Tribunale - Per dichiarare la sua estraneità alle nuove accuse contestate
di Stefania Moretti
 La Cittadella della Salute, sede della Asl |
 Il sostituto procuratore Stefano D'Arma, che coordina l'inchiesta insieme al collega Fabrizio Tucci |
 Michele Di Mario |
 Ferdinando Selvaggini |
 Alfredo Moscaroli, ex presidente del cda della Isa |
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– Inchiesta Asl, Ceccarelli dai pm.
Si è svolto mercoledì mattina l’interrogatorio di Massimo Ceccarelli in Procura.
L’ex delegato della Telbios Spa, società partecipata della Telecom, è comparso davanti ai pm Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci.
Motivo: rispondere alle nuove accuse contenute nell’avviso di conclusione del secondo filone dell’inchiesta Asl, in cui Ceccarelli è coinvolto.
Oltre all’ipotesi di corruzione, che lo ha fatto finire in manette prima a luglio e poi a dicembre 2009, a Ceccarelli è stato contestato un altro reato.
L’imprenditore, come scrivono i magistrati, avrebbe promesso assunzioni di personale gradito all’ex direttore generale della Asl Giuseppe Aloisio. Fatti che gli avvocati di Ceccarelli escludono categoricamente. Ed è per questo che l’ex delegato Telbios ha voluto incontrare i pm mercoledì: per ribadire la sua innocenza.
“Ceccarelli – spiega l’avvocato Franco Taurchini, che lo difende insieme al collega Massimo Meloni – voleva solo chiarire la sua posizione in merito alle nuove accuse che gli vengono mosse e dalle quali è completamente estraneo. Ceccarelli non ha mai assunto o promesso di assumere nessuno. Non era in grado di farlo. Ai pubblici ministeri, mercoledì mattina, abbiamo voluto dire questo“.
Il confronto, iniziato intorno alle 12, è durato all’incirca un’ora. L’accordo su un eventuale patteggiamento non è stato ancora raggiunto. “Prima di concordarlo – continua Taurchini – volevamo puntualizzare l’innocenza di Ceccarelli riguardo a queste nuove accuse. Per ora, non abbiamo presentato nessuna richiesta di patteggiamento. Se lo chiederemo, in futuro, lo faremo con l’idea che questa imputazione venga esclusa”.
Ceccarelli è stato arrestato due volte nel corso della maxiindagine sull’azienda sanitaria viterbese. Prima il 9 luglio 2009, insieme all’imprenditore Michele Di Mario e al responsabile del Ced della Asl Ferdinando Selvaggini. Poi, cinque mesi dopo, di nuovo con Selvaggini e l’allora presidente del cda della Isa Alfredo Moscaroli. L’accusa, in entrambi i casi, era quella di corruzione.
Il primo arresto riguardava la tangente da 15mila euro che Di Mario, titolare della Lte Srl, avrebbe consegnato a Selvaggini per l’appalto dei lavori di manutenzione dell’impianto di cablatura della Asl. Secondo le indagini, di quei 15mila euro, 5mila sarebbero andati a Ceccarelli, per il suo ruolo di intermediario tra Di Mario e Selvaggini. Ruolo che Ceccarelli avrebbe mantenuto anche in un secondo momento, quando a versare tangenti al posto di Di Mario, ci sarebbe stato Moscaroli. Da qui, il secondo arresto dell’11 dicembre 2009.
Per questa sua attività di mediazione, la modalità di incasso della tangente era sempre la stessa: una consulenza affidata dalla Isa alla moglie per 60mila euro (5mila euro mensili).
Fu lo stesso Ceccarelli, durante i primissimi interrogatori, ad ammettere che la donna non aveva nessuna competenza in materia e che la somme erano destinate a lui per una sua non meglio definita opera professionale.
Stefania Moretti
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