Monterosi – Sarà ricorso al Riesame per Caterina Dezi.
La maestra accusata di maltrattamenti sui bambini di tre anni della scuola materna di Monterosi ha impugnato l’ordinanza che, da una settimana, l’ha spedita agli arresti domiciliari.
Il ricorso sarebbe stato depositato ieri mattina.
Contro di lei, i filmati delle telecamere installate nella scuola dagli investigatori dopo le segnalazioni dei genitori, confluite in un’informativa alla Procura. I piccoli tornavano a casa spaventati, qualcuno con segni rossi e lividi. Dalle registrazioni è emerso che gli alunni dell’asilo di via Caduti di tutte le guerre venivano strattonati, spintonati anche addosso agli arredi dell’aula, sbattuti a terra e lasciati a piangere sul pavimento.
Registrazioni che sono l’architrave dell’accusa e che, ora, la difesa ha tutto l’interesse a far cadere. Secondo indiscrezioni, infatti, il ricorso della maestra punterebbe proprio su questo: presunti vizi formali che renderebbero inutilizzabili quei video. Falle nei decreti autorizzativi che mancherebbero di una solida motivazione del perché i filmati fossero indispensabili. E la motivazione è fondamentale per una tenuta a lungo termine delle intercettazioni ambientali fino a un futuro, eventuale processo.
Le immagini mostrano uno dei piccoli spintonato e mandato a sbattere con la testa contro un armadietto. Un altro che piange disperato fino a richiamare la bidella, dopo essere stato preso per il grembiulino e sbattuto sul pavimento. E poi, schiaffi, “pizzicotti”, gomitate, i piedini calpestati dalla maestra, parolacce e “rimproveri costanti e continui”. Non è un’altra Rignano Flaminio, né l’asilo degli orrori. Ma, come scrive il gip Franca Marinelli nella sua ordinanza, la maestra usa “modi non proprio consoni a quelli pedagogici”.
Sotto la lente degli inquirenti, intanto, è finito anche il passato della maestra. Gli investigatori hanno scoperto una lettera scritta all’unanimità dai genitori dei piccoli della scuola di Nepi, dove Caterina Dezi insegnava nel 2011. Nella lettera, inoltrata al dirigente scolastico, si segnalerebbero fatti analoghi a quelli di Monterosi. Con lo stesso obbligo del segreto imposto dalla maestra ai bambini su tutto ciò che succedeva in aula.
Per ora si aspetta l’udienza al Riesame.
Stefania Moretti
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