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Rapina alle poste di Canino - Sarà affiancato da uno specialista il perito super partes nominato ieri dal tribunale

Perizia psichiatrica collegiale per il palo Bruno Laezza, non basta il medico legale

di Silvana Cortignani
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Gli arrestati a dicembre: Daniele Casertano, Domenico Palermo, Christian Lanari e Massimiliano Ciocia

Daniele Casertano, Domenico Palermo, Christian Lanari e Massimiliano Ciocia


Canino – Rapina alle poste di Canino, sarà sottoposto a perizia psichiatrica collegiale il palo Bruno Laezza.

Non basta il medico legale, ci vuole anche uno specialista del settore, per stabilire se i postumi di un incidente in seguito al quale è finito in coma possano avere influito sulla capacitò di intendere e di volere dell’imputato.

E’ l’unico dei sette banditi che, avendo scelto il rito ordinario e non l’abbreviato, rischia una condanna piena. 

Ma il suo legale, Enrico Zibellini, è convinto che  il 38enne viterbese, ai domiciliari dal 25 gennaio 2021, sia stato tirato dentro all’ultimo minuto senza rendersi conto del guaio in cui si stava mettendo a causa dei postumi di un drammatico incidente stradale, avvenuto il 24 febbraio 2016, in seguito al quale è rimasto a lungo in coma.

 


Canino - L'ufficio postale di viale Giuseppe Garibaldi - Nel riquadro il direttore Massimiliano Ciocia

Canino – L’ufficio postale di viale Giuseppe Garibaldi – Nel riquadro il direttore-talpa Massimiliano Ciocia


 

Il collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini ieri avrebbe dovuto nominare soltanto un medico-legale, ma il consulente super partes scelto dal tribunale, il dottor Daniele Piergiovanni di Montefiascone, saputo che la perizia richiesta era di carattere psichiatrico-neurologico – relativa non solo alla sussistenza dei postumi ma anche se abbiano influito sulla capacità di intendere e di volere dell’imputato (vizio totale o parziale di mente) – ha chiesto di essere affiancato da un secondo perito, uno specialista del ramo.

L’udienza è stata quindi rinviata al 23 febbraio per la nomina, senza sentire i primi due testimoni dell’accusa, due operanti, che potrebbero essere sentiti a aprile, quando, salvo imprevisti, se la perizia darà esito positivo ai fini del giudizio, il processo a Laezza dovrebbe entrare nel vivo.

Si è scoperto, nel frattempo, che agli atti del processo ci sono anche dei messaggi WhatsApp scambiati dai banditi due giorni prima del colpo, il 25 e il 26 novembre 2020. Messaggi considerati utili dalla difesa che ne ha chiesto l’acquisizione.

Lo scorso 9 novembre, contro Laezza si sono costituite parte civile Poste Italiane.  Pochi giorni prima, il 5 novembre 2021,  è stato il giorno della sentenza per il direttore Massimiliano Ciocia e i complici pianificatori Daniele Casertano, Domenico Palermo e Christian Lanari, arrestati l’8 dicembre 2020 dai carabinieri e tuttora agli arresti domiciliari, nonché per l’esecutore materiale Riccardo Carloni Modesti e l’altro palo Roberto Gallo, arrestati un mese e mezzo dopo.

Massimiliano Ciocia è stato condannato a 4 anni e 8 mesi, Daniele Casertano a 5 anni e 8 mesi, Domenico Palermo a 5 anni e 8 mesi, Christian Lanari a 5 anni, Riccardo Carloni Modesti a 5 anni e Roberto Gallo a 4 anni. Più una provvisionale di 40mila euro a Poste Italiane, parte civile nel processo.

Laezza ha partecipato nelle vesti di palo, aspettando con Roberto Gallo – sotto gli occhi delle telecamere della videsorveglianza, a bordo della Lancia Ypsilon rossa usata per il colpo – il “rapinatore solitario” Riccardo Carloni Modesti, in fuga dall’ufficio postale con un bottino di 45mila euro, circa mille dei quali trovati poco dopo dalla stradale sulla vettura diretta al mare passando per la Castrense.

Il pubblico ministero Franco Pacifici aveva chiesto, con lo sconto di un terzo della pena del rito, 6 anni di reclusione per il direttore Massimiliano Ciocia e Roberto Gallo, uno dei due pali che hanno accompagnato sul posto il “rapinatore solitario”. Aveva invece chiesto che venissero condannati a 8 anni di reclusione ciascuno l’esecutore materiale Riccardo Carloni Modesti e i tre complici del direttore nella pianificazione del colpo, ovvero Daniele Casertano, Domenico Palermo e Christian Lanari.

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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17 febbraio, 2022

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