Viterbo – I giudici ci sono. Le notifiche no. Almeno non tutte.
E’ stata un’altra falsa partenza, quella di ieri mattina, per il maxiprocesso Asl.
La presunta appaltopoli sanitaria da 29 imputati dovrà aspettare ancora due mesi per decollare in tribunale.
Non è bastato aver risolto i problemi di composizione del collegio. In tre anni di indagini, tutti i giudici del penale si sono ritrovati incompatibili per aver firmato atti o autorizzato provvedimenti nella megainchiesta. Non a caso a decidere del destino dei 29 imputati, tra imprenditori, società e dirigenti Asl, sarà un pool di magistrati del civile: Stefano Pepe, Silvia Bartollini e il presidente della sezione civile viterbese Ettore Capizzi.
Ma il processo si perde nella burocrazia delle notifiche agli imputati. Ieri ne mancava una. Da qui, il rinvio al 24 giugno. Il secondo in quattro mesi.
L’accusa contesta fatti compresi tra il 2003 e il 2009. Per lo più, appalti che, secondo le indagini, sarebbero stati pilotati, affidandoli agli imprenditori che si prestavano a pagare un tantum in più come tangente.
Due i filoni dell’inchiesta. Da un lato, quello sugli appalti informatici e telefonici della Asl. Solo in questo caso i passaggi di mazzette sarebbero stati documentati, facendo scattare gli arresti in flagranza.
L’altra tranche riguarda sempre gli appalti. Ma le tangenti, in questo caso, sarebbero state di altro tipo: non denaro sonante, ma consenso politico o, addirittura, “appoggi e finanziamenti al partito di riferimento di Aloisio”. Giuseppe Aloisio, ex direttore generale della Asl. Il “partito di riferimento”, come si legge negli atti, sarebbe stato in un primo tempo la Margherita e poi il Pd. Finanziamento che, in sé, è perfettamente lecito. Ed è proprio qui che si gioca la partita dei magistrati: come dimostrare che quegli appoggi e finanziamenti, qualora documentati, siano interpretabili come tangente? Chiunque può fare una donazione a un partito. In questo caso, secondo le carte dell’inchiesta, a farla sarebbe stato l’imprenditore Alfredo Moscaroli, destinatario dell’affidamento di numerosi servizi informatici dalla Asl, anche in convenzione con le Asl di Rieti e Roma H.
Da Moscaroli, i pm ipotizzano “promesse o doni” all’ex dirigente del Ced della Asl Ferdinando Selvaggini e “appoggi e finanziamenti al partito di riferimento di Aloisio”. Ma mentre per Selvaggini e Moscaroli scattarono le manette per i gravi indizi che convinsero il gip a firmare le ordinanze, la difesa dell’ex numero uno della Asl ripete il suo mantra da sempre: “Aloisio non ha preso un euro”.
Il problema sarà comunque risolto dalla prescrizione, prima ancora che dai giudici. Le presunte “tangenti politiche” ipotizzate dai pm risalgono all’aprile 2007. A processo arrivano sette anni dopo. Per reati come questi, il tempo di prescrizione è sette anni e mezzo. Il conto è semplice.
Gli imputati
1) Giuseppe Maria Antonio Aloisio, ex direttore generale della Asl;
2) Mauro Paoloni, consulente strategico di Aloisio;
3) Renato Leoncini, direttore dell’unità organizzativa acquisto e vendita prestazioni sanitarie;
4) Giampaolo Marzetti, promotore dell’associazione Aureart;
5) Francesco Marzetti, promotore dell’associazione Aureart;
6) Giovanni Luca Parroccini, responsabile dell’unità locale 1 di Civita Castellana della società interinale Ali;
7) Umberto Maria Marcoccia, imprenditore;
8 ) Alfonso Lisi, amministratore della società Probar;
9) Andrea Bianchini, direttore dell’unità e-procurement;
10) Ferdinando Morabito, amministratore di fatto della società Lavin;
11) Gemma Stasi, delegata alla gestione degli appalti con le pubbliche amministrazioni per conto della società Lavin;
12) Luciano Facchini, amministratore delegato della società Servizi Italia Spa;
13) Roberto Angelucci, imprenditore;
14) Fabio Angelucci, imprenditore;
15) Francesco Pesce Delfino, responsabile del reparto riabilitazione della casa di cura di Nepi;
16 ) Paolo Botti, delegato di zona della società Abbott;
17) Rita Cortas, direttore generale Abbott;
18) Ferdinando Selvaggini, ex direttore del Ced della Asl;
19) Ivano Paggi, amministratore di fatto della Elecom coop srl, della Panoiva srl e della Eleco System;
20) Massimo Foglia, dirigente dell’unità operativa Accsi;
21) Adolfo Pipino, ex direttore generale della Asl;
22) Massimiliano Colli, referente commerciale e delegato delle società del gruppo Elecom per la zona di Viterbo;
23) Luca Antonini, direttore tecnico della Panoiva o della Elecom coop srl;
24) Alfredo Moscaroli, ex presidente del cda della Isa;
25) società Italbyte srl;
26) società Servizi Italia Spa;
27) società Gruppo Rori Srl;
28) società Ali Spa;
29) società Centro Diaz Srl.
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