Rapina alle poste di Canino - Paolo Delle Monache, il difensore del capo dei tifosi gialloblù, ai giudici del riesame - Chiesta la revoca della custodia cautelare in carcere

Christian Lanari
Canino – (sil.co.) – Rapina all’ufficio postale di Canino, a distanza di un mese dal colpo che lo ha inguaiato Christian Lanari chiede di uscire dal carcere.
“Nessuna rapina, Christian Lanari ha peccato soltanto di ingenuità”. Ieri il difensore Paolo Delle Monache, che subito dopo l’interrogatorio di garanzia ha presentato istanza al tribunale della libertà, è comparso davanti ai giudici del riesame chiedendo la revoca dell’ordinanza oppure un alleggerimento della misura di custodia cautelare come gli arresti domiciliari rafforzati dal braccialetto elettronico.
Il capo tifoso gialloblù, che sempre ieri ha incassato la solidarietà dei tifosi del club Us Viterbese 1908 di cui è il presidente, è uno dei quattro arrestati alla vigilia dell’Immacolata per il colpo a mano armata messo a segno pochi giorni prima, sabato 28 novembre, alle poste di Canino con la complicità del direttore.Tre sono invece gli indagati a piede libero.
“Non ci sono prove di una sua effettiva collaborazione nell’ambito dell’organizzazione della rapina, sicuramente non nella sua esecuzione, se non un contributo che può essere determinato dal fatto che è stato ingenuo. Non certamente che abbia cercato o voluto cercare gli organizzatori di una rapina”, ribadisce l’avvocato Delle Monache, convinto dell’estraneità del suo assistito.

L’avvocato Paolo Delle Monache
Dietro le sbarre con l’accusa di rapina aggravata in concorso, sono finiti Lanari (40 anni, di Vetralla), Daniele Casertano (46 anni, di Viterbo) e Domenico Palermo (41 anni, di Marta).
Sono stati invece disposti i domiciliari per il direttore Massimiliano Ciocia (38 anni, di Vetralla), che ha confessato tutto dopo essere stato sorpreso dai carabinieri del Norm di Tuscania mentre cercava di portarsi a casa in macchina 30mila euro, la sua parte del bottino che aveva nascosto in ufficio.
Per il colpo sono inoltre indagate a piede libero altre tre persone: Bruno Laezza (36 anni, di Viterbo), Roberto Gallo (27 anni, di Marta) e Riccardo Carloni Modesti (24 anni, di Viterbo).

Daniele Casertano, Domenico Palermo, Christian Lanari e Massimiliano Ciocia
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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