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Bilancio 2015 - Politica - Regione Lazio - Intervista al consigliere Ncd Daniele Sabatini

“Zingaretti affetto da annuncite e per Viterbo solo fregature”

di Paola Pierdomenico
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Il consigliere regionale Ncd Daniele Sabatini

Daniele Sabatini 

Viterbo – “Zingaretti affetto da annuncite e per Viterbo non un patto, ma un… pacco”, parola di Daniele Sabatini.

Il 2015 se lo ricorderà sicuramente come l’anno in cui ha coronato il suo sogno d’amore, pronunciando il fatidico sì con la consigliera comunale Antonella Sberna. Un matrimonio che, in un giorno, è riuscito a riunire la destra viterbese.

Per Daniele Sabatini, consigliere regionale Ncd, è stato anche l’anno di grandi battaglie tra cui quella per le Rsa, le infrastrutture e le cartelle pazze per la riscossione del ticket sanitario.

Ribattezza il patto per Viterbo come il “pacco per Viterbo” perché si è rivelato solo una fregatura per il capoluogo e consiglia a Zingaretti di non abusare di “annuncite”, preferendo conretezza alle chiacchiere.

Come è andato questo anno?
“E’ stato controverso – dice Sabatini – perché ci siamo trovati di fronte a progetti che sono andati avanti, come la Orte-Civitavecchia, opera strategica per il nostro territorio, ma allo stesso tempo non sono mancate le delusioni, perché il presidente Zingaretti e la maggioranza di centrosinistra hanno dimostrato tutto tranne di essere vicini ai più deboli. Su questo tema è crollata un’impalcatura”.

Si spieghi.
“Sulle Rsa hanno mostrato solo in apparenza di voler sostenere i più fragili. Zingaretti e Michelini sono riusciti a farmi scendere in piazza con un megafono in mano sotto la pioggia. Erano dieci anni che non mi succedeva, da consigliere regionale mi hanno costretto a fare una manifestazione, che è stato anche un piacevole ritorno all’esperienza della militanza giovanile, ma che avrei volentieri evitato”.

La Regione cosa dovrebbe fare?
“Basterebbe far passare i miei tre emendamenti. Nei giorni dell’approvazione della legge di stabilità e del bilancio, li ho presentati per dare alla giunta non una, ma tre possibilità per affrontare questo difficile percorso. Nel complesso, computano dieci milioni che assieme ai 20 stanziati dalla giunta e ai 13 che sono stati tolti dall’avanzo di amministrazione del 2015 per entrare nel 2016, fanno un totale di 43 milioni e cioè una cifra che potrebbe sostenere l’80/90% dell’attuale fabbisogno”.

Il Comune come si è comportato in questa vicenda?
“Per ora, si sono dimostrati dei cialtroni perché ci chiesero 10 giorni di tempo per rivedere la “delibera della vergogna”. Ne ho concessi addirittura 14 per fare le cose per bene, ma ora, sono passati mesi e, oltre che litigare, non hanno compiuto alcun atto concreto per le famiglie in difficoltà. Anzi, sono iniziate ad arrivare richieste da strutture bancarie anche a persone disoccupate da tempo. La situazione è chiara a tutti”.

Quale altra battaglia porterà avanti nel 2016?
“Sicuramente le infrastrutture. Col collega Panunzi, come consiglieri del territorio, stiamo cercando di mettere insieme le forze per far sì che la Orte-Civitavecchia proceda visibilmente e non solo dal punto di vista amministrativo”.

Sarà la solita chimera?
“Assolutamente no, sono ottimista sul fatto che nel 2016 partiranno i lavori fino al tratto di Monte Romano e, con Panunzi, stiamo lavorando bene per la definizione dell’ultimo stralcio. Concretezza e non chiacchiere”.

Fa parte della commissione Agricoltura, quali i provvedimenti in questo settore?
“Sono molto soddisfatto perché col nuovo Psr 2014-2020, c’è una bella somma a disposizione delle realtà del Lazio, e cioè 780 milioni di euro per le aziende agricole del nostro territorio. Un’opportunità straordinaria anche per la Tuscia e la sua vocazione. In questo, la Regione ha prodotto qualcosa di buono, ed entro gennaio, da quello che sembra, inizieranno a uscire i bandi tra cui quelli per i più giovani: si passa da 20 a 70mila euro per l’insediamento delle nuove strutture. Un impegno importante e il massimo che potevamo fare”.

Che aria tira in Regione?
“Lavoriamo alla legge di stabilità e quindi al documento economico del prossimo triennio. C’è aria di programmazione e impegno”.

Cosa ha prodotto di concreto il patto Viterbo-Zingaretti, la Regione ha effettivamente dato la giusta attenzione alla Tuscia?
“Assolutamente no e io l’ho più volte ribattezzato il “pacco Viterbo-Zingaretti”, perché è stata una fregatura, visto che ci ha portato l’immondizia da Roma, Bracciano, Civitavecchia, oltre quella che ci attendevamo da Rieti. Non è stato un accordo molto intelligente. Il punto è che la Regione da retta alle amministrazioni forti e Viterbo non è tra quelle”.

La crisi politica che vive il Capoluogo avrà dunque ripercussioni sui rapporti con la Regione?
“Ogni giorno i colleghi mi fermano per chiedermi a che punto sia la “telenovela Michelini”. Diamo un’immagine negativa del territorio che invece di fare squadra e portare a casa risultati importanti, non fa che litigare”.

Cosa si impegnerà a fare per il 2016?
“Come ho detto, mi occuperò di sociale e infrastrutture e poi di agricoltura. Attenzione anche al social-housing e un occhio di riguardo al bando delle manifestazioni culturali. Faccio difficoltà a capire le modalità con cui viene stilata la classifica che tiene fuori delle iniziative importantissime. Su 32 finanziate quest’anno, solo cinque erano del Viterbese e non mi pare giusto, dovrà esserci un bilanciamento perché le energie dedicate alla cultura e al turismo del nostro territorio dovrebbero essere premiate e non messe in subordine. E’ da rivedere poi la questione delle cartelle pazze sulla riscossione del ticket sanitario. Una follia targata Zingaretti che ha coinvolto oltre 230mila famiglie dl Lazio.

Non da ultimo, abbiamo proposto un importante emendamento alla legge di stabilità per istitutire un fondo che tuteli gli agenti di polizia locale nel Lazio che non hanno copertura per gli infortuni durante l’orario di lavoro. Una sciocchezza derivante da un decreto Monti che la Regione può e deve sanare, specie in vista dell’impegno che sarà richiesto col Giubileo”.

Come descriverebbe il governatore Zingaretti?
“Un uomo abile a nascondersi in momenti complicati e altrettanto abile a riemergere nei rari casi in cui c’è qualcosa di positivo da comunicare. Purtroppo spesso “l’annuncite”, un po’ come capita al premier, diventa un difetto, soprattutto quando non solo viene esercitata, ma addirittura abusata. L’esempio è coi treni Vivalto, derivanti peraltro da un finanziamento della precedente giunta. Ne ha consegnati 24 con altrettante inaugurazioni. Per carità, la propaganda ci può stare, ma se all’annuncite sostituisse fatti concreti, si farebbe apprezzare di più”.

Reggerà per il 2106?
“L’instabilità della politica è totale, quindi non lo so. Al momento, però, non ci stiamo ponendo questo tipo di problemi, ma lavoriamo alla legge di stabilità e al bilancio, cercando di programmare un triennio che dovrebbe portare alla fine della legislatura. Quello che decidiamo adesso, produrrà effetti in futuro”.

Cosa ricorderà di questo anno?
“Il 2015 per me è stato un anno meraviglioso… l’11 luglio – dice in riferimento alla data del matrimonio con la consigliera comunale Antonella Sberna -. La campagna matrimoniale è più gravosa di quella elettorale- scherza Sabatini -, lo voglio testimoniare, quella data, però, resterà scolpita”.

Paola Pierdomenico

 

 


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26 dicembre, 2015

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