bancomat, non ha fatto che aumentare la crisi. Con la legge di stabilità, per la prima volta, sono state accolte le proposte dell’Ance. E’ rimasto il bonus per le ristrutturazioni energetiche, che è l’unica cosa che ha mantenuto in vita il settore, e grazie alla proroga, fino a dicembre 2016, del potenziamento delle agevolazioni fiscali per ristrutturazioni edilizie e interventi di efficientamento energetico degli edifici, prevediamo un aumento degli investimenti in recupero abitativo su base annua.
Provvedimenti utili per un settore che, in Italia e nella nostra provincia, è quello che produce più Pil. Inoltre, con la ceramica, è quello che dà più lavoro e, nella Tuscia è quello che, con la crisi, ha dimezzato la forza lavoro.
Le perdite sono distribuite e quindi sembrano minori rispetto alle grandi aziende. Siamo passati comunque dai 4mila addetti, iscritti alla cassa edile, a circa 2300. Cifre enormi. Ora, in questa ultima parte dell’anno, i dati della cassa edile evidenziano una leggera ripresa, dovuta al Jobs act che ha permesso di assumere, abbattendo i contributi a carico delle aziende e che ha dato una spinta forte. Speriamo che questi interventi del governo continuino e che anche le istituzioni locali facciano la loro parte”.
In che modo? “Dobbiamo invogliare la gente a venire a vivere nella nostra meravigliosa provincia, mostrandone le potenzialità che non sono state sfruttate a pieno. Serve poi più attenzione e più rapidità nelle decisioni, visto che spesso la burocrazia è stata un ostacolo per le imprese”.
Belli intravede la risalita. “Sono positivo, per le opportunità che sono tante. Le trasformazioni che sta subendo il settore sono rapide e dobbiamo essere veloci a coglierle. Come associazione, faremo di tutto perché i nostri imprenditori siano ben informati. Torneremo lentamente agli anni d’oro dell’edilizia, ma probabilmente è meglio così. Si costruirà di meno, ma si costruirà meglio. Molte aziende andranno fuori mercato o si aggregheranno. Si intravede comunque una luce in fondo al tunnel e bisogna stare attenti, perché anche la minima cosa può riportare indietro.
Basterebbe qualche infrastruttura importante e una rivalutazione del centro storico, che è di fatto quasi disabitato. La ristrutturazione degli immobili del centro darebbe grosse opportunità di lavoro. Tutto dipende dalla sua valorizzazione. Non possiamo abbandonarlo a sé stesso per ragioni storiche, culturali e anche economiche. Guardiamo al futuro, senza piangerci addosso – conclude Belli -. Sfruttiamo le nostre ricchezze, perché ne abbiamo tante”.
Paola Pierdomenico
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