Canino – “Il direttore delle poste mente sapendo di mentire”. A dirlo, tramite il difensore Paolo Delle Monache, Christian Lanari.
E’ il commerciante 40enne di Vetralla, presidente del club di tifosi gialloblù Us Viterbese 1908, finito in carcere alla vigilia dell’Immacolata, quando è stato arrestato con l’accusa di essere una delle menti della rapina armata all’ufficio postale di Canino dove, il 28 novembre, un bandito a mano armata ha messo a segno un colpo da 200mila euro tra pensioni e tredicesime.
In tre sono finiti dietro le sbarre, il direttore è ai domiciliari, mentre altri tre sono indagati a piede libero.
“Rispettiamo, ma non condividiamo, la ricostruzione della rapina operata dalla procura che per quanto riguarda il coinvolgimento di Lanari si basa principalmente sulle dichiarazioni di Massimiliano Ciocia”, scrive l’avvocato Paolo Delle Monache in una nota.
“La rapina me l’ha proposta Christian Lanari”, avrebbe detto il direttore 38enne di Vetralla, l’unico degli arrestati ai domiciliari, al pm Franco Pacifici che lo ha interrogato dopo essere stato scoperto e aver confessato il ruolo da “talpa”.
“Le dichiarazioni di Ciocia, per quanto attiene a questa difesa sono da considerarsi inverosimili e contradittorie. Soprattutto perché in alcuni punti, secondo noi,mente sapendo di mentire”, prosegue il difensore di Christian Lanari.
Il 2 dicembre, davanti al pm, Ciocia avrebbe raccontato che “cinque, sei giorni prima della rapina si era recato nell’esercizio commerciale di Lanari per acquistare delle mascherine anti Covid. Nell’occasione Lanari, pur non avendo confidenza e amicizia con lui, gli avrebbe proposto una rapina nell’ufficio postale da lui diretto”. Una richiesta alla quale il 38enne “non ha aderito”. Un paio di giorno dopo, però, come è messo nero su bianco dagli inquirenti, la proposta gli sarebbe stata rifatta e a quel punto Ciocia avrebbe detto di sì. E con Lanari “immediatamente iniziano a pianificare il colpo”.
“Lanari – sottolinea il difensore – non ha eseguito materialmente la rapina, non ha partecipato alla sua organizzazione. E’ tutt’altro che un delinquente e lo dimostreremo. Ha un lavoro e partecipa a molte associazioni di volontariato. E’ stato solo ingenuo, questo sì”, conclude Delle Monache, che come i difensori degli altri arrestati ha presentato ricorso al tribunale del riesame.
Subito dopo il colpo, il bottino sarebbe stato consegnato a Domenico Palermo e Daniele Casertano, il 41enne di Marta e il 46enne di Viterbo finiti anche loro in carcere, ad eccezione dei 30mila euro che il direttore si era trattenuto, facendosi sorprendere dai carabinieri, già sulle sue tracce, poco dopo avere cercato di portarseli a casa in macchina, dopo averli nascosti dentro un capiente borsone.
Gli arrestati
Massimiliano Ciocia – 38enne di Vetralla – Direttore dell’ufficio postale di Canino – Ritenuto la “talpa” della banda – Ai domiciliari
Christian Lanari – 40enne di Vetralla – Presidente del club di tifosi gialloblù Us Viterbese 1908 – In carcere
Daniele Casertano – 46enne di Viterbo – In carcere
Domenico Palermo – 41enne di Marta – In carcere
Per gli inquirenti, Lanari, Casertano e Palermo sono “il fulcro del gruppo criminale”. Di cui Casertano e Palermo sono “i due elementi più pericolosi”. Questi ultimi vengono descritti con una “violenta personalità” e “non nuovi alla commissione di reati, anche contro la persona”.
Gli indagati a piede libero
Bruno Laezza – 36enne di Viterbo
Roberto Gallo – 27enne di Marta
Riccardo Carloni Modesti – 24enne di Viterbo
Articoli: Gli ho detto che c’erano i soldi delle pensioni ma mi sono raccomandato di non fare del male a nessuno” – Massimiliano Ciocia: “È stata la più grande stupidaggine della mia vita, mi vergogno” – Gli inquirenti: “Il bottino consegnato a Palermo e Casertano subito dopo il colpo” – Ciocia: “La rapina alle poste me l’ha proposta Christian Lanari” – Manca parte del bottino e gli altri della banda minacciano di morte il direttore Ciocia – Rapina alle poste, gli arrestati davanti al gip – Colpo alle poste, quattro arresti per rapina aggravata – Rapina alle poste, arrestati il direttore e un ultrà della Viterbese – Rapina alle poste, indagati il direttore e un ultrà della Viterbese – Ha immobilizzato gli impiegati con le fascette e si è fatto consegnare il denaro dal direttore – Quasi 200mila euro rapinati da sportello automatico e cassaforte – Pistola in pugno fa irruzione alle poste travestito da corriere e porta via 200mila euro – Rapina in pieno giorno all’ufficio postale di Canino
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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