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Bilancio 2015 - Dagli incidenti mortali al sedicenne risucchiato da un depuratore in piscina: dodici mesi di cronaca

L’anno nero dei giovani

di Stefania Moretti
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Cristina Cappelloni

Cristina Cappelloni

Giovanni Di Meo

Giovanni Di Meo

Soriano nel Cimino -Il piccolo Edoardo Ribisi

Il piccolo Edoardo Ribisi

Luca Graziosi

Luca Graziosi

Giuseppe Centamore

Giuseppe Centamore

Beatrice Orsini

Beatrice Orsini

Monica Bellanova

Monica Bellanova

Roberto Panichelli

Roberto Panichelli

Valentino Galantuomo

Valentino Galantuomo

Leonardo Rizzello

Leonardo Rizzello

Marialuisa Brienza e Pasquale Tranqulli

Marialuisa Brienza e Pasquale Tranqulli 

Viterbo – L’anno nero dei giovani (fotocronaca – slide).

Sangue sparso sull’asfalto. Suicidi. Incidenti.
Il 2015 ha fatto strage di ragazzi nelle modalità più diverse e impensate.

La prima di una lunga lista di vittime è Cristina Cappelloni, 29 anni. Una principessa occhi verdi e capelli chiari con un sorriso che è il contrario della morte. Eppure, il 12 gennaio Cristina cerca in casa la pistola del papà. Una sigaretta prima di premere il grilletto, lo sparo e il silenzio di un lungo viaggio altrove.

Venti giorni più tardi, la segue Giovanni Di Meo. Due anni meno di Cristina, deluso da un mondo non all’altezza dei suoi desideri, si chiude in macchina a respirare il gas. Il processo al suo presunto aggressore, la notte in cui Giovanni uscì con le ossa rotte da un locale, si prescrive miseramente pochi mesi dopo. La beffa dopo il dramma.

Il più piccolo si chiama Edoardo Ribisi, 11 anni appena. La mamma lo trova impiccato al letto a castello il pomeriggio del 26 maggio. La tragedia di un’eterna incognita: impossibile stabilire se Edo, così piccolo, precoce e geniale, abbia voluto togliersi la vita o sia rimasto soffocato con la cintura durante un gioco. Nessuno era in casa. Nessuno potrà mai dire cos’è successo davvero nella cameretta di quella casa nel folto della campagna sorianese.

Sedici anni avevano Luca Graziosi e Giuseppe Centamore. Il primo stroncato da meningite. L’altro risucchiato da un depuratore nella piscina di un villaggio turistico in Francia. Era in vacanza. Faceva un bagno con la sorellina. L’inchiesta è ancora aperta. 

Beatrice Orsini, invece, annega a 15 anni in una piscina, mentre il cuore della 24enne Monica Bellanova si ferma all’improvviso.

Sulle strade della Tuscia muiono Roberto Panichelli (21 anni), Valentino Galantuomo (29 anni) e, in una sola notte, il ventenne Leonardo Rizzello e la coppia di centauri quarantenni di Latina Marialuisa Brienza e Pasquale Tranquilli. Notte maledetta, quella del 27 settembre scorso: a poche ore dal triplo schianto mortale sulla Tuscanese, il 22enne Sabato Louis Francesco Battaglia atterra con un pugno Federico Venzi, 43 anni, a pochi metri dal terminal degli autobus. Gli amici delle vittime dello schianto, andando all’ospedale, notano il corpo esanime a un passo dalla rotatoria del Riello. Venzi muore a Belcolle dopo due ore di agonia e per Battaglia scattano le manette per omicidio. Il ragazzo è figlio di un pentito di camorra, impiccatosi anni fa.

Nella Tuscia, a febbraio, muore Carmine Schiavone, 72 anni, boss dei Casalesi, poi collaboratore di giustizia e, quindi, animatore del maxiprocesso Spartacus ai clan del Casertano. Una caduta dal tetto di casa e il trasporto a Belcolle, ma è tutto inutile. L’indagine esclude l’omicidio colposo e scagiona i medici

Un mese più tardi l’accoltellamento durante un concerto: fuori da un bar, dentro il centro sportivo di Vignanello, scoppia una zuffa tra un imprecisato numero di giovani. I carabinieri indagano in un clima di totale omertà, ma riescono comunque a identificare e denunciare sei partecipanti, tra cui un minorenne. Tre sono di sinistra. Altri tre, attivisti di CasaPound.

Violenza politica e violenza sportiva. La notte di Santa Rosa è funestata da una rissa fra ultrà a piazza del Gesù. E’ l’ultimo episodio di un’escalation che vede le forze dell’ordine intervenire più volte dal trasporto della Macchina alle prime luci dell’alba. Un 3 settembre così non si era mai visto. Prima la bottiglia giù da un balcone e dritta su un altro balcone. Poi il fumogeno contro la Macchina. Poi l’aggressione in discoteca a un consigliere comunale e, infine, il delirio ultrà in centro storico che trasforma una festa in bolgia. Il bilancio è di un ferito che va all’ospedale con l’orecchio quasi reciso da una sediata e 19 denunciati tra tifosi della Viterbese Castrense e del Latina.

Un anno fatto anche di arresti eccellenti. Nelle maglie della giustizia, tanti insospettabili come don Dino, all’anagrafe Placido Greco, il sacerdote di Montecalvello e Vallebona arrestato nell’inchiesta sul giro di babyprostituti alla stazione Termini. O ancora il capitano Massimo Cuneo, ex comandante dei carabinieri di Tuscania, rimasto più di un mese ai domiciliari per peculato e rivelazione di segreti d’ufficio. E infine, un oculista 64enne della Asl, sospeso dal servizio per violenza sessuale: la squadra mobile lo accusa di aver allungato le mani su almeno cinque pazienti.

Sempre la polizia aveva indagato per identificare il cadavere trovato a giugno lungo la ferrovia, a un chilometro dalla stazione di Capranica. Il corpo è di Albert Georg Weinmann, cinquantenne tedesco. Un pellegrino che voleva andare dal Papa e che, in effetti, viene fermato a Roma il 4 giugno, ma sul perché poi si sia allontanato in direzione Viterbo e sulla dinamica della morte, è mistero.

La raffica di furti autunnali a Nepi, nei quartieri residenziali di Colle Salomonio e Colle Lidia, finisce in tragedia: due ladri, inseguiti dai carabinieri, si schiantano in un dirupo alto almeno una ventina di metri. Il terzo, l’unico superstite, riesce a scappare.

Stefania Moretti


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11 gennaio, 2016

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